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Stefania Bortolotti |
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Sarà complice la crisi, l’età ‘matura’ della maternità e la maggior
consapevolezza, ma sempre più donne cercano rapporti ‘sicuri’, con una
contraccezione ad hoc fin dalla più giovane età. La pillola, per
praticità, facilità di utilizzo, resta ancora la prima scelta, sia per
la sua funzione contraccettiva, sia come efficace soluzione per
controllare irregolarità e dolori mestruali. Opinione condivisa da un
campione di 600 donne fra i 18 e i 40 anni, che in una indagine inedita
svolta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da.),
rivelano anche quanto, per 1 su 5, l’acquisto della pillola rappresenti
un problema economico, tanto da dichiararsi favorevoli per il 94% al
passaggio ad un contraccettivo generico. Non a caso solo nell’ultimo
anno vi è stato un incremento del 20% dei consumi della pillola
generica. Una percentuale destinata ad aumentare grazie anche
all’introduzione da questo mese di compresse di ultima generazione a
base di drospirenone, disponibili sia in versione classica sia in
multiconfezione trimestrale, con un ulteriore vantaggio, in questo caso,
sia economico che di tempo.
La pillola generica è accolta con favore soprattutto dalle più giovani
(46%), mentre lascia più restie le donne adulte (38%) che la
sceglierebbero solo se consigliata dal medico o dal ginecologo. Ma sono
queste ultime (82%) che apprezzerebbero di più una confezione da 3 o 6
mesi (rispetto alle giovani, 31%) per il vantaggio di non doverla
comprare ogni mese e per il netto risparmio. Quasi la metà delle donne
ha un rapporto di grande fedeltà (42%) alla propria pillola a basso
dosaggio (77%) – che, spesso a scopo contraccettivo, è lei stessa a
richiedere al medico (51%) – ed in genere sono tutte soddisfatte del
proprio anticoncezionale. Solo una su tre ne teme gli effetti
collaterali, a lungo termine (tumori, trombosi e problemi circolatori,
influenza sul peso, ritenzione idrica, riduzione della fertilità) tanto
da pensare alla sospensione, a fronte di 1 donna su 10 preoccupata
invece più per l’inefficacia in caso di scorretta assunzione.
“L’indagine che abbiamo svolto – dichiara Francesca Merzagora,
presidente di O.N.Da – ha messo in luce una donna preparata, attenta
ed informata su tutti gli aspetti riguardanti la contraccezione, fin
dalla più giovane età, grazie all’importante ruolo svolto dal ginecologo
che nel 68% dei casi resta il principale referente sia nelle
prescrizione iniziale della pillola, sia nel proseguo delle sua
assunzione e nella gestione delle problematiche ad essa correlate,
mentre più marginale – ma non meno importante - è la figura del medico
di medicina generale (38%) e del farmacista (34%) dai quali le donne si
aspettano di ricevere indicazioni anche sulla sicurezza e tollerabilità
a lungo termine della pillola, di avere precisazioni riguardo
l’efficacia o le strategie da attuare in caso di assunzione scorretta o,
ancora, di essere consigliate sulle alternative anticoncezionali e le
offerte disponibili in termine di costo, maneggevolezza, praticità. Le
donne parlano ormai liberamente di contraccezione anche con le amiche
(62%) per opinioni e consigli o con il partner (50%) e chiedono di avere
più materiale divulgativo (43%) o notizie sul web (41%) e su riviste
femminili per assicurarsi la salvaguardia del proprio benessere sessuale
con soluzioni contraccettive adatte a sé, tenendo però in considerazione
anche il rapporto costo/beneficio che può influenzare la scelta del
farmaco. Coerenti alla problematica economica espressa, le donne al 94%
(con una preferenza del 46% fra le giovanissime, rispetto alle mamme che
nel 38% lo farebbe solo se consigliate dal medico) passerebbero a una
pillola generica, le cui formulazioni oggi garantiscono un grosso
risparmio economico, di tempo per l’opzione in multiconfezione,
garantendo la medesima efficacia della pillola griffata e una migliore
tollerabilità e gestione degli effetti collaterali. Con l’estate in
arrivo, infine, l’invito alle ragazze a prestare attenzione ad evitare
gravidanze indesiderate magari proprio durante le vacanze. Informatevi
dal vostro medico o dal vostro ginecologo”.
