Genova Anno IX - n°50 - 11.05.2012 Pagine Nazionali

del 25/05/2012

I maschi “da riproduzione” soffrono di disfunzione erettile


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L’uomo è il primo animale ad avere completamente separato la fertilità dalla sessualità. È un motivo sufficiente per ignorare la sessualità delle migliaia di coppie che si rivolgono ai centri di procreazione medicalmente assistita (PMA)? Nel corso del II Congresso di Riccione (24 - 26 maggio) le risposte a queste domande sono affidate alla lettura magistrale del Prof. Emmanuele A. Jannini, andrologo e professore di Sessuologia all’università dell’Aquila.

“Un maschio che deve “produrre” liquido seminale per la diagnosi di infertilità, o per il complicato percorso terapeutico alla ricerca del “bimbo in braccio”, vive la cosiddetta sindrome del breeding bull, del toro da monta”, spiega il Professore. “Si sente un maschio da riproduzione, non più un amante o un partner. Molti reagiscono con disfunzione erettile, eiaculazione precoce o ritardata, riduzione drammatica del desiderio sessuale. Quando è l’andrologo a stabilire quando si deve fare l’amore, la reazione è spesso di chiusura. Il sesso perde il significato di piacere e di dialogo tra i corpi e diventa solo meccanica performance per produrre spermatozoi.”

In un momento in cui il dibattito attorno alla legge 40 si riscalda per la recentissima sentenza della Corte costituzionale, la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) ha promosso una ricerca nei suoi centri in Italia per verificare quanto gli esperti di riproduzione si occupino anche della sessualità delle loro coppie. I dati presentati per la prima volta a Riccione dal Prof. Jannini sono chiari: nei centri di riproduzione assistita italiani SIAMS che hanno in cura circa 6000 coppie/anno, il 55.5% soffre di disfunzione erettile collegata alla diagnosi di infertilità; il 33.3% di eiaculazione precoce; l’11%1 di disturbo del desiderio. Non va meglio tra le donne: anorgasmiche nel 12.5%, vaginiste nel 25% e senza desiderio nel 37.5% dei casi studiati.

La ricerca presentata a Riccione dimostra che circa il 70% degli andrologi SIAMS prescrive un farmaco per l’impotenza a questi pazienti. Quando la diagnosi e le cure dell’infertilità provocano disfunzione erettile, viene prescritto nella maggioranza dei casi Levitra. Uno studio recente della Tottori University, in Giappone, ha infatti dimostrato che questa molecola per la disfunzione erettile non ha effetti negativi sulla fertilità maschile, confermando i dati della Shandong University, in Cina, che sulla rivista americana Fertility and Sterility aveva dimostrato l’efficacia del Levitra per le transitorie defaillance dovute alla breeding bull syndrome.

La stragrande maggioranza dei centri di PMA studiati prevede infine la consulenza di uno psicologo come vogliono le modifiche del 2008 alla legge 40. Purtroppo la legge non chiede che questi professionisti siano anche sessuologi. Gli psicologi formati in sessuologia che lavorano nei centri italiani sono ancora pochissimi, anche perché esiste un solo corso di laurea in sessuologia dell’Università italiana, che si tiene all’Aquila ed è coordinato dal Prof. Jannini.

 

 

 






 
 
 
 

  



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