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Genova Anno VIII
- n°48 -
06.12.2011 Pagine Nazionali
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del 12/12/2011 |
Tumore al seno: annunciati risultati positivi
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Stefania Bortolotti |
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Presentati, in occasione del 34º San Antonio Breast Cancer Symposium (SABCS)
CTRC-AACR che si tiene dal 6 al 10 dicembre 2011, i risultati di
CLEOPATRA, il primo studio randomizzato di fase III con il farmaco
"target" rivolto verso HER2, pertuzumab. Lo studio ha posto a confronto
la combinazione di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia a base di
docetaxel con trastuzumab e docetaxel in pazienti con carcinoma mammario
metastatico (mBC) HER2-positivo non precedentemente trattato. I pazienti
trattati con pertuzumab in combinazione con trastuzumab e chemioterapia
hanno ottenuto una riduzione pari al 38% del rischio di peggioramento
della malattia o di mortalità (sopravvivenza libera da progressione, o
PFS), (HR=0,62; valore p=<0,0001). La PFS mediana è migliorata di 6,1
mesi (da 12,4 mesi per trastuzumab e chemioterapia a 18,5 mesi per
pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia). I dati sulla sopravvivenza
globale (OS) sono attualmente immaturi, con una tendenza a favore della
combinazione con pertuzumab.
Non si sono osservati nuovi segnali sulla sicurezza della terapia e gli
eventi avversi sono stati in linea con quelli verificatisi in studi
precedenti con pertuzumab e trastuzumab, in associazione o in
monoterapia.
I risultati saranno inseriti nel programma stampa ufficiale del SABCS.
I dati sono stati pubblicati nell'edizione online del New England
Journal of Medicine. Genentech ha presentato alla FDA la Biologics
License Application (richiesta di licenza per il commercio dei farmaci)
per pertuzumab per le pazienti con carcinoma mammario metastatico
HER2-positivo non precedentemente trattato e Roche ha presentato,
all'Agenzia Europea, la domanda per l'autorizzazione al commercio per
pertuzumab nella stessa indicazione.
"Studiamo la via di trasduzione del segnale dell'HER2 da 30 anni con
l'obiettivo di offrire farmaci personalizzati alle pazienti affette da
carcinoma mammario HER2-positivo", ha dichiarato Hal Barron,
M.D., Chief Medical Officer e Head, Global Product Development.
"Questi risultati mostrano che presto saremo in grado di migliorare
l'attuale standard terapeutico, costituito da trastuzumab più
chemioterapia, in modo da aiutare le pazienti affette da questa forma
avanzata di cancro".
Si ritiene che i meccanismi di azione di pertuzumab e trastuzumab siano
complementari tra loro, poiché entrambi si legano al recettore HER2, ma
in regioni differenti del recettore stesso, potendo così fornire un
blocco più completo delle vie di trasduzione del segnale di HER.
Informazioni su pertuzumab
Pertuzumab è un anticorpo monoclonale umanizzato attualmente in studio
nel trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo in fase iniziale e
metastatica e carcinoma gastrico HER2-positivo in stadio avanzato.
Pertuzumab è il primo farmaco sperimentale sviluppato per impedire
specificamente al recettore HER2 di accoppiarsi ad altri recettori HER (EGFR/HER1,
HER3 e HER4), un processo che si ritiene svolga un ruolo importante
nella crescita e sviluppo di diverse forme di cancro. Impedendo
l'accoppiamento dei recettori, si pensa che pertuzumab blocchi la
segnalazione cellulare, inibendo la crescita cellulare o determinando la
morte delle cellule tumorali. Il legame di pertuzumab ad HER2 potrebbe
anche segnalare al sistema immunitario dell'organismo di attaccare e
distruggere le cellule tumorali individuate.
Lo studio CLEOPATRA
CLEOPATRA (CLinical Evaluation Of Pertuzumab And TRAstuzumab) è uno
studio internazionale, randomizzato, in doppio cieco, controllato con
placebo, di fase III. Lo studio ha valutato il profilo di efficacia e di
sicurezza di pertuzumab in associazione con trastuzumab e docetaxel
rispetto a quello di trastuzumab più sola chemioterapia in 808 pazienti
affetti da mBC HER2-positivo non precedentemente trattato.
I pazienti inseriti nel braccio con pertuzumab, trastuzumab e
chemioterapia sono stati trattati con:
-
Pertuzumab, dose di
carico da 840 mg seguita da 420 mg ogni tre settimane
-
Trastuzumab, dose di
carico da 8 mg/kg seguita da 6 mg/kg ogni tre settimane
-
Docetaxel 75-100
mg/m2 ogni tre settimane per sei cicli o fino a progressione della
malattia
I pazienti inseriti nel
braccio con trastuzumab e chemioterapia sono stati trattati con:
-
Trastuzumab, dose di
carico da 8 mg/kg seguita da 6 mg/kg ogni tre settimane
-
Docetaxel 75-100
mg/m2 ogni tre settimane per sei cicli o fino a progressione della
malattia.
