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Stefania Bortolotti |
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LEO Pharma ha annunciato oggi che il gel a base di ingenolo mebutato è
stato approvato dalla FDA come trattamento per le cheratosi attiniche su
viso, cuoio capelluto, tronco ed estremità. Il gel a base di ingenolo
mebutato è un trattamento medico topico di breve durata e a unica
somministrazione giornaliera per la cura della cheratosi attinica, un
precursore del tumore della pelle di tipo non-melanoma causato
principalmente dall’esposizione al sole prolungata e reiterata nel
tempo.
Il trattamento completo con il gel a base di ingenolo mebutato prevede
una sola applicazione al giorno per due giorni consecutivi in caso di
cheratosi attinica su tronco ed estremità e per tre giorni consecutivi
quando sono colpiti viso e cuoio capelluto.
Commentando l’annuncio di oggi, Mark Lebwohl, M.D., Professor and
Chair, Department of Dermatology Mount Sinai Medical Center, New York,
ha dichiarato: «dal momento che non è possibile prevedere quali
cheratosi attiniche degenereranno in un tumore della pelle,
l'identificazione e il trattamento in fase precoce di queste lesioni è
fondamentale. Ciò che rende particolarmente innovativa questa terapia è
che in due o tre giorni il trattamento locale con ingenolo mebutato può
rivelarsi realmente efficace». Secondo Gitte P. Aabo,
Chief Executive Officer di LEO Pharma, «le cheratosi attiniche
colpiscono milioni di persone, ma molte di loro non sono consapevoli
della patologia e del fatto che in alcuni casi può portare al cancro
della pelle. Il gel a base di ingenolo mebutato richiede solo due o tre
giorni consecutivi di trattamento, diversamente dalle altre terapie
disponibili che durano diverse settimane o mesi. La nostra convinzione è
che la breve durata del trattamento sarà valutata positivamente sia dal
paziente sia dai medici. L'approvazione del gel a base di ingenolo
mebutato è un altro importante passo avanti verso l’obiettivo di LEO
Pharma di diventare una delle principali aziende dermatologiche del
mondo».
In base alle previsioni di LEO Pharma, il gel dovrebbe essere
disponibile per i medici statunitensi nel marzo 2012.
Le cheratosi attiniche sono lesioni della pelle dal colore rosso e
dall’aspetto squamoso che si manifestano soprattutto nelle aree esposte
alla luce solare come viso, cuoio capelluto ed estremità, e possono
presentarsi come singola lesione o interessare un’area più vasta1. Le
lesioni sono causate dall’esposizione prolungata e reiterata nel tempo
ai raggi UV, una condizione che colpisce un numero sempre crescente di
persone, con picchi di concentrazione in Europa, Stati Uniti e
Australia. Secondo la Skin Cancer Foundation, queste lesioni riguardano
circa 58 milioni di americani e rappresentano la forma precancerosa più
diffusa. Queste lesioni sono precursori del tumore della pelle e possono
degenerare nel carcinoma squamocellulare (o SCC, Squamous Cell
Carcinoma), che è il secondo tumore della pelle non-melanoma per
diffusione.
Il rischio di degenerazione in SCC aumenta con il numero delle lesioni
presenti ed è impossibile prevedere quali di esse si trasformeranno in
un tumore della pelle. Gli studi effettuati dimostrano che il 65% dei
casi di carcinoma squamocellulare possono iniziare come cheratosi
attiniche.
Il gel a base di ingenolo mebutato viene estratto dalla linfa della
Euphorbia peplus, una pianta utilizzata dalla medicina tradizionale. La
pianta essiccata viene sottoposta a un processo di estrazione,
purificazione e cristallizzazione di circa cinque mesi per poter
diventare un ingrediente farmaceutico attivo (API).
Si tratta di una terapia medica topica che rende possibile il
trattamento dell’area affetta da cheratosi attiniche.
È disponibile in due diverse concentrazioni: per il trattamento di viso
e cuoio capelluto il gel viene applicato nella concentrazione di 0,015%
una volta al giorno per tre giorni consecutivi, mentre per il
trattamento del corpo il gel viene applicato una volta al giorno per due
giorni consecutivi, a una concentrazione di 0,05%. L’approvazione della
FDA si basa sui dati di quattro studi di Fase III effettuati su oltre
1.000 pazienti trattati con ingenolo mebutato (n=503) o placebo (n=502),
da cui è stato dimostrato che il gel applicato una volta al giorno per
due o tre giorni consecutivi è significativamente più efficace del
placebo nella scomparsa della cheratosi attinica.
Le reazioni locali (LSR) più frequenti sono eritema,
sfaldamento/desquamazione, comparsa di croste, gonfiore.
Altre reazioni segnalate (AES) su pazienti (≥2%) nei trials di Fase III
sono state dolore, prurito e infezioni sull’area di applicazione, ma
anche edema periorbitale e mal di testa quando l’applicazione riguardava
viso e cuoio capelluto.
Storia dei trials clinici
A oggi sono stati portati a termine 18 trials clinici sull’uso del gel a
base di ingenolo mebutato come trattamento per la cheratosi attinica:
dai trials di Fase I, fino ad arrivare ai trials pivotal di Fase III.
Nei trials di Fase III, una percentuale che va dal 608 al 689% di
pazienti affetti da cheratosi attinica sul viso e sul cuoio capelluto ha
ottenuto una riduzione della lesione esistente del 75% o anche più
(versus il 7-8% del placebo, p<0.001).
