“E' partita ieri la II^
Conferenza Internazionale di Pediatria, dove i maggiori pediatri europei
si ritrovano per fare il punto sul Programma di monitoraggio
internazionale avviato da STRATEGIC PEDIATRIC ALLIANCE ad un anno dal
suo lancio a Tel Aviv e sostenuto da
‘A NEW PEDIATRICS. NOW’.
Dall’esigenza di studiare le differenze ed i punti d’incontro tra i vari
Paesi internazionali, ognuno con le proprie criticità e punti di
sofferenza nell'assistenza pediatrica, è nata questa alleanza strategica
per capire i diversi modelli esistenti di assistenza pediatrica. Oggi
saranno presentati i dati raccolti, coinvolgendo le più qualificate
forze della pediatria internazionale, da cui emerge una grande certezza:
la profonda convinzione che la centralità delle cure primarie di qualità
dalla nascita sino all’adolescenza sia l'unico serio approccio
metodologico, clinico e sociale con cui sostenere e far crescere i
futuri cittadini del Pianeta.
“Intendiamo identificare i migliori modelli di assistenza primaria
nelle cure pediatriche incrociandoli con valutazioni di sostenibilità
economica, per offrire responsabilmente un contributo universale in
termini di "rinnovati modelli di assistenza". Cure primarie al
centro, assicurate a tutti i cittadini, svolte in una nuova e articolata
integrazione professionale, sostenute da modelli economici capaci di
evitare gli sprechi: questa è la sfida su cui intendiamo lavorare,
producendo un analisi collaborativa che nei prossimi mesi coinvolgerà
tutta la pediatria internazionale. Intendiamo offrire poi questo
contributo agli esponenti della politica internazionale, dei governi
nazionali e sovranazionali, delle agenzie per la garanzia della salute e
dello sviluppo economico”.
Ha dichiarato Giuseppe Mele, Presidente della Federazione
Italiana dei medici Pediatri.
Tra i principali problemi rilevati dal Questionario si segnala come in
un terzo dei Paesi che hanno risposto si stia discutendo di una
possibile riorganizzazione delle cure pediatriche sul territorio, in
particolare di un trasferimento delle cure dei bambini dal pediatra al
medico di medicina generale, che in talune Nazioni non necessita della
specializzazione in medicina interna.
“In alcune Nazioni, inclusa l’Italia, sta emergendo un movimento di
opinione favorito da alcune aree professionali, che manifesta la
tendenza al riassorbimento della Pediatria da parte della Medicina
Interna. Riteniamo che i medici non specialisti in Medicina Interna
vengano formati nelle cure pediatriche generalmente per mezzo di corsi
dalla durata variabile da pochi giorni ad un massimo di 6 mesi. Il che,
secondo la quasi totalità degli esperti Europei partecipanti al
questionario non garantisce un’adeguata preparazione. Il che sposterebbe
indietro di diversi decenni l’orologio culturale medico del tempo”.
Ha tenuto a precisare Mele.
Il questionario rileva infine che in quasi la metà dei Paesi il numero
dei pediatri è in costante diminuzione e che le patologie pediatriche si
sono modificate: come l'aumento di bambini con malattie croniche, che i
pediatri sono convinti di sapere affrontare mentre il medico di medicina
generale non è sicuramente stato formato ne’ si aggiorna su questi
aspetti.
“Nei giorni scorsi a Copenaghen si sono riuniti i Ministri della
Salute dell'UE e dal loro confronto è stata coniata la frase "a better
health, with less cost", "una salute migliore, a costi ridotti". È con
questo spirito che la pediatria intende contribuire alla definizione
consapevole dei nuovi modelli di assistenza. Siamo una forza scientifica
e sociale, ben consapevole delle responsabilità che il tempo presente
pone. Responsabilità che non possono essere da nessuno rimandate.”
Ha concluso il Presidente della FIMP.