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Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali
Pillola contraccettiva: il 98% delle donne non sa come agisce
clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
“Questi dati spiegano chiaramente come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo – spiega il prof. Francesco Primiero dell’ Università di Roma “La Sapienza”, protagonista di un meeting internazionale di approfondimento che si tiene oggi a Berlino -. Il timore più diffuso è che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l’esatto contrario. In particolare, un recente aggiornamento dei dati relativi alla mortalità tra le oltre 46.000 donne seguite per poco meno di 40 anni in un importante studio britannico ha dimostrato come, nel lungo termine, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivano più a lungo. Ma la pillola migliora anche la qualità di vita: le formulazioni più recenti sono state infatti sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere, risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi”. Fra i più frequenti, ci sono le mestruazioni abbondanti che provocano anemia e, nel 28% dei casi problemi di concentrazione e affaticabilità, la sintomatologia premestruale e l’acne, in particolare nelle adolescenti in cui può causare pesanti ripercussioni psicologiche e sulla capacità di relazione. “I progestinici di ultima generazione, come il drospirenone, rispondono meglio a queste esigenze, con un profilo rischi/benefici a favore dei benefici, aspetto condiviso anche dai comitati riuniti dall’FDA a dicembre 2011”, aggiunge il prof. Primiero. “Nell’immediato futuro la ricerca si concentrerà non solo su molecole innovative ma anche sulle migliori combinazioni e sul periodo di somministrazione – afferma il dr. Andreas Fibig CEO di Bayer, azienda leader nel campo della contraccezione -. Per ridurre il più possibile le fluttuazioni ormonali recentemente sono state introdotte formulazioni a 24 giorni (più 4 compresse placebo) o a 26 (più 2 placebo) ma la nuova frontiera sarà l’assunzione continua con un regime flessibile, che permetterà alla donna di gestire il timing della “pseudo-mestruazione”.
“La pillola rappresenta da sempre molto più di un anticoncezionale:
possiede una valenza culturale, ha di fatto segnato il definitivo
compimento del processo di emancipazione femminile – afferma il
dr. Phil Smits, Sr Vice-President, Women’s Healthcare di Bayer -.
Non solo migliora la gestione della vita sessuale e riproduttiva ma
alcuni studi hanno dimostrato che riduce l’incidenza di tumori come ad
esempio quello alle ovaie o all’endometrio". Ma come orientarsi fra l’enorme massa di informazioni e fra i prodotti a disposizione? “L’unica risposta è rivolgersi al proprio ginecologo, che conosce la storia della donna, può consigliarla al meglio e ridimensionarne i timori – spiega Primiero -. Le differenze tra le diverse molecole sono minime in termini di rischio assoluto e del tutto ininfluenti in un’ottica di sanità pubblica: il tromboembolismo venoso infatti è un evento eccezionalmente raro. Inoltre, le probabilità che si verifichi sono maggiori nei primi mesi di utilizzo, per poi ridursi in maniera importante. Anche per questo motivo, oltre che non necessaria, è del tutto erronea l’interruzione periodica dell’assunzione, che purtroppo alcune donne ancora osservano, perché ogni volta che si ricomincia il rischio risale”. Fra gli aspetti più considerati, in positivo e in negativo, vi sono quelli di tipo estetico: la paura di aumentare di peso, ad esempio, viene riportata dai ginecologi come di gran lunga la più frequente.
“Anche su questo fronte è necessaria chiarezza, poiché i progressi
compiuti nei decenni dalla ricerca farmaceutica sono notevolissimi –
continua Primiero –, soprattutto in termini di riduzione dei
dosaggi estrogenici e di introduzione di nuove molecole progestiniche.
La pillola a base di drospirenone, ad esempio, soprattutto nella
formulazione 24+4, grazie alla peculiare attività antimineralcorticoide
di questo progestinico di ultima generazione, è in grado di contrastare
l’eventuale ritenzione idrica e il conseguente aumento di peso, con una
tendenza alla riduzione, fornendo quindi un’adeguata risposta. Un altro
problema particolarmente sentito riguarda l’entità delle mestruazioni:
oltre il 50% delle donne sperimenta almeno una volta nella vita flussi
abbondanti, ma solo il 5% si rivolge al medico. Una condizione che non
solo incide sulla qualità della vita, ma anche sulla salute, perché è
causa di anemia, talora severa, e quindi, di facile affaticabilità,
cefalea, ridotta capacità di concentrazione e di memoria. La nuova
formulazione contraccettiva, a base di estradiolo valerato e dienogest,
recentemente approvata anche per il trattamento dei flussi mestruali
abbondanti, ha dimostrato di indurre, dopo 6 mesi di assunzione, una
diminuzione fino all’88% della perdita ematica, con evidenti benefici”.
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