Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali

del 01/02/2012
Sperimentata Nuova Terapia per la Distrofia Muscolare

clicMedicina - redazione@clicmedicina.it   

Antinfiammatorio non steroideo e un nitrato sono le due componenti del nuovo farmaco contro la distrofia muscolare. Lo Studio è stato pubblicato sulla rivista Pharmacological Research e condotto dall’IRCCS Medea La Nostra Famiglia in Collaborazione con l’UN di Milano e Finanziato da Parent Project Onlus. Per orail farmaco è in fase sperimentale in quanto è stata valutata la sicurezza e qualche misura di efficacia con incoraggianti risultati. Sono stati reclutati 71 pazienti adulti affetti da distrofia muscolare di Duchenne, distrofia di Becker e distrofia dei cingoli: 35 trattati con la combinazione di ibuprofene ed isosorbide dinitrato, per un periodo di 12 mesi, e 36 non trattati. Controlli clinici seriati (esami ematochimici, valutazione funzionale neuromuscolare, valutazione della funzionalita' cardiaca e respiratoria) hanno dimostrato una buona tollerabilita' a lungo termine della terapia, con effetti collaterali transitori e non severi (ad esempio mal di testa e ipotensione arteriosa).

 

"E' ancora presto per dire se questo approccio sara' altrettanto efficace nell'uomo come lo e' stato nell'animale - dice il prof. Emilio Clementi, che ha coordinato lo studio -  tuttavia i dati di sicurezza e tollerabilita' in uomo sono gia' una solida base da cui partire".

Il gruppo ha disegnato - in collaborazione con il consorzio europeo Treat-NMD - un programma di sviluppo clinico e ha gia' avviato gli studi preliminari all'esecuzione di un trial clinico multicentrico di fase II che dimostri l'efficacia del trattamento con ibuprofene ed isosorbide dinitrato, in particolar modo nella distrofia muscolare di Duchenne. Ad oggi, l'unica terapia farmacologica utilizzata nelle distrofie muscolari, e solo in alcune di esse, si basa sui corticosteroidi, che sono in grado di controllare l'infiammazione muscolare ma presentano effetti collaterali a volte importanti.

 

Fonte foto: http://www.igossip.it

 

Tipologie delle Distrofie Muscolari

 

La Distrofia Muscolare di Duchenne è una grave malattia genetica che colpisce un neonato maschio ogni 3.500 e causa una perdita progressiva delle capacità motorie. In Italia ne sono affette circa 5.000 persone. Ad oggi non esistono cure specifiche. La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia genetica degenerativa dei muscoli, che colpisce esclusivamente i maschi, tranne rarissime eccezioni. La distrofia di Duchenne è determinata da alterazioni di un gene localizzato nel cromosoma X. Dunque salvo casi rarissimi la DMD colpisce esclusivamente i maschi, che possiedono un solo cromosoma X. Questo perchè nelle femmine, che possiedono due copie del cromosoma, il deficit è compensato dalla presenza di un'altra copia funzionante. Questo gene contiene le informazioni per la produzione di una proteina chiamata distrofina. Già nell'infanzia i muscoli progressivamente si indeboliscono fino alla paralisi totale costringendo il bambino o il ragazzo alla carrozzella e rendendolo dipendente per molti atti della vita quotidiana. E' una delle forme di distrofia muscolare più frequente.

La distrofia muscolare di Becker è una malattia ereditaria che porta alla debolezza muscolare delle gambe e del bacino che lentamente peggiorano; è molto simile alla distrofia muscolare di Duchenne, la differenza è che peggiora ad un ritmo molto più lento. La malattia è ereditaria. Le donne raramente sviluppano i sintomi. Si verifica in circa un maschio su 20.000. Poiché questa è una malattia ereditaria, i rischi includono una storia familiare di distrofia muscolare di Becker.

Le distrofie muscolari dei cingoli costituiscono un gruppo eterogeneo di malattie geneticamente determinate, che interessano la muscolatura del cingolo sia pelvico (inferiore) o scapolare (superiore); sono trasmesse con meccanismo autosomico (cioè colpiscono entrambi i sessi) sia dominante (di solito uno dei genitori affetti trasmette la malattia al 50% dei figli) che recessivo (entrambi i genitori devono essere portatori non affetti del gene malattia perché il 25% dei figli sia malato). Le forme recessive sono più frequenti in caso di consanguineità o quando entrambi i genitori provengono da piccoli paesi, con scarso numero di abitanti (isolati geografici).
 

Fonte foto: http://www.medicina360.com

 

 

 






 
 
 
 

  



Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati