Ogni anno in Italia 45mila donne, di cui 7500 nella sola Lombardia, si
ammalano di tumore della mammella, una patologia che rappresenta nel
sesso femminile la prima causa di morte per tumore e la neoplasia più
frequente prima dei 50 anni, tanto da costituire il 40% dei casi*: per
le pazienti la terapia ormonale e la chemioterapia contro questa
patologia implicano, purtroppo, anche una menopausa precoce con sintomi
come ansia e repentini cambiamenti di umore, osteoporosi, disturbi
sessuali e del sonno, solo per citarne alcuni.
Per queste ragioni l’Istituto Nazionale dei Tumori ha creato il primo
ambulatorio in Italia per la cura della menopausa precoce causata da
tumore della mammella. Vi lavora un team multidisciplinare costituito da
senologi, ginecologi, fisiatri, dietologi, endocrinologi, sessuologi e
psicologi che seguono la paziente e propongono una terapia che affronti
ogni aspetto della patologia.
L’ambulatorio è parte del progetto Premio (pre-menopausa indotta da
ormoni), una delle specifiche attività e caratteristiche che ha permesso
all’Istituto Nazionale dei Tumori di ricevere oggi per la terza volta
tre “bollini rosa” dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna
(Onda), il massimo riconoscimento tribuito alle strutture sanitarie per
l’attenzione alle donne e alle patologie femminili.
*Dati Progetto Tumori in Italia e Associazione Italiana Oncologia
Medica
“Nonostante i progressi recenti della chirurgia senologica e delle
terapie – spiega la dottoressa Cristina Ferraris, chirurgo
senologo e responsabile dell’ambulatorio del progetto Premio (pre-menopausa
indotta da ormoni) - il tumore della mammella ha ancora ricadute
psicologiche importanti e le donne che si rivolgono a noi hanno disturbi
importanti che vanno dalle vampate di calore alle sudorazioni
improvvise, dalle variazioni improvvise dell’umore e ansia alla facile
irritabilità, all’aumento di peso, disturbi del sonno, disturbi sessuali
e dell’apparato urinario e osteoporosi. Inoltre, le terapie portano la
grave conseguenza di compromettere la fertilità delle pazienti. Ogni
anno presso il nostro ambulatorio, a cui si accede con la semplice
prescrizione del medico curante, seguiamo oltre 250 pazienti provenienti
da tutta Italia”.
L’attività dell’ambulatorio
Nell’ambulatorio gli specialisti raccolgono una dettagliata anamnesi
delle pazienti per rilevare i sintomi e attribuire a ciascun disturbo un
punteggio e stabilire così quali siano quelli più spesso ricorrenti e
gravi. Questi sono monitorati con particolare attenzione durante gli
incontri periodici che si svolgono circa ogni tre mesi. Sulla base delle
priorità individuate e delle visite di controllo sono diagnosticati di
volta in volta specifici esami e terapie.
Una delle caratteristiche innovative del servizio è che la
multidisciplinarità dello staff medico e la collegialità delle decisioni
consentono una “personalizzazione” della terapia in modo da evitare che
le cure per i differenti sintomi interferiscano tra loro.
Inoltre, le pazienti possono usufruire del supporto degli psicologi
dell’Istituto Nazionale dei Tumori, di una sorveglianza endocrinologica
e di una corretta dieta elaborata dal dietologo sulla base di esami del
sangue, profilo lipidico, glicemia e attività della ghiandola tiroide.
Il tumore del seno in Italia
Secondo stime relative al 2011 dell’Associazione Italiana Oncologia
Medica, complessivamente nel nostro Paese vivono oltre 522mila donne a
cui è stato diagnosticato un tumore al seno. Il tumore della mammella ha
una maggiore incidenza al Nord (123,15 casi/100.000 abitanti) rispetto
al Centro (103,28 casi/100.000 abitanti) e al Sud-Isole (87,15
casi/100.000 abitanti). In prospettiva, anche a causa dell’allungamento
della vita media, è previsto un aumento dei nuovi casi nei prossimi
decenni: dai 44.701 stimati per il 2011, si passerà ai 48.984 nuovi casi
per il 2020 (+9,6%) e ai 51.668 nuovi casi per il 2030 (+15,6%).
Anche per il 2011 il carcinoma mammario rappresenterà la prima causa di
morte per tumore nelle donne, con circa 12.000 decessi stimati.
Purtroppo questa patologia è al primo posto anche in diverse età della
vita, rappresentando il 30% delle cause di morte oncologica prima dei 50
anni, il 21% tra i 50 e i 69 anni e il 13% dopo i 70 anni. Le differenze
di mortalità osservate tra le diverse macro-aree italiane sono ridotte,
con 24,8 casi/100.000 al Nord, 21,1 casi/100.000 al Centro e 24,7
casi/100.000 al Sud-Isole ed un conseguente rapporto mortalità/incidenza
più sfavorevole per le Regioni meridionali.