“I dati dell’indagine – commenta Tiziano Motta,
responsabile dei Servizi di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza
e di Endocrinologia Ginecologica e Contraccezione della Fondazione IRCCS
Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano – rivelano una
immagine inedita delle più giovani, maggiormente consapevoli rispetto a
dieci anni fa all’uso di contraccettivi, a cui ricorrono già a partire
dai 19-21 anni, ma più dedite al fumo. Una abitudine, questa, da non
sottovalutare poiché, combinata alla contraccezione ormonale, espone ad
un maggior rischio di eventi cardiovascolari. Dall’altro lato sono però
ragazze attente a tutte le forme di contraccezione oggi disponibili e
favorevoli all’uso della pillola generica. Apparsa di recente sul
mercato, la prima a base di drospirenone con basse quantità di
estrogeni, il contraccettivo equivalente offre una doppia formulazione a
30 mcg e 20 mcg di etinilestradiolo. Un quantitativo che non solo mette
al riparo da eventi trombotici (molto rari, all’incirca 1 su 3 mila), ma
la cui combinazione con un progestinico a prevalente attività
antiandrogenica garantisce un miglior controllo sia sull’acne sia sulla
regolarizzazione del ciclo mestruale. Nella formulazione a 20 mcg, più
adatta per le donne che soffrono di sindrome premestruale o che non
desiderano aumentare di peso, sono meglio controllati gli effetti
collaterali a fronte però di una maggiore probabilità di spotting
(perdite) nell’arco del mese. Il drospirenone, una molecola derivata
dallo spironolattone (diuretico), mantenendo un elevato profilo
progestinico che svolge a tutti gli effetti con una azione inibitoria
sull’ovulazione, offre anche il vantaggio di ridurre la ritenzione
idrica. Inoltre, grazie all’azione antagonista sui recettori degli
androgeni potenzia l’efficacia del contraccettivo nel combattere i
disturbi di acne e peluria (irsutismo)”.
“Dalla bellissima ricerca svolta da O.N.Da – commenta Paolo
Vintani, Vice Presidente Federfarma Milano – comincia ad
emergere, anche in relazione ad una sanità sempre più territoriale
piuttosto che ospedalo-centrica, l’importante ruolo del farmacista e
della farmacia quale luogo per ricevere adeguate informazioni sulle
problematiche basiche della salute. Per quanto concerne la pillola, ad
esempio, le precisazioni sulle modalità di assunzione all’inizio
dell’attività sessuale, su come rimediare a dimenticanze o errori e sul
suo significato. Fondamentale infatti è fornire alla paziente una
corretta informazione chiarendo, specie alle giovanissime, la diversità
di una pillola anticoncezionale dalla ‘pillola del giorno dopo’,
affinché la donna sia consapevole di tutte le implicazioni della
sessualità e la viva con libertà ma senza sfrontatezza. L’informazione è
anche occasione per rendere responsabili e autonome le ragazze più
giovani nella gestione della propria sessualità a partire dal momento
dell’acquisto della pillola, che dovrebbe essere venduta direttamente a
loro piuttosto che alle mamme, fino agli effetti collaterali e alle
implicazioni. Da qui l’importanza di vendere la pillola con ricetta
medica, intesa non come puro atto burocratico ma come fatto
istituzionale per salvaguardare il benessere generale della paziente da
effetti indesiderati correlati al blocco dell’ovulazione del ciclo
mestruale o ad altre conseguenze, quali l’aumento del colesterolo di cui
la pillola può essere responsabile. Dall’altro la necessità di un
continuo aggiornamento da parte dei farmacisti per essere sempre
aggiornati sul prodotto”.
“L’indagine conoscitiva Donne e pillola anticoncezionale, effettuata
dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna – dichiara
Grazia Simone, Segretario nazionale di Adiconsum – ha fornito dei
risultati molto interessanti, per questo sarebbe utile prevedere una
successiva indagine per analizzare ulteriormente le ragioni
dell’assunzione del farmaco che, per circa il 50%, viene utilizzato per
gestire altre problematiche legate al peso, al ciclo mestruale e alle
cisti ovariche. Un secondo aspetto da non trascurare è la richiesta, da
parte di 4 donne su 5, di maggiore informazione riguardo agli effetti
collaterali che l’assunzione della pillola può determinare. Un bisogno
di informazione che non è solo legato a maggiori approfondimenti con il
personale medico – sanitario, ma soprattutto attraverso i mezzi di
informazione tradizionali. A questo si aggiunge la disponibilità emersa
a cambiare il farmaco in relazione all’abbattimento del costo: 1 donna
su 5, infatti, posiziona il prezzo come primo svantaggio e circa il 94%
delle donne intervistate ha dichiarato che, a fronte di una corretta e
approfondita informazione, sarebbe favorevole ad uno switch terapeutico
verso una formulazione generica della loro pillola. Diventa quindi
importante – conclude la Simone – e come Adiconsum
riteniamo sia fondamentale legare i due elementi che emergono
chiaramente dalla ricerca. Il cittadino-consumatore deve avere la
possibilità di utilizzare sempre di più il farmaco generico attraverso
una corretta e costante informazione che dovrebbe incidere maggiormente
sui mezzi di comunicazione a larga diffusione quali opuscoli
informativi, la televisione e le testate cartacee”.
Stefania Bortolotti