L'endpoint primario dello
studio era la PFS valutata da un comitato di revisione indipendente. Gli
endpoint secondari erano rappresentati da: sopravvivenza globale (OS),
PFS secondo la valutazione dello sperimentatore, profilo di sicurezza,
tasso di risposta totale (ORR), durata della risposta, tempo alla
progressione dei sintomi e correlazione dei biomarcatori con l'outcome
clinico.
Risultati dello studio
-
Si è osservato un
miglioramento significativo della PFS per i pazienti trattati con la
combinazione di pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia (n=402)
rispetto a quelli trattati con trastuzumab e la sola chemioterapia
(n=406) (PFS mediana 18,5 vs. 12,4 mesi, HR=0,62, p=<0,0001, secondo
la valutazione indipendente).
-
L'analisi ad interim
dell'OS è stata condotta quando si è verificato il 43% degli eventi
previsti per l'analisi finale. Al momento dell'analisi ad interim,
le pazienti in entrambi i bracci di trattamento erano state seguite
per la valutazione della sopravvivenza globale per una mediana di
19,3 mesi. I dati hanno mostrato una tendenza indicativa di un
beneficio in termini di sopravvivenza a favore della combinazione di
pertuzumab e trastuzumab con docetaxel (HR 0,64; IC 95%, 0,47?0,88;
p = 0,0053). Poiché l'Hazard Ratio non ha raggiunto lo "stopping
boundary" (HR ?0,603; p ?0,0012), l'analisi della sopravvivenza
globale non è al momento statisticamente significativa. Si prevede
che l'analisi finale si avrà nel 2013.
-
L'ORR è stato
dell'80,2% nel braccio con pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia e
del 69,3% nel braccio con trastuzumab più chemioterapia (differenza
del 10,83%; IC 95%, 4,2?17,5; p = 0,0011).
È stata specificata una
sequenza gerarchica fissa per l'analisi degli endpoint di efficacia.
Poiché il dato ad interim relativo alla sopravvivenza globale non ha
raggiunto la significatività statistica, il risultato dei test
statistici per il tasso di risposte obiettive viene considerato
esplorativo.
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Si sono osservate
differenze tra i bracci >2% nei tassi di EA (eventi avversi) di
grado ?3 per neutropenia, neutropenia febbrile e diarrea, con il
48,9%, il 13,8% e il 7,9% nel braccio con pertuzumab, trastuzumab e
chemioterapia rispetto al 45,8%, il 7,6% e il 5,0% nel braccio con
trastuzumab e chemioterapia.
-
La combinazione di
pertuzumab, trastuzumab e chemioterapia non è stata associata ad una
maggior incidenza di EA cardiaci o disfunzione del ventricolo
sinistro rispetto a trastuzumab e chemioterapia.
Il carcinoma mammario
Il carcinoma mammario è il tumore più comune tra le donne di tutto il
mondo. Ogni anno vengono diagnosticati circa 1,4 milioni nuovi casi nel
mondo e oltre 450.000 donne muoiono ogni anno per questa malattia1. Nel
carcinoma mammario HER2 positivo, sulla superficie delle cellule
tumorali sono presenti maggiori quantità del recettore 2 del fattore di
crescita epidermico umano (HER2). Questo fenomeno è chiamato "positività
all'HER2" e riguarda circa il 15-25% delle donne affette da carcinoma
mammario.
Il carcinoma HER2 positivo è una forma di carcinoma mammario
particolarmente aggressiva3.
Trastuzumab
Trastuzumab è un anticorpo monoclonale sviluppato per colpire e bloccare
la funzione del recettore HER2, una proteina prodotta da un gene
specifico in grado di indurre lo sviluppo tumorale. Il meccanismo di
azione di trastuzumab è unico, perché attiva il sistema immunitario
dell'organismo per colpire e distruggere il tumore. Trastuzumab ha
dimostrato un'efficacia senza precedenti nel trattamento del carcinoma
mammario HER2 positivo sia in fase iniziale che avanzata (metastatica),
ma anche nel carcinoma gastrico HER2-positivo in fase avanzata
(metastatico). Somministrato sia in monoterapia che in associazione con
la chemioterapia standard o successivamente a questa, trastuzumab ha
mostrato di migliorare i tassi di risposta, la sopravvivenza libera da
malattia e la sopravvivenza globale, mantenendo la qualità di vita, in
donne affette da carcinoma mammario HER2 positivo. Trastuzumab è
commercializzato negli Stati Uniti da Genentech, in Giappone da Chugai e
negli altri Paesi da Roche. Dal 1998, trastuzumab è stato utilizzato per
trattare quasi 1 milione di pazienti affetti da carcinoma mammario HER2
positivo in tutto il mondo.
Stefania Bortolotti
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di Genova n° 9 del 05/06/2002
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