Quasi
l’1% di tutti i nati vivi è portatore di un difetto cardiaco e si
ritiene che circa il 25% dei neonati con gravi forme di cardiopatia
congenita sia tuttora dimesso dall’ospedale senza diagnosi, con
importanti ricadute sulla futura crescita del bambino. Le cardiopatie
congenite prenatali rappresentano la principale causa di mortalità
infantile durante il primo anno di vita e costituiscono un’emergenza
sociale di elevato impatto sulla qualità della vita del bambino e della
sua famiglia.
La diagnosi precoce delle cardiopatie congenite è l’ambito scientifico
che ha contraddistinto la carriera professionale di Lindsey Allan,
recentemente insignita della VI edizione del Premio Arrigo Recordati per
la Ricerca Scientifica. Lindsey Allan è stata protagonista oggi
di una Lettura Magistrale all’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi di
Milano, dove ha presentato alla comunità scientifica e al pubblico il
proprio lavoro, ripercorrendo le tappe più importanti in termini di
scoperte e di nuove frontiere.
E’ solo dalla fine degli anni Settanta che, grazie alla diffusione della
diagnostica ad ultrasuoni e della tecnologia per immagini in tempo reale
e in movimento, è stato possibile l’esame prenatale del cuore e la
diagnosi di malattie cardiache congenite. Lindsey Allan è una
pioniera nel settore: è stata infatti la prima al mondo a documentare le
immagini ecocardiografiche normali del cuore del feto e a descrivere in
fase prenatale le alterazioni morfo-funzionali in numerosi casi di
malformazioni cardiache. Queste scoperte le hanno permesso di produrre
negli anni Ottanta un’enorme quantità di dati cardiologici di
riferimento sul feto umano, prima disponibili solo sui modelli di feto
animali, documentati in numerosissime pubblicazioni scientifiche che
sono diventate il punto di riferimento per gli specialisti di tutto il
mondo. Nei primi anni Duemila, ha esteso al primo trimestre di
gestazione l’analisi del cuore del feto e la diagnosi di malformazioni
cardiache.
Essere a conoscenza del difetto prima della nascita consente ai neonati
di avere una maggior aspettativa di vita. La capacità di osservare il
cuore fetale durante l’intero corso della gravidanza ha ampliato
enormemente la conoscenza della normale e anormale funzionalità
cardiaca. Tutto ciò ha portato a risultati inaspettati, come
l’osservazione di un cambiamento nella severità della cardiopatia
congenita durante la gestazione. A questo proposito Allan afferma
che “Riconoscere che una maggiore traslucenza nucale a circa 12
settimane di gestazione è correlata a cardiopatia congenita ha portato
ad un aumento delle diagnosi in fase precoce, e al momento questa è la
principale sfida che abbiamo di fronte”.
Ma non solo. Oggi un ulteriore fronte su cui i ricercatori sono
impegnati è rappresentato dal trasferimento dell’abilità e
dell’expertise nella scansione cardiaca a tutti coloro che impiegano la
tecnologia ad ultrasuoni in ambito ostetrico e diffondere una cultura
sul tema anche al di fuori delle università, direttamente sul campo.
Questo è più semplice oggi grazie alle nuove tecnologie e al web. Queste
nuove possibilità per trasferire le tecniche diagnostiche fetali hanno
consentito di estendere l’insegnamento specialistico a medici e studenti
in tutto il mondo.
Sul significato di questa iniziativa, Alberto Recordati,
Vicepresidente Gruppo Recordati, così commenta: “Abbiamo ritenuto
estremamente importante portare a Milano il contributo di Lindsey
Allan perché rappresenta una testimonianza fondamentale da
condividere con la comunità scientifica, il pubblico e le associazioni
pazienti, un’occasione unica dove confrontarsi sulle sfide future nella
diagnosi e nella cura. Inoltre, il premio Recordati ha per noi un valore
particolare, perché tiene vivo il ricordo di Arrigo Recordati, uomo di
straordinaria intraprendenza e capacità che ha fatto della ricerca
scientifica uno dei capisaldi dello sviluppo industriale del nostro
Gruppo”.
“La ricerca è un fondamentale motore di sviluppo di conoscenze
scientifiche e tecnologiche - afferma Luciano Bresciani,
Assessore alla Salute della Regione Lombardia. E’ questa la
consapevolezza che anima l'evento di oggi, ed è la stessa che
contraddistingue l'impegno del mio Assessorato. La qualità del sistema
sanitario lombardo non può infatti prescindere da un costante sforzo di
sostegno alla ricerca, in particolare di fronte a sfide complesse come
quelle rappresentate dalle cardiopatie congenite prenatali, nelle quali
la conoscenza e la ricerca si intersecano quotidianamente con i percorsi
di cura e le relative modalità organizzative”
“Grazie a Recordati per aver scelto l’Ospedale dei Bambini
Buzzi come sede per un’iniziativa di così alto livello di divulgazione
scientifica. Lo considero un riconoscimento per tutti i nostri
professionisti che ogni giorno lavorano con passione ed entusiasmo per
migliorare le vite dei nuovi nati nella nostra città. Lindsey Allan
è infatti un riferimento di grande valore per la formazione dei
ginecologi del Buzzi a Londra. Un grazie infine anche all’Assessore
Bresciani per il sostegno che la Regione Lombardia da sempre riserva al
nostro ospedale” conclude Alessandro Visconti, Direttore
Generale AO Istituti Clinici di Perfezionamento.
Fonte foto: http://mamma.pourfemme.it