Oggi, grazie a una nuova
tecnologia che permette efficaci studi del metaboloma (ossia del
complesso sistema di metaboliti che costituiscono gli intermedi delle
reazioni biochimiche che hanno luogo nelle cellule viventi), è possibile
identificare le differenze tra soggetti sani e soggetti con patologia
tumorale.
I ricercatori italiani guidati dalla Dr.ssa Adriana Albini della
Fondazione MultiMedica Onlus, in collaborazione con l’esperto di spettri
di massa Matteo Conti, consulente dell’Istituto Scientifico Romagnolo
per lo Studio e la Cura dei Tumori (I.R.S.T.) di Meldola, hanno studiato
come aumentare la sensibilità e la specificità degli strumenti di
analisi dei metaboliti al fine di delineare i fenotipi biochimici che
potenzialmente correlano con la presenza e il grado di un tumore. Lo
studio, sostenuto dall’ Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro
(AIRC), dal Ministero della Salute e dal MIUR, è in corso di
pubblicazione on line sulla rivista scientifica Rapid Communication in
Mass Spectrometry (uscirà nella versione completa il 30 maggio) e vede
in prima linea il lavoro “traslazionale” della giovane ricercatrice
Ilaria Sogno dell’IRCCS MultiMedica, con il team dell’urologo Paolo
Consonni e con il Prof. Douglas Noonan dell’Università degli Studi dell’Insubria
di Varese.
La spettrometria di massa, applicata con successo in numerosi casi
clinici, è una tecnica altamente innovativa. Grazie a questa tecnologia
è attualmente possibile la ricerca dei biomarcatori metabolici in fluidi
biologici. Tuttavia alcune limitazioni determinano una ridotta capacità
nel rilevare diversi segnali che costituiscono potenziali biomarcatori.
I ricercatori del Gruppo MultiMedica di Milano e di Meldola hanno
osservato che combinando la tecnica SACI (Surface-Activated Chemical
Ionization) - in grado di ridurre il “rumore di fondo” risultante
dall’analisi degli spettri di massa, ma selettiva per i composti polari
- con una fonte di ionizzazione electrospray (ESI), è possibile rilevare
un numero maggiore di molecole i cui spettri altrimenti andrebbero
perduti.
La tecnica è stata sviluppata nell’ambito di uno studio sulla ricerca di
marcatori predittivi per il tumore della prostata e hanno portato
all’identificazione di alcuni segnali che potrebbero aiutare a
diagnosticare il tumore in tempi precoci.
La tecnologia risultante rappresenta oggi il tool metabolomico di
elezione e potrà trovare applicazioni nella “biomarker discovery” non
solo in ambito oncologico, ma anche nelle diverse discipline cliniche.
L’ottimizzazione del sistema di analisi metabolomica è stata frutto
dello sforzo congiunto di diverse figure professionali, a dimostrazione
che la ricerca scientifica ottiene i migliori risultati
dall’integrazione di diverse competenze, in un’ottica appunto
traslazionale.