Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali

del 29/12/2011
Risonanza Magnetica Nucleare al cuore: alleanza tra Riuniti, Castelli e CNR di Pisa

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E’ uno degli esempi più significativi di collaborazione tra strutture sanitarie e di sinergia territoriale a favore dei pazienti. È il piano di formazione e collaborazione organizzato dagli Ospedali Riuniti per permettere ai pazienti di accedere alla Risonanza Magnetica Nucleare, tecnologia molto avanzata per le indagini in ambito cardiovascolare.

In attesa che, nel nuovo ospedale di Bergamo, i pazienti dei Riuniti possano avvalersi di questo strumento, si è voluto offrire da subito questa opportunità diagnostica a chi è affetto da gravi cardiopatie. È stato quindi stipulato un accordo con la Clinica Castelli - prima struttura sanitaria bergamasca dotata di risonanza magnetica nucleare - in modo che i pazienti seguiti dal Dipartimento Cardiovascolare dei Riuniti possono sottoporsi all’esame e, parallelamente, è stato avviato un piano di formazione per addestrare il personale dell’Ospedale di Bergamo, in modo che nel Papa Giovanni XXIII possano sfruttare fin da subito tutte le potenzialità offerte dalla nuova tecnologia.

La risonanza magnetica nucleare cardiaca permette una ricostruzione tridimensionale del cuore e uno studio accurato della funzione cardiaca senza uso di radiazioni, a differenza invece di quanto accade per la TAC. L’indagine sta assumendo un ruolo particolarmente rilevante e determinante in alcune patologie, quali le cardiopatie dilatative e le malattie del miocardio, e sta diventando l’esame di riferimento nel processo diagnostico di molte cardiopatie congenite sia del bambino che dell’adulto.

Il progetto, coordinato da Michele Senni, Direttore della Medicina Cardiovascolare dei Riuniti, è partito ad agosto e ad oggi sono stati sottoposti a RMN cardiaca 20 pazienti, di cui 16 con cardiopatie congenite e 4 con cardiopatie acquisite.

La formazione è stata affidata a un team di medici del Centro Nazionale delle Ricerche di Pisa, che rappresentano un’eccellenza a livello nazionale sia nell’ambito delle cardiopatie acquisite che in quelle congenite, con cui l’Ospedale di Bergamo ha più volte positivamente collaborato in passato. Una collaborazione che con questo progetto prosegue per diventare un importante momento di scambio scientifico e di condivisione di nuovi orizzonti di studio e di ricerca.
 

 

 






 
 
 
 

  



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