La nascita pretermine rappresenta ancora oggi la principale causa di
mortalità infantile del nostro Paese. Una grave emergenza sociale,
confermata dall’elevata incidenza che è emersa da alcune recenti
indagini.
Solo nel Veneto, ogni anno nascono oltre 3.600 bambini prematuri, una
cifra che rappresenta oltre il 7% di tutte le nascite della Regione. Un
dato che conferma l’elevata incidenza nazionale di questo fenomeno: in
Italia, infatti, si registrano circa 40.000 nascite pretermine ogni 12
mesi, il 6,9% di tutti i parti. Un fenomeno che diventa ancora più
allarmante se analizzato a livello mondiale, con 13 milioni di casi, di
cui 500.000 solo in Europa.
Uno scenario complesso che ha contribuito a favorire la creazione di
alleanze tra tutti i professionisti della Sanità veneta che ogni giorno
sono impegnati nella gestione delle problematiche connesse alla
prematurità. È in questo contesto che è nata l’idea di realizzare la
Tavola Rotonda “Verso una rete neonatologica del percorso nascita hub&spoke
– attuazione di un sistema di eccellenza sociosanitaria”, iniziativa che
si è svolta ieri a Verona, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria
Integrata, allo scopo di individuare proposte e soluzioni utili a
migliorare ulteriormente la rete sanitaria dedicata all’assistenza
dei bambini prematuri della Regione Veneto.
L’incontro appena concluso, infatti, è la prima fase di un percorso che
auspica la realizzazione di un rete assistenziale sempre più integrata
che possa garantire un supporto clinico altamente specializzato a
pazienti e famiglie, tramite la valorizzazione sinergica di competenze,
mezzi diagnostici e strumenti terapeutici finalizzati a fronteggiare
questo problema sanitario.
La Tavola Rotonda – realizzata grazie al supporto incondizionato di
Abbott, azienda globale impegnata nello sviluppo di nuovi farmaci e
nell’introduzione di tecnologie all’avanguardia nel settore della salute
– testimonia il costante impegno che da sempre contraddistingue il
Veneto nel fornire alla comunità dei servizi sanitari all’avanguardia,
che ben si inseriscono nel principio dell’umanizzazione dell’assistenza,
da anni guida della Regione in termini di integrazione socio-sanitaria e
integrazione Ospedale-Territorio.
“Nel corso degli ultimi anni il settore sanitario è stato sempre più
interessato alla creazione ed allo sviluppo di forme organizzative
dotate di maggior grado di flessibilità più adatte a rispondere al
bisogno di conciliare esigenze tradizionali del management sanitario,
come il contenimento dei costi e il conseguimento di un più elevato
livello di qualità, con i bisogni più recenti derivati dall’innovazione
tecnologica, dall’impatto dell’information communication technology e
dalla necessità di garantire integrazione e continuità del processo
assistenziale”, afferma Luca Coletto, Assessore alla Sanità
della Regione Veneto “Multidisciplinarietà, evidence based medicine,
equità di accesso alle cure, continuità della presa in carico,
centralità del paziente sono alcune delle questioni che aggregano
intorno al tema delle reti cliniche le comunità professionali e la
classe politica e manageriale”.
Secondo gli ultimi dati emersi dal Programma Regionale per la Patologia
in Età Pediatrica, sono oltre 3.600 i bambini veneti nati al di sotto
della 37esima settimana di gestazione, quasi 500 quelli venuti al mondo
al di sotto della 31esima settimana, oltre 220 coloro che sono partoriti
prima della 28esima e meno di 30 i nati vivi alla 23esima settimana di
gestazione e non deceduti immediatamente dopo il parto.
“Presso l' Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona,
grazie alla collaborazione con le Unità Operative di Cure Intensive
Neonatali, si garantisce l'accoglienza dai punti nascita del bimbo in
utero”, commenta il Prof. Massimo Franchi, Direttore U.O.
Complessa di Ostetricia e Ginecologia e Direttore della Scuola di
Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia A.O.U.I. Policlinico G.
Rossi. “In questi anni le U.O. di Ostetricia della provincia di
Verona hanno lavorato e discusso insieme fino a giungere ad una totale
condivisione degli interventi prenatali, realizzando una uniforme e
reale continuità assistenziale ovvero una rete ostetrica, fondamentale
intervento per trattare al meglio con i colleghi Neonatologi il Parto
Pretermine”.
La nascite premature sono legate all’interazione di molteplici fattori,
come familiarità per parti gemellari, condizioni di rischio sociale
(povertà, denutrizione o condizioni igieniche precarie), gravidanza in
età adolescenziale o dopo i 40 anni, eventuali malattie della madre,
oppure patologie della gravidanza (come gestosi, distacco di placenta,
rottura prematura delle membrane amniotiche), causando in alcuni casi
delle gravi conseguenze per i bambini, fino a dei gravi episodi di
disabilità.
“Per migliorare ulteriormente le aspettative di vita di tutti i
bambini nati prematuri, garantendo così il diritto alla Salute di quel
7% della popolazione infantile che necessita di attenzioni particolari,
è essenziale in primo luogo sfruttare la sinergia funzionale tra tutte
le U.O. di Pediatria del Veneto, implementando il sistema delle reti
assistenziali ad estensione regionale facenti capo alle strutture
integrate Ospedaliere - Universitarie di Padova e Verona che pertanto si
configurano come Ospedali del Bambino a valenza Regionale in
considerazione dell’articolazione e completezza dell’offerta
assistenziale, della disponibilità di risorse strumentali tecniche
proprie e della struttura in cui sono collocate, nonché per il ruolo
svolto nell’ambito della ricerca e della formazione”, dichiara il
Prof. Lino Chiandetti – Presidente della Società Italiana di
Neonatologia del Veneto, Professore Associato dell’Università degli
Studi di Padova e Responsabile del Reparto di Patologia e Terapia
Intensiva Neonatale dell’A.O. Padova.
“Al fine di consolidare la qualità dell’assistenza, in termini di
appropriatezza clinica e organizzativa, su tutto il territorio
regionale, la gestione del bambino prematuro nato in Veneto punta ad
essere affidata a una rete sanitaria composta da centri di eccellenza (hub)
e strutture periferiche specializzate (spoke) in relazione alla
prosecuzione/integrazione del percorso terapeutico/riabilitativo”,
aggiunge il Dott. Alberto Dall’Agnola, Direttore del Dipartimento
Materno Infantile Ulss 22 “Questo sistema integrato mira ad
assicurare una coordinata azione d’intervento, garantendo così
un’assistenza ottimale ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”.
L’obiettivo di rafforzare l’assistenza qualificata ai bambini prematuri
è uno dei principi fondamentali che costituiscono la “Carta dei Diritti
del Bambino Nato Prematuro”, un documento che ha ispirato la
realizzazione della Tavola Rotonda e che contiene delle proposte utili a
fronteggiare quest’emergenza sociale, tramite azioni mirate che
prevedono il sostegno delle Istituzioni con la definizione di strumenti
legislativi ad hoc.
“La Carta dei diritti del Bambino Nato Prematuro riconosce a tutti i
bambini nati pretermine anche il diritto di avere genitori sostenuti
nell’acquisizione delle loro particolari e nuove competenze
genitoriali”, afferma l’Avv. Martina Bruscagnin, Presidente
dell’Associazione Vivere Onlus. “La realizzazione di questo
documento, presentato nel 2010 presso il Senato della Repubblica, offre
finalmente un valido sostegno ai genitori che convivono e lottano
quotidianamente contro i disagi provocati da un parto prematuro,
difficoltà che accompagnano pazienti e famiglie fino alle fasi cruciali
dello sviluppo”.