Genova Anno XI - n°50 - 11.05.2012 Pagine Nazionali

12 Maggio: giornata internazionale dell’infermiere


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L’infermiere è il professionista responsabile dell’assistenza. Questo significa che l’infermiere ha in gestione un comparto fondamentale, che lo rende responsabile di ‘accompagnare’ la persona, gestendone i cambiamenti nello stato generale di salute e nell’autonomia, in ospedale, nella propria casa o nelle strutture di accoglienza.. Per questo, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere, TENA, marchio del gruppo SCA – da sempre impegnata nel migliorare l’assistenza e la qualità di vita degli anziani e degli ospiti delle case di riposo – vuole contribuire al più ampio riconoscimento di una figura professionale che è diventata un pilastro fondamentale in tutti i luoghi della cura come viene messo in evidenza dall’ esperienza ‘sul campo’ della dott.ssa Ermellina Zanetti del Gruppo di Ricerca Geriatrica di Brescia e Vice Presidente del Collegio Infermieri della Provincia di Brescia.

«Se negli ospedali il compito dell’infermiere nei confronti del paziente anziano ricoverato per un evento acuto – spiega Ermellina Zanetti è soprattutto quello, in collaborazione con il medico, di garantire le cure e massimizzare le abilità residue, in altri luoghi di cura, dall’abitazione privata alla casa di riposo, questo compito si amplia alla gestione della disabilità, la continuità assistenziale e il sostegno alla famiglia. Le case di riposo oggi accolgono anziani con grave disabilità fisica e cognitiva (molti sono affetti da demenza). Accanto all’assistenza, alla prevenzione di possibili complicanze, gli infermieri con tutti gli altri professionisti e gli operatori di supporto hanno il difficile compito di creare le condizioni atte a garantire la qualità della vita».

L'assistenza per l'incontinenza è un aspetto critico per il benessere degli ospiti e come tale è una delle attività più importanti per il personale delle case di riposo. TENA Solutions, il nuovo approccio TENA per la gestione dell’incontinenza e la promozione della continenza, vera novità del progetto, mette al centro l’infermiere dandogli, attraverso le Linee Guida, strumenti e competenze che lo rendano sempre più qualificato, offrendo formazione e supporto nell’implementazione di progetti volti a garantire e a migliorare la qualità della vita degli ospiti: grazie ad un’assistenza adeguata, l’incontinenza può essere gestita al meglio, offrendo maggiore dignità e indipendenza e migliorando il benessere psicologico e fisico degli ospiti.

«La malattia cronica e il suo impatto sulle capacità della persona non sono una parentesi da cui prima o poi uscire, ma sono le condizioni con cui la persona vive ogni giorno. L’ assistenza a domicilio è un’occasione per creare un’alleanza con la persona e la sua famiglia nel realizzare il progetto assistenziale perchè, in molte situazioni, l’infermiere diviene un riferimento importante anche per orientare la persona nella rete dei servizi che consentono di vivere dignitosamente a casa propria».


Ma perché nel nostro Paese, la competenza e il ruolo dell’infermiere non sono ancora riconosciuti, come invece succede in altri Paesi, come il Regno Unito, dove questa categoria professionale ha anche una sua rappresentanza in Parlamento?

«La nostra è una storia un po’ diversa da quella delle colleghe inglesi o americane,– precisa la dott.ssa Zanetticaratterizzata da una matrice religiosa che ha influenzato la formazione verso un ideale di infermiera (gli uomini possono accedere alla professione solo dagli anni ’70 del secolo scorso) caratterizzata da buona volontà, spirito di servizio e sacrificio, figura ancillare alle dipendenze del medico. Oggi, invece, registriamo un’evoluzione che connota l’infermiere quale professionista della sanità, che collabora in pari dignità con il medico e gli altri professionisti della salute».

È di questi giorni la notizia di un tavolo tecnico in cui si dibatte dell’ampliamento delle competenze dell’infermiere, che conferirà un ruolo primario a questa figura professionale, chiamata ad assistere un numero sempre crescente di pazienti e di anziani sul territorio, pianificando percorsi anche a sostegno delle famiglie.

«L’alleanza con gli assistiti e i cittadini – conclude Ermellina Zanetti si fonda sul farci conoscere ed apprezzare attraverso interventi assistenziali di buona efficacia rivolti a coloro che nei tanti luoghi della cura sono affidati alle nostre cure. Ascoltare il disagio, misto ad imbarazzo, di chi soffre di incontinenza e orientarlo ad affrontare il problema con interventi e soluzioni appropriate o preparare la famiglia a prendersi cura di un anziano affetto da malattia di Alzheimer sono interventi che richiedono conoscenze e competenze.
Il 12 maggio è l’occasione per far sì che la professione infermieristica “parli un po’ di sé” con i pazienti negli ospedali, con gli utenti dei servizi territoriali, con gli anziani, con gli altri professionisti della sanità, con i giovani che devono scegliere un lavoro per il loro futuro, con tutti coloro che nel corso della propria vita hanno incontrato, incontrano o incontreranno “un infermiere”».


 

 






 
 
 
 

  



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