Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali

del 17/01/2012
Carne Rossa Cotta alla Piastra e Insorgenza Tumore Renale

Aldo Franco De Rose* da Salute Repubblica del 17/01/2012 - aldofdr@libero.it

Il tumore del rene è in aumento ed è probabile che per arrestare questa crescita la prevenzione debba necessariamente cominciare dalla tavola, riducendo per esempio il consumo di carni rosse cotte alla piastra. A sostenerlo uno studio statunitense dell'Health Science Center dell'Università del North Texas e pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition. Circa 500 mila adulti dai 50 anni in su sono stati intervistati sulle loro abitudini alimentari, tra cui il consumo di carne, e seguiti per una media di nove anni. Durante il periodo di indagine, 1.800 partecipanti, il 19%, hanno sviluppato il tumore del rene e tutti hanno ammesso un alto consumo di carne rossa cotta su piastre arroventate.
La causa sarebbe nel maggiore apporto di sostanze chimiche contenute nella carne cotta ad alte temperatura, che risultano tossiche per l’organismo (ammine eterocicliche, HCA).


Nel novembre 2011 un altro studio dell’University of California aveva già evidenziato che la carne grigliata poteva accrescere il rischio di sviluppare il cancro alla prostata e all’intestino a causa della produzione di due agenti cancerogeni ( MelQx e DiMelQx). Per questo gli esperti del World Cancer Research Fund avevano suggerito di non mangiare più di 70 grammi al giorno di carne rossa molto cotta e non superare i 500 grammi ogni settimana, evitando processi prolungati di cottura. Ma più volte, in passato, è stato ribadito di fare attenzione anche all’eccessivo consumo di analgesici, ipertensione e obesità: infatti l'elevato introito di carni e latticini ( grassi animali) rappresenterebbe una concausa favorente il tumore, mentre un ruolo protettivo sarebbe svolto da una dieta ricca di vegetali e verdure. Tra gli altri fattori di rischio attenzione al fumo di sigarette: la sua abolizione potrebbe ridurre addirittura di circa un 25% il rischio di sviluppare il tumore al rene. Sorveglianza più attenta viene consigliata invece per i fattori genetici: i parenti di primo grado di pazienti con carcinoma renale possano avere un rischio 4 volte maggiore di sviluppare lo stesso tumore rispetto alla popolazione generale, senza una relazione diretta. Per fortuna però di tumore renale oggi si muore meno e la qualità di vita è migliore: infatti sono sempre più frequenti le forme iniziali, di piccolo volume, e quindi più facilmente curabili anche con chirurgia conservativa (tumorectomia), in quanto scoperte “incidentalmente in occasione di ecografie addominali eseguite per cause diverse.

 

Aldo Franco De Rose
*Specialista Andrologo e Urologo Genova e Roma
aldofdr@libero.it

 

 

 






 
 
 
 

  



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