Genova Anno IX - n°50 - 11.05.2012 Pagine Nazionali

del 18/05/2012

Allarme tricologi: il 18% degli adolescenti perde i capelli


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Film, serial, telegiornali e reportage ci propongono sempre l’immagine dei giovani adolescenti con la zazzera al vento, con i capelli lunghi e scarmigliati usati come bandiere della loro sfida generazionale, oppure alle prese con le acconciature più strane e alla moda, in discoteca o per le affollate vie del centro: creste, code, rasature e vere e proprie sculture di gel.

Tuttavia l’iconografia comune non sembra affatto corrispondere al vero e i dati relativi alla caduta dei capelli nelle fasce giovanili è allarmante. Ben il 18% degli adolescenti italiani, uno su cinque, ha infatti problemi di perdita di capelli. Lo afferma una ricerca promossa su un campione di 10 mila ragazzi italiani con la collaborazione di oltre 100 dermatologi sparsi su tutto il territorio nazionale da “IHRF, fondazione di ricerca per la patologia sui capelli” presieduta dal Prof. Fabio Rinaldi, dermatologo a Milano.

Secondo lo studio l’acuirsi dei fenomeni di caduta si concentra soprattutto tra i 12 e i 20 anni e colpisce maggiormente i maschi (60% dei casi) rispetto alle ragazze che hanno invece problemi in una percentuale del 40% anche se il loro numero sta aumentando decisamente.

E’ molto interessante notare che la maggior parte di questi adolescenti (sia maschi che femmine) manifesta la forma di alopecia androgenetica (cioè la forma più comune di calvizie). Nella maggior parte dei casi questi ragazzi hanno capelli che diventano sempre più fini, una caduta accentuata, un aumento della secrezione del sebo, fino a sviluppare un vero e proprio diradamento.

In tutti questi casi la causa è per lo più genetica, legata alla trasmissione di un errore sui geni del cromosoma X ereditati dalla madri. In molti casi, soprattutto nelle ragazze la caduta dei capelli può essere innescata da cattive abitudini alimentari (gravi disturbi alimentari), il fumo e il sonno insufficiente. Molto meno importante è, contrariamente al credo comune, l’uso eccessivo di gel cosmetici.

Ma è soprattutto a livello psicologico che il problema impatta duramente sui giovani. Nel 90% dei casi vivono il problema come prioritario e condizionante, nel 60% lo patiscono come una menomazione estetica e se ne vergognano, fino a isolarsi riducendo la frequenza scolastica e la compagnia degli amici addirittura nel 35% dei casi studiati.

Ma quali sono i possibili rimedi al problema?
Secondo il Prof. Rinaldi “è indispensabile rassicurare questi ragazzi sulla possibilità di contrastare la caduta con una diagnosi dermatologica il più precoce possibile, per evitare la progressione della calvizie e la ripercussione sulla qualità della vita. Al giorno d’oggi ci sono molti rimedi terapeutici utili, come per esempio i fattori di crescita naturali o di biotecnologia, che possono portare a una soluzione del problema nel 90% di questi ragazzi”.

Insomma, i rimedi ci sono e, seppur colpiti da stress, cattiva alimentazione e predisposizione genetica, una diagnosi precoce e un controllo specialistico possono far sì che molti di questi giovani possano mantenere intatte le loro chiome e confermare l’iconografia cinematografica che li vuole belli, un po’ arruffati e ribelli.

 

Fonte foto: http://salute.agi.it

 

 

 






 
 
 
 

  



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