|
Utility per
Interner Explorer:
Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali
Dalla Russia alla Svizzera: la nuova rotta del turismo riproduttivo
clicMedicina - redazione@clicmedicina.it Percorrono quasi 2.500 chilometri pur di coronare un sogno. Tanta è infatti la distanza che separa Lugano da Mosca e che sempre più coppie russe coprono per poter avere un figlio. Il fenomeno è in crescita e rappresenta una nuova rotta del turismo riproduttivo. Infatti, a fronte di un confermato turismo che guarda ai Paesi dell'ex blocco sovietico, si sta affermando un movimento che dall'est porta alla piccola Svizzera. «Abbiamo assistito negli ultimi tre anni ad un elevato incremento di pazienti provenienti dalla Russia», afferma Maurizio Minoli, direttore del centro internazionale di Medicina della riproduzione ProCrea di Lugano. «Tra il 2008 e il 2011, le coppie sono aumentate di quasi il 300 per cento e quasi tutte hanno fatto ricorso ad un trattamento di fecondazione assistita in vitro».
Si tratta prevalentemente di coppie che hanno un'età media tra i 35 ed i
40 anni e che si sono sottoposte a trattamenti che sono riconosciuti
anche nel loro Paese di origine. Infatti, la normativa russa ammette l'accesso alle tecniche di procreazione assistita tutte le coppie eterosessuali, sia sposate sia conviventi, ma anche le donne single. «Viene prevista la diagnosi pre-impianto nel caso almeno in un componente della coppia, o in un suo familiare, siano state diagnosticate specifiche malattie. Sono ammesse sia la donazione di spermatozoi sia l'ovodonazione; ammesse anche la criopreservazione e la maternità surrogata», ricorda il direttore di ProCrea.
«Riteniamo che, come avviene anche per altre coppie, alla base ci sia il riconoscimento dell'eccellenza svizzera nel settore sanitario», prosegue Minoli. Il centro di medicina della riproduzione ProCrea infatti vanta quasi il 90 per cento di pazienti provenienti da fuori Svizzera. «La maggior parte di loro è residente in Italia e, anche in questo caso, valica il confine per richiedere trattamenti che sono permessi anche nel loro Paese. Quindi, per le coppie italiane come per quelle russe, la motivazione principale non sembra essere quella delle restrizioni normative», continua il direttore. Si conferma così l'ipotesi dell'eccellenza delle cliniche svizzere. «Esiste a tutti gli effetti un turismo medico che ha come meta proprio la Svizzera; un fenomeno in decisa crescita negli ultimi anni. L'attenzione russa nei confronti della Svizzera si manifesta non solamente per quanto riguarda i prodotti d'eccellenza e i marchi conosciuti a livello mondiale, ma anche nella sanità», dice Minoli che ricorda come l'eccellenza medica sia probabilmente dettata anche dai percorsi formativi che sono richiesti ai medici che intendono operare in Svizzera. «Per esempio, nel campo della procreazione assistita, per essere abilitati ad effettuare un trattamento Fivet in Svizzera, non è sufficiente avere la specializzazione in Ginecologia, ma occorre seguire un particolare corso di perfezionamento. Così anche i medici che hanno conseguito laurea e specializzazione in Italia devono sostenere una ulteriore abilitazione per operare in Svizzera».
Il turismo medico non è cosa nuova però. Il territorio elvetico ha una
storia che risale al tempo degli antichi romani: i viaggiatori facoltosi
parlavano di andare a "prendere le acque" riferendosi alle acque
minerali alle quali si attribuivano proprietà curative per diverse
malattie.
Queste pagine sfruttano standard
di programmazione avanzata ,
sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica
più piacevole è ottenibile con un browser
attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs.
disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo
desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale
adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/
Stampa ottimizzata con
standard avanzati
clicMedicina s.r.l. - Marchi depositati - Riproduzione
vietata
Testata Giornalistica Iscritta al Tribunale di Genova n° 9 del 05/06/2002 |
||||||||||||