Il gel si è dimostrato efficace nel trattamento del tronco e delle
estremità per una percentuale di pazienti che va dal 4411 al 558% con
una riduzione del 75% o più (versus il 7% di riduzione del placebo,
p<0.001).
Tra il 378 e il 479% dei pazienti trattati con il gel ha osservato una
completa scomparsa della cheratosi attinica dal viso e dal cuoio
capelluto, e tra il 2810 e il 427% ha ottenuto lo stesso effetto sul
tronco e sulle estremità.
Le più comuni reazioni locali (LSR) sono eritema,
sfaldamento/desquamazione, comparsa di croste, gonfiore. Il picco delle
LSR avviene nella prima settimana e generalmente si risolve entro due
settimane nella maggior parte dei pazienti trattati sul viso e sul cuoio
capelluto e in quattro settimane nei casi che colpiscono il tronco e le
estremità.
Altre reazioni segnalate (AES) su pazienti (≥2%) nei trials di Fase III
sono state dolore, prurito e infezioni sull’area di applicazione, ma
anche edema periorbitale e mal di testa quando l’applicazione riguardava
viso e cuoio capelluto.
Informazioni importanti sulla sicurezza
Il gel è di uso esclusivamente topico, non orale, oftalmico o
intravaginale. Il contatto con gli occhi può provocare dolore intenso,
edema alle palpebre, ptosi palpebrale, edema periorbitale.
I pazienti devono lavare bene le mani dopo l’applicazione del gel a base
di ingenolo mebutato ed evitare di far entrare il farmaco a contatto con
gli occhi prima e dopo l’applicazione.
Severe reazioni sull’area trattata, quali: eritema,
sfaldamento/desquamazione, comparsa di croste, gonfiore, comparsa di
vescicole/pustole ed erosione/ulcerazione possono presentarsi dopo
l’applicazione.
L’utilizzo del gel non è raccomandato finché la cute è irritata da
precedenti trattamenti farmacologici o chirurgici.
Le più comuni reazioni avverse osservate nei trials clinici (≥2%) sono
state: reazioni cutanee locali, dolore, prurito, irritazione, infezione
dell’area trattata, edema periorbitale, naso faringiti e mal di testa.
Mancano ancora studi adeguati e ben controllati sulle donne in
gravidanza.
Il gel può essere usato dalle donne durante la gravidanza solo se i
benefici potenziali del trattamento giustificano il potenziale rischio
per il feto.
Non sono state stabilite la sicurezza e l’efficacia del gel per le
cheratosi attiniche nei pazienti con meno di 18 anni.
Tutte le informazioni e le prescrizioni sull’uso del gel a base di
ingenolo mebutato sono disponibili sul sito www.leo-pharma.us.
Informazioni sulle cheratosi attiniche
Le cheratosi attiniche sono lesioni della cute, causate in prevalenza
dall’esposizione prolungata e reiterata ai raggi solari (prevalentemente
UV) in soggetti dal fototipo chiaro. Le lesioni sono spesso rosse e
squamose e inizialmente possono essere confuse con uno sfogo cutaneo o
altra irritazione cutanea, ma non migliorano con il tempo. Il numero dei
pazienti affetti da cheratosi attiniche è alto e anche in rapida
crescita, soprattutto in Europa, Stati Uniti e Australia, e l'American
Academy of Dermatology stima che il 60% delle persone predisposte di età
superiore ai 40 anni presenti almeno una lesione da cheratosi attinica.
Le persone maggiormente a rischio spesso hanno più di 40 anni e tendono
ad avere la carnagione chiara e una storia di esposizione solare.
Il principale fattore di rischio per lo sviluppo delle cheratosi
attiniche è l’esposizione prolungata e reiterata ai raggi solari
(prevalentemente UV), secondo il dato che emerge dalla distribuzione
geografica della prevalenza nella popolazione predisposta. Anche
l’aumento dell’esposizione ai raggi solari durante le vacanze e i
momenti ricreativi ha contribuito a incrementare la prevalenza. Le
cheratosi attiniche sono più comuni nei maschi e le persone di fototipo
chiaro sono quelle più predisposte a queste lesioni. Gli altri fattori
di rischio identificati includono età avanzata e immunodeficienza. I
pazienti immuno-compromessi mostrano un notevole aumento di cheratosi
attinica, con un rischio da 65 a 250 volte superiore di cheratosi
attinica e di SCC invasivo.
Le cheratosi attiniche sono considerate lo stadio più precoce nello
sviluppo di un tumore della pelle non-melanoma e possono evolversi in
carcinoma squamocellulare, un tumore non-melanoma che è il secondo tipo
di tumore della pelle per diffusione. L’individuo che sviluppa più
cheratosi attiniche multiple, un fenomeno denominato cancerizzazione di
campo, il rischio che una o più di queste lesioni degeneri in un
carcinoma squamocellulare nell’arco di 10 anni arriva fino al 10%. Il
rischio di evoluzione in SCC aumenta con il numero delle lesioni
presenti5 ed è impossibile prevedere quali lesioni degenereranno in un
tumore della pelle. Secondo gli studi effettuati, il 65% dei casi di
carcinoma squamocellulare ha inizio con una cheratosi attinica e i
pazienti che presentano questa condizione sono sei volte più soggetti a
sviluppare un qualsiasi tipo di tumore della pelle rispetto alle persone
che ne sono prive .
Stefania Bortolotti