L’infermiere è il
professionista responsabile dell’assistenza. Questo significa che
l’infermiere ha in gestione un comparto fondamentale, che lo rende
responsabile di ‘accompagnare’ la persona, gestendone i cambiamenti
nello stato generale di salute e nell’autonomia, in ospedale, nella
propria casa o nelle strutture di accoglienza.. Per questo, in occasione
della Giornata Internazionale dell’Infermiere, TENA, marchio del gruppo
SCA – da sempre impegnata nel migliorare l’assistenza e la qualità di
vita degli anziani e degli ospiti delle case di riposo – vuole
contribuire al più ampio riconoscimento di una figura professionale che
è diventata un pilastro fondamentale in tutti i luoghi della cura come
viene messo in evidenza dall’ esperienza ‘sul campo’ della dott.ssa
Ermellina Zanetti del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia e Vice
Presidente del Collegio Infermieri della Provincia di Brescia.
«Se negli ospedali il compito dell’infermiere nei confronti del
paziente anziano ricoverato per un evento acuto – spiega
Ermellina Zanetti – è soprattutto quello, in collaborazione con
il medico, di garantire le cure e massimizzare le abilità residue, in
altri luoghi di cura, dall’abitazione privata alla casa di riposo,
questo compito si amplia alla gestione della disabilità, la continuità
assistenziale e il sostegno alla famiglia. Le case di riposo oggi
accolgono anziani con grave disabilità fisica e cognitiva (molti sono
affetti da demenza). Accanto all’assistenza, alla prevenzione di
possibili complicanze, gli infermieri con tutti gli altri professionisti
e gli operatori di supporto hanno il difficile compito di creare le
condizioni atte a garantire la qualità della vita».
L'assistenza per l'incontinenza è un aspetto critico per il benessere
degli ospiti e come tale è una delle attività più importanti per il
personale delle case di riposo. TENA Solutions, il nuovo approccio TENA
per la gestione dell’incontinenza e la promozione della continenza, vera
novità del progetto, mette al centro l’infermiere dandogli, attraverso
le Linee Guida, strumenti e competenze che lo rendano sempre più
qualificato, offrendo formazione e supporto nell’implementazione di
progetti volti a garantire e a migliorare la qualità della vita degli
ospiti: grazie ad un’assistenza adeguata, l’incontinenza può essere
gestita al meglio, offrendo maggiore dignità e indipendenza e
migliorando il benessere psicologico e fisico degli ospiti.
«La malattia cronica e il suo impatto sulle capacità della persona non
sono una parentesi da cui prima o poi uscire, ma sono le condizioni con
cui la persona vive ogni giorno. L’ assistenza a domicilio è
un’occasione per creare un’alleanza con la persona e la sua famiglia nel
realizzare il progetto assistenziale perchè, in molte situazioni,
l’infermiere diviene un riferimento importante anche per orientare la
persona nella rete dei servizi che consentono di vivere dignitosamente a
casa propria».
Ma perché nel nostro Paese, la competenza e il ruolo dell’infermiere
non sono ancora riconosciuti, come invece succede in altri Paesi, come
il Regno Unito, dove questa categoria professionale ha anche una sua
rappresentanza in Parlamento?
«La nostra è una
storia un po’ diversa da quella delle colleghe inglesi o americane,–
precisa la dott.ssa Zanetti – caratterizzata da una matrice
religiosa che ha influenzato la formazione verso un ideale di infermiera
(gli uomini possono accedere alla professione solo dagli anni ’70 del
secolo scorso) caratterizzata da buona volontà, spirito di servizio e
sacrificio, figura ancillare alle dipendenze del medico. Oggi, invece,
registriamo un’evoluzione che connota l’infermiere quale professionista
della sanità, che collabora in pari dignità con il medico e gli altri
professionisti della salute».
È di questi giorni la notizia di un tavolo tecnico in cui si dibatte
dell’ampliamento delle competenze dell’infermiere, che conferirà un
ruolo primario a questa figura professionale, chiamata ad assistere un
numero sempre crescente di pazienti e di anziani sul territorio,
pianificando percorsi anche a sostegno delle famiglie.
«L’alleanza con gli
assistiti e i cittadini – conclude Ermellina Zanetti – si
fonda sul farci conoscere ed apprezzare attraverso interventi
assistenziali di buona efficacia rivolti a coloro che nei tanti luoghi
della cura sono affidati alle nostre cure. Ascoltare il disagio, misto
ad imbarazzo, di chi soffre di incontinenza e orientarlo ad affrontare
il problema con interventi e soluzioni appropriate o preparare la
famiglia a prendersi cura di un anziano affetto da malattia di Alzheimer
sono interventi che richiedono conoscenze e competenze.
Il 12 maggio è l’occasione per far sì che la professione
infermieristica “parli un po’ di sé” con i pazienti negli ospedali, con
gli utenti dei servizi territoriali, con gli anziani, con gli altri
professionisti della sanità, con i giovani che devono scegliere un
lavoro per il loro futuro, con tutti coloro che nel corso della propria
vita hanno incontrato, incontrano o incontreranno “un infermiere”».