Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali

del 18/01/2012
Associazione Stomizzati(AISTOM), Malformazioni Anorettali (AIMAR) e Incontinenti (FINCO) Contro i Tagli del 25% di Renata Polverini nel Lazio

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Francesco Diomede

«La "garanzia di qualità" dei dispositivi medici dovrebbe avere il fine ultimo di riabilitare e far inserire nella società civile le persone stomizzate o incontinenti e invece il nuovo Nomenclatore Regionale del Lazio, con tagli del 25% sui prezzi di 13 vanni orsono, oltre a far rischiare l'arrivo di sacche, placche o cateteri che non danno garanzie, peggiora la qualità di vita delle persone coinvolte in questi problemi, portando inoltre a un ulteriore loro impoverimento economico»: lo denunciano senza mezzi termini l'AISTOM(Associazione Italiana Stomizzati), l’AIMAR (Associazione ItalianaMalformazioni Ano-Rettali) e la FINCO (Federazione Italiana Incontinenti), che per questo hanno chiesto più volte un'audizione urgente a Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, «con l'auspicio di risolvere dignitosamente le questioni sollevate», dichiarandosi pronte, in caso contrario, a scendere in piazza per protestare duramente.

«Più volte Le abbiamo chiesto un'audizione urgente a cui sono seguite innumerevoli telefonate da parte nostra, nell’auspicio di risolvere dignitosamente le questioni sollevate», ma Francesca Polverini, presidente della Regione Lazio non risponde a “nessuno” e soprattutto non riceve nessuno, neanche i malati di cancro. Giuseppe Dodi e Francesco Diomede, presidenti dell'AISTOM (Associazione Italiana Stomizzati) e della FINCO (Federazione Italiana Incontinenti) e, con toni simili da Dalia Aminoffpresidente dell'AIMAR (Associazione Italiana Malformazioni Anorettali). «Moltissimi associati laziali - scrivono infatti i quattro presidenti - da tempo ci hanno contattato per denunciare quanto accade da alcuni mesi nella Regione, a causa del nuovo Nomenclatore Regionale, applicato in connubio con le sanitarie laziali e ora farmacie. Quest'ultimo, in sintesi, ha dei costi che vanno ben oltre il limite della dignità umana poiché grazie all'accordo sottoscritto con le sanitarie laziali, ha tagliato (abbassato) del 25% i già inflazionati costi bloccati da tredici anni (Decreto Ministeriale 332/99). Ne consegue che nel Lazio possono arrivare sacche, placche e cateteri cinesi senza garanzia alcuna. Infatti, diverse sanitarie hanno scritto alle Aziende di settore invitandole a tagliare ulteriormente i costi e minacciano di non consegnare i loro prodotti (contro ogni logica sulla libera scelta - e parliamo di dispositivi medici personalizzati). Diversamente, ogni persona stomizzata e incontinente è costretta a integrare di tasca propria i costi alle sanitarie o alle farmacie, a causa degli oneri economici sottratti dalla Regione Lazio (manovra di bilancio).

Facciamo rilevare - prosegue la lettera - che la "garanzia di qualità" dei dispositivi medici ha il fine ultimo di riabilitare e far inserire nella società civile le persone stomizzate, che soffrono di incontinenza o con disabilità, senza parlare del fatto che il catetere è comunque un corpo estraneo che entra nell'organismo umano. Si badi bene che parliamo di feci e urine, e pertanto gli esperti in materia ben conoscono le tragiche conseguenze e i costi indiretti che può provocare l'applicazione di dispositivi medici non idonei e confortevoli al proprio fisico». «Va doverosamente rammentato - si aggiunge - che la stragrande maggioranza delle persone coinvolte in questi problemi è avanti con l'età e tutto ciò non solo le mortifica pesantemente nell'anima e rende pessima la loro "qualità e quantità di vita", ma le impoverisce economicamente. Ad esempio una persona anziana che ha 1.000 euro al mese di pensione, oltre a dover sostenere la Manovra Monti e quella regionale, deve sopportare ogni due mesi anche questi oneri economici (fino a 200 euro ogni due mesi), "a vita", raggiungendo in tal modo lo standard di massima povertà economica, sociale, morale e culturale».

 

Una situazione, quindi, quanto meno grave, quella denunciata nel Lazio dalle associazioni di persone con malattie oncologiche, stomizzate o incontinenti, che - in caso di celeri risposte “esaustive” - si dichiarano pronte a scendere in piazza, giovedì 26 gennaio 2012 - dalle ore 10,30 in poi.

 

 

 






 
 
 
 

  



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