Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali

del 31/01/2012
I Marker Tumorali in Liguria: una Delibera che Penalizza i Maschi a Tutte le Età

Aldo Franco De Rose* - aldofdr@libero.it

La notizia. Con delibera regionale, dal primo gennaio, il dosaggio del PSA, marcatore tumorale della prostata, è a carico del cittadino prima dei 50 anni e dopo i 70 . Mentre l’alfa-feto proteina, il marcatore del testicolo, è sempre a pagamento. Insomma una delibera che penalizza i maschi a tutte le età. Stranamente il mondo scientifico ligure sembra ignorare il provvedimento e si astiene dall’esprimere ogni giudizio. Ma ecco i fatti. In riferimento a quanto sostenuto dell’assessore alla salute Claudio Montaldo sul “il Secocolo XIX” vorrei precisare che, sempre al Il Secolo XIX, non mi sono mai dichiarato a favore di uno screening di massa del PSA per cui ringrazio l’assessore per l’attenzione ma trovo imprecisa la disquisizione accademica sull’utilizzo del PSA stesso.


Anzi, contrariamente a quanto avveniva in alcuni centri regionali, oggi forse consiglieri dello stesso assessore, ho sempre considerato l’inutilità del PSA come mezzo di screening di massa, in quanto poco specifico e poco sensibile. E tali concetti sono stati da me espressi e ribaditi, più di una volta, anche recentemente, con articoli su giornali a diffusione nazionale e su clicmedicina che, per l’occasione è stato il primo a “protestare” contro la delibera regionale che si era espressa sulla restrizione di alcuni marker tumorali. Il mio disappunto nei confronti della delibera regionale era un altro e spero che questa volta venga colto nella sua essenza, soprattutto nell’interesse di alcune categorie di cittadini:

  • ho ribadito infatti che solo in caso di familiarità di tumore alla prostata si ha più possibilità di ammalarsi rispetto al resto della popolazione. E solo per questo ristretto numero di soggetti è necessario un controllo prima dei 50 anni, per esempio dai 45, in quanto esiste un discreto numero di casi, che sviluppano tumore e vengono operati proprio tra i 45 e i 50 anni. Queste persone, come logica vuole, non rappresentino l’intera popolazione, ma un ristrettissimo numero. Infine “se vogliamo dirla proprio tutta” il limite di curabilità/operabilità del tumore prostatico non è più di 70 anni ma, già da tempo, è stato spostato almeno a 72 anni, in quanto l’aspettativa di vita attuale in questi soggetti è di oltre 10 anni.

 

  • Ma la mia preoccupazione era e rimane un’altra: i sospetti tumori del testicolo . Infatti il dosaggio dell'alfa feto proteina è indispensabile per una corretta diagnosi di questi tumori. Ma vorrei che fosse noto un concetto importante: il dosaggio del marcatore alfa feto proteina non viene richiesto, e mai lo sarà, come screening di massa per questo tipo di tumore. Si rende invece necessario quando esiste un fondato sospetto di tumore del testicolo ed è, cosa importante, necessario per una corretta diagnosi tra tumore seminomatoso e non seminomatoso, prima di rimuovere il testicolo. E siccome la delibera regionale, che porta la firma di un ingegnere , dispensa il marcatore alfa-feto (AFT) solo ai soggetti con epatite cronica HVB o HVC, mentre sono esclusi, o meglio nemmeno presi in considerazione, i giovani maschi con  sospetto tumore del testicolo. Dunque in entrambi i casi non parlo di screening di massa ma di diagnosi di patologia oncologica che deve essere curata.

 

Sei d’accordo con questa posizione? Scrivi a clicmedicina@gmail.com

 

Aldo Franco De Rose
*Specialista Andrologo e Urologo Genova e Roma
aldofdr@libero.it

 

 

 






 
 
 
 

  



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