Genova Anno XI - n°50 - 11.05.2012 Pagine Nazionali

Il Limite di Velocità del Polso


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it   

Una persona su cento, in Italia, soffre di fibrillazione atriale. La malattia, che porta a un’alterazione del normale ritmo del cuore, va identificata e trattata per tempo perché può dar luogo a varie complicazioni, prima tra tutte l’ictus cerebrale. Il rischio di questa patologia può salire, infatti, anche di cinque volte tra chi soffre dell’aritmia. Ogni anno circa 120.000 persone scoprono di essere ammalate e, purtroppo, in un caso su tre la malattia non viene riconosciuta, mettendo così a rischio cuore e cervello. Eppure giocare d’anticipo sulla patologia, scoprendola fin dai suoi inizi, non è difficile. Basta solamente tastarsi il polso una volta alla settimana e misurare la pressione una volta al mese dopo aver passato i 50 anni.


A ricordarlo recentemente è stato il prof Antonio Raviele, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre e Presidente di A.L.F.A (Associazione Lotta alla Fibrillazione Atriale), la neonata associazione che ha come obiettivo sensibilizzare i cittadini, i medici e le Istituzioni sull’importanza della prevenzione e del riconoscimento precoce della patologia. “Uno studio scientifico recentemente pubblicato sulla rivista medica americana Circulation dimostra che l’incidenza della fibrillazione atriale potrebbe essere dimezzata semplicemente controllando meglio ipertensione, obesità, fumo e diabete – spiega Raviele - Ma è soprattutto la pressione alta il nemico da monitorare perché almeno sette persone su dieci con fibrillazione atriale sono anche ipertese. Per questo è fondamentale che dopo i cinquant’anni la pressione arteriosa venga misurata ogni mese e trattata adeguatamente se deve essere ridotta, così come è importante rilevare regolarmente il ritmo del polso, almeno una volta la settimana. Se i battiti superano i cento al minuto e il ritmo è irregolare, parlatene subito con il medico”.


 

 






 
 
 
 

  



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