Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali

del 13/01/2012
Dolore sessuale femminile:l’importanza di una diagnosi precoce e di un’adeguata terapia

Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it

Valeria Randone - Psicosessuologa

La sfera della sessualità, in particolar modo quella femminile, non è sempre associata alla sfera del piacere, della dimensione ludica e dell’appagamento, talvolta purtroppo si accompagna all’esperienza soggettiva del dolore; dolore che spesso esce dalla camera da letto e pervade tutti gli altri ambiti della vita della donna e della coppia.
I disturbi da dolore sessuale includono la dispaurenia , il vaginismo ed il dolore dato dal disturbo dell’eccitazione sessuale. La mdispaurenia può verificarsi sia negli uomini che nelle donne, è una disfunzione sessuale,caratterizzata da un dolore genitale persistente, che si manifesta in associazione al coito o subito dopo, rendendo spesso il rapporto sessuale difficoltoso e, talvolta impossibile; lasciando inoltre, nella memoria corporea di chi lo sperimenta, uno sgradevole ricordo, che non facilita successivi momenti di intimità .La donna,protagonista assoluta del suo dolore ed abitata da uno sgradevole sentimento di solitudine ed inadeguatezza, intimità, dopo intimità e dolore dopo dolore, si chiuderà in se stessa e svilupperà un atteggiamento difensivo nei confronti della sfera della sessualità, danneggiando autostima e coppia.
Il vaginismo, si manifesta invece, con la contrazione involontaria della muscolatura vaginale, contrazione caratterizzata da spasmi involontari , che esulano dal controllo cosciente della donna e, che rendono impossibile la penetrazione ed altrettanto difficoltosa la visita ginecologica.
Al suo esordio,spesso non viene riconosciuto né dalla donna,né dal suo partner,viene spesso confuso con un evitamento dell’intimità su base ansiosa e/o morale o, viene letto come un comportamento tendente alla capricciosità ed all’infantilismo. Le donne che ne soffrono e che approdano al mio studio, sono donne dilaniate dalla sofferenza psichica e fisica, smarrite,confuse, abitate dall’angoscia e dal senso di colpa e di inadeguatezza nei confronti dei loro partners. Sono terrorizzate dal percorso verso l’intimità,verso la sessualità e dall’intravedere, in chiara lontananza,la possibilità di diventare madri. Il disturbo dell’eccitazione sessuale, caratterizzato da difficoltà nella fase di eccitazione, ha caratteristiche differenti: l’eccitazione infatti, mantiene uno spazio mentale adeguato, ma il passaggio al corporeo, viene prontamente bloccato e, quando vi è un’esposizione ad uno stimolo sessuale, il corpo non reagisce come dovrebbe, negando lo spazio all’eccitazione.


Le donne che soffrono di questa disfunzione non riescono a raggiungere o a mantenere, per un tempo sufficiente al completamento del rapporto, nè un livello di lubrificazione adeguato, nè una vasocongestione degli organi genitali. La sintomatologia, può presentarsi con il partner abituale, può estendersi ad altri partners ed, in casi più severi, può inficiare anche l’auto- erotismo.
Le cause che stanno alla base di questa disfunzione sono svariate e, talvolta sono da ricercare sia nell’infanzia di queste donne, spesso difficile e controversa , caratterizzata da disagi emotivi e conflitti corporei che, nella coppia in cui abitano.
Quale cura al dolore sessuale per restituire alla donna la possibilità di amare, essere amata e procreare?
L’approccio corretto e, soprattutto risolutivo è quello psico-sessuologico, un approccio combinato che lavora con psiche- corpo e coppia della paziente, rimuovendo traumi pregressi e, disfunzionali abitudini sessuali che caratterizzano la coppia. La terapia è un percorso psico-sessuologico volto a lavorare su tre fronti contemporaneamente: il CORPO,decondizionando lo spasmo vaginale , con mansioni di conoscenza e familiarità del proprio corpo; la PSICHE, lavorando in seduta sull’aspetto intrapsichico della donna,sull’immaginario e sulla fisicità in genere e,per ultimo,ma non per importanza,si lavora sulla RELAZIONE all’interno della quale si manifesta la disfunzione,investigando con la coppia le dinamiche che muovono il legame e che mantengono il talamo immodificato Una diagnosi precoce sarebbe auspicabile, per evitare di cronicizzate le disfunzioni ed evitare soprattutto che lo sconforto e la deflessione del tono dell’umore possano prendere il sopravvento, al fine di far ritrovare alla donna ed alla coppia, una nuova armonia e salute sessuale.

 

Dottoressa Valeria Randone

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