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Genova Anno VIII
- n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali
Pediculosi, una storia infinita
La
pediculosi è una parassitosi molto comune provocata dai
pidocchi, piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro
che colpiscono principalmente i bambini in età scolare,
soprattutto nella fascia di età che va dai 3 agli 11
anni e di conseguenza anche le loro famiglie.
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS)
ha realizzato alcune pratiche "istruzioni per l'uso" con
la collaborazione del Dottor Angelo Milazzo,
pediatra e componente della Segreteria regionale della
SIPPS-Sicilia per prevenire, riconoscere ed affrontare
efficacemente questo fastidioso problema.
La presenza di pidocchi è accompagnata da arrossamento
cutaneo, soprattutto in prossimità delle orecchie e
sulla nuca, e da prurito al cuoio capelluto,
specialmente di notte.
Al primo dubbio, è importante ispezionare accuratamente
il cuoio capelluto grazie ad una buona illuminazione e
con l’aiuto di un pettine a denti fitti e anche di una
lente d'ingrandimento. In caso di epidemie scolastiche o
in altre comunità, i bambini vanno controllati almeno
due volte alla settimana.
Nonostante la presenza di pidocchi sia molto diffusa
soprattutto fra i bambini che frequentano la scuola
elementare, vi sono alcuni pregiudizi che ancora
accompagnano l’insorgere della pediculosi:
-
Chi prende i pidocchi
è "brutto, sporco e cattivo". E’ proprio il contrario: vengono
attaccati più facilmente i capelli lavati eccessivamente,
soprattutto se sottili e chiari.
-
Il pidocchio "salta"
da una testa all'altra. Non è vero, perché il pidocchio non può
sposarsi autonomamente e sono quindi necessari contatti diretti, o
uso comune di oggetti infestati.
-
Sono utili le
disinfestazioni ambientali di aule, palestre, ecc. Non è vero poiché
sugli oggetti questi parassiti non sopravvivono oltre le 24 ore,
poiché si nutrono esclusivamente di sangue umano.
-
Non è vero che la
pediculosi si previene o si cura con l'uso di shampoo. Infatti, le
formulazioni diluite o che vengono seguite da un precoce risciacquo
hanno una scarsa efficacia, anzi possono indurre resistenza agli
insetticidi. Qualsiasi molecola per risultare efficace deve rimanere
a contatto con i capelli per un tempo sufficiente: solitamente per
alcune ore o, meglio, per tutta una notte.
Come prevenire:
-
Bisogna insegnare ai
bambini a non scambiarsi indumenti, specie copricapo, sciarpe e
maglioni.
-
Nel semplice
sospetto, bisogna subito applicare un prodotto specifico, per il
tempo necessario e scegliendo le formulazioni adatte: gel, lozioni,
mousse termosensibili, ecc.
Cosa fare dopo aver
accertato l’infezione:
-
Lavare ad una
temperatura superiore a 60 C° indumenti, lenzuola, cuscini. Pettini,
spazzole e fermagli debbono restare immersi per 1 ora in acqua molto
calda e detersivo.
-
Conservare per 2
settimane in sacchetti di plastica gli oggetti che non possono
essere lavati in acqua o a secco, ad esempio giocattoli e peluche.
-
Il trattamento deve
essere ripetuto dopo 7-10 giorni. Occorre cambiare tipologia di
prodotto, dopo tre recidive dell'infestazione.
-
Al trattamento
bisogna far seguire l'uso frequente di un pettine a denti fitti,
soprattutto al fine di rimuovere le lendini. Non porta alcun
vantaggio, invece, il taglio dei capelli.
“Un taglio drastico
dei capelli – sostiene il Dottor Angelo Milazzo, pediatra e
componente della Segreteria regionale SIPPS-Sicilia – non solo
rischia di creare disagio nel bambino e, soprattutto, nella bambina, ma
nella maggior parte dei casi è un rimedio inutile. Meglio un trattamento
corretto, capace di eliminare in modo definitivo i parassiti. Finora la
maggiore efficacia è stata dimostrata da: permetrina, piretrine naturali
sinergizzate, malathion e da dimeticone, che agisce con un meccanismo di
tipo fisico, ‘asfissiando’ il pidocchio. È comunque molto importante che
la terapia venga indicata dal pediatra e non da altre figure, neanche
dal farmacista”.
Fonte
foto: http://www.mammamedico.it
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Testata Giornalistica Iscritta al Tribunale
di Genova n° 9 del 05/06/2002
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