Genova Anno VIII - n°48 - 06.12.2011 Pagine Nazionali

del 12/12/2011
 6° conferenza sulla cachessia

Stefania Bortolotti - redazione@clicmedicina.it   

Stefania Bortolotti

La cachessia è una condizione medica grave, ancora molto sottostimata e non riconosciuta, conseguenza di diverse malattie croniche quali tumore maligno, patologie cardiache croniche, malattie renali, bronchite cronica ostruttiva, fibrosi cistica, artrite reumatoide, malattia di Alzheimer, gravi infezioni e tante altre malattie croniche. La prevalenza della cachessia è alta, arrivando al 5-15% delle persone colpite da patologie cardiache e respiratorie e al 60-80% nei casi di tumore avanzato. Nei Paesi industrializzati, Stati Uniti, Europa e Giappone, la prevalenza complessiva della cachessia causata da tutte le malattie, è in crescita ed oggi è stimata essere intorno all'1%, riguardando 9 milioni di persone.

Giunta alla sua sesta edizione, la Conferenza sulla cachessia, che causa uno stato di profondo deperimento generale, caratterizzato da debolezza, senso di prostrazione, rallentamento delle capacità psichiche, perdita di appetito e riduzione delle masse adipose e muscolari - è stata organizzata da SCWD, Sarcopenia Cachexia and Wasting Disorders Society.

"La società si è costituita alcuni anni fa allo scopo di promuovere lo studio e la conoscenza sulle conseguenze negative delle malattie croniche e degenerative, sulla composizione corporea e in particolare sulla massa magra dell'organismo", afferma Stefan Anker, Presidente SCWD e uno dei massimi esperti di cachessia.

Il corpo di una persona trasforma i carboidrati in energia necessaria alla sopravvivenza. Quando il corpo non riceve abbastanza cibo, quindi energia, o non è in grado di metabolizzarlo, è costretto a bruciare le riserve di grasso per ottenerla. Quando anche le riserve di grasso sono esaurite, il corpo inizia a consumare la massa muscolare.

Diverse sono le cause di malnutrizione, spesso correlate a patologie quali neoplasie, infezione da HIV, anoressia, diabete, ma la malnutrizione si riscontra spesso anche nelle persone anziane.
Purtroppo la cachessia precede quasi sempre la morte e finora non è affrontabile con cure risolutive. E' stato infatti verificato che è la perdita di peso che può aumentare la possibilità di morte, molto più della neoplasia stessa.

"Pertanto, anche nel caso della cachessia, sono indispensabili strategie di prevenzione - spiega Maurizio Muscaritoