Il
tumore del rene è in aumento ed è probabile che per arrestare questa
crescita la prevenzione debba necessariamente cominciare dalla tavola,
riducendo per esempio il consumo di carni rosse cotte alla piastra. A
sostenerlo uno studio statunitense dell'Health Science Center
dell'Università del North Texas e pubblicato sull'American Journal of
Clinical Nutrition. Circa 500 mila adulti dai 50 anni in su sono stati
intervistati sulle loro abitudini alimentari, tra cui il consumo di
carne, e seguiti per una media di nove anni. Durante il periodo di
indagine, 1.800 partecipanti, il 19%, hanno sviluppato il tumore del
rene e tutti hanno ammesso un alto consumo di carne rossa cotta su
piastre arroventate.
La causa sarebbe nel maggiore apporto di sostanze chimiche contenute
nella carne cotta ad alte temperatura, che risultano tossiche per
l’organismo (ammine eterocicliche, HCA).
Nel novembre 2011 un altro studio dell’University of California aveva
già evidenziato che la carne grigliata poteva accrescere il rischio di
sviluppare il cancro alla prostata e all’intestino a causa della
produzione di due agenti cancerogeni ( MelQx e DiMelQx). Per questo gli
esperti del World Cancer Research Fund avevano suggerito di non mangiare
più di 70 grammi al giorno di carne rossa molto cotta e non superare i
500 grammi ogni settimana, evitando processi prolungati di cottura. Ma
più volte, in passato, è stato ribadito di fare attenzione anche
all’eccessivo consumo di analgesici, ipertensione e obesità: infatti
l'elevato introito di carni e latticini ( grassi animali)
rappresenterebbe una concausa favorente il tumore, mentre un ruolo
protettivo sarebbe svolto da una dieta ricca di vegetali e verdure. Tra
gli altri fattori di rischio attenzione al fumo di sigarette: la sua
abolizione potrebbe ridurre addirittura di circa un 25% il rischio di
sviluppare il tumore al rene. Sorveglianza più attenta viene consigliata
invece per i fattori genetici: i parenti di primo grado di pazienti con
carcinoma renale possano avere un rischio 4 volte maggiore di sviluppare
lo stesso tumore rispetto alla popolazione generale, senza una relazione
diretta. Per fortuna però di tumore renale oggi si muore meno e la
qualità di vita è migliore: infatti sono sempre più frequenti le forme
iniziali, di piccolo volume, e quindi più facilmente curabili anche con
chirurgia conservativa (tumorectomia), in quanto scoperte
“incidentalmente in occasione di ecografie addominali eseguite per cause
diverse.
Aldo Franco De Rose
*Specialista Andrologo e Urologo Genova e Roma
aldofdr@libero.it