Genova Anno IX - n°50 - 11.05.2012 Pagine Nazionali

del 26/06/2012

Bambini prematuri: il Veneto si conferma il punto di riferimento per il nord Italia


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La nascita pretermine rappresenta ancora oggi la principale causa di mortalità infantile del nostro Paese. Una grave emergenza sociale, confermata dall’elevata incidenza che è emersa da alcune recenti indagini.
Solo nel Veneto, ogni anno nascono oltre 3.600 bambini prematuri, una cifra che rappresenta oltre il 7% di tutte le nascite della Regione. Un dato che conferma l’elevata incidenza nazionale di questo fenomeno: in Italia, infatti, si registrano circa 40.000 nascite pretermine ogni 12 mesi, il 6,9% di tutti i parti. Un fenomeno che diventa ancora più allarmante se analizzato a livello mondiale, con 13 milioni di casi, di cui 500.000 solo in Europa.
Uno scenario complesso che ha contribuito a favorire la creazione di alleanze tra tutti i professionisti della Sanità veneta che ogni giorno sono impegnati nella gestione delle problematiche connesse alla prematurità. È in questo contesto che è nata l’idea di realizzare la Tavola Rotonda “Verso una rete neonatologica del percorso nascita hub&spoke – attuazione di un sistema di eccellenza sociosanitaria”, iniziativa che si è svolta ieri a Verona, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata, allo scopo di individuare proposte e soluzioni utili a migliorare ulteriormente la rete sanitaria dedicata  all’assistenza dei bambini prematuri della Regione Veneto.

L’incontro appena concluso, infatti, è la prima fase di un percorso che auspica la realizzazione di un rete assistenziale sempre più integrata che possa garantire un supporto clinico altamente specializzato a pazienti e famiglie, tramite la valorizzazione sinergica di competenze, mezzi diagnostici e strumenti terapeutici finalizzati a fronteggiare questo problema sanitario.
La Tavola Rotonda – realizzata grazie al supporto incondizionato di Abbott, azienda globale impegnata nello sviluppo di nuovi farmaci e nell’introduzione di tecnologie all’avanguardia nel settore della salute – testimonia il costante impegno che da sempre contraddistingue il Veneto nel fornire alla comunità dei servizi sanitari all’avanguardia, che ben si inseriscono nel principio dell’umanizzazione dell’assistenza, da anni guida della Regione in termini di integrazione socio-sanitaria e integrazione Ospedale-Territorio.

 

“Nel corso degli ultimi anni il settore sanitario è stato sempre più interessato alla creazione ed allo sviluppo di forme organizzative dotate di maggior grado di flessibilità più adatte a rispondere al bisogno di conciliare esigenze tradizionali del management sanitario, come il contenimento dei costi e il conseguimento di un più elevato livello di qualità, con i bisogni più recenti derivati dall’innovazione tecnologica, dall’impatto dell’information communication technology e dalla necessità di garantire integrazione e continuità del processo assistenziale”, afferma Luca Coletto, Assessore alla Sanità della Regione Veneto “Multidisciplinarietà, evidence based medicine, equità di accesso alle cure, continuità della presa in carico, centralità del paziente sono alcune delle questioni che aggregano intorno al tema delle reti cliniche le comunità professionali e la classe politica e manageriale”.
Secondo gli ultimi dati emersi dal Programma Regionale per la Patologia in Età Pediatrica, sono oltre 3.600 i bambini veneti nati al di sotto della 37esima settimana di gestazione, quasi 500 quelli venuti al mondo al di sotto della 31esima settimana, oltre 220 coloro che sono partoriti prima della 28esima e meno di 30 i nati vivi alla 23esima settimana di gestazione e non deceduti immediatamente dopo il parto.
“Presso l' Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, grazie alla collaborazione con le Unità Operative di Cure Intensive Neonatali, si garantisce l'accoglienza dai punti nascita del bimbo in utero”, commenta il Prof. Massimo Franchi, Direttore U.O. Complessa di Ostetricia e Ginecologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Ostetricia e Ginecologia A.O.U.I. Policlinico G. Rossi. “In questi anni le U.O. di Ostetricia della provincia di Verona hanno lavorato e discusso insieme fino a giungere ad una totale condivisione degli interventi prenatali, realizzando una uniforme e reale continuità assistenziale ovvero una rete ostetrica, fondamentale intervento per trattare al meglio con i colleghi Neonatologi il Parto Pretermine”.
La nascite premature sono legate all’interazione di molteplici fattori, come familiarità per parti gemellari, condizioni di rischio sociale (povertà, denutrizione o condizioni igieniche precarie), gravidanza in età adolescenziale o dopo i 40 anni, eventuali malattie della madre, oppure patologie della gravidanza (come gestosi, distacco di placenta, rottura prematura delle membrane amniotiche), causando in alcuni casi delle gravi conseguenze per i bambini, fino a dei gravi episodi di disabilità.
“Per migliorare ulteriormente le aspettative di vita di tutti i bambini nati prematuri, garantendo così il diritto alla Salute di quel 7% della popolazione infantile che necessita di attenzioni particolari, è essenziale in primo luogo sfruttare la sinergia funzionale tra tutte le U.O. di Pediatria del Veneto, implementando il sistema delle reti assistenziali ad estensione regionale facenti capo alle strutture integrate Ospedaliere - Universitarie di Padova e Verona che pertanto si configurano come Ospedali del Bambino a valenza Regionale in considerazione dell’articolazione e completezza dell’offerta assistenziale, della disponibilità di risorse strumentali tecniche proprie e della struttura in cui sono collocate, nonché per il ruolo svolto nell’ambito della ricerca e della formazione”, dichiara il Prof. Lino Chiandetti – Presidente della Società Italiana di Neonatologia del Veneto, Professore Associato dell’Università degli Studi di Padova e Responsabile del Reparto di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’A.O. Padova.
“Al fine di consolidare la qualità dell’assistenza, in termini di appropriatezza clinica e organizzativa, su tutto il territorio regionale, la gestione del bambino prematuro nato in Veneto punta ad essere affidata a una rete sanitaria composta da centri di eccellenza (hub) e strutture periferiche specializzate (spoke) in relazione alla prosecuzione/integrazione del percorso terapeutico/riabilitativo”, aggiunge il Dott. Alberto Dall’Agnola, Direttore del Dipartimento Materno Infantile Ulss 22 “Questo sistema integrato mira ad assicurare una coordinata azione d’intervento, garantendo così un’assistenza ottimale ai piccoli pazienti e alle loro famiglie”.


L’obiettivo di rafforzare l’assistenza qualificata ai bambini prematuri è uno dei principi fondamentali che costituiscono la “Carta dei Diritti del Bambino Nato Prematuro”, un documento che ha ispirato la realizzazione della Tavola Rotonda e che contiene delle proposte utili a fronteggiare quest’emergenza sociale, tramite azioni mirate che prevedono il sostegno delle Istituzioni con la definizione di strumenti legislativi ad hoc.
“La Carta dei diritti del Bambino Nato Prematuro riconosce a tutti i bambini nati pretermine anche il diritto di avere genitori sostenuti nell’acquisizione delle loro particolari e nuove competenze genitoriali”, afferma l’Avv. Martina Bruscagnin, Presidente dell’Associazione Vivere Onlus. “La realizzazione di questo documento, presentato nel 2010 presso il Senato della Repubblica, offre finalmente un valido sostegno ai genitori che convivono e lottano quotidianamente contro i disagi provocati da un parto prematuro, difficoltà che accompagnano pazienti e famiglie fino alle fasi cruciali dello sviluppo”.

 

 






 
 
 
 

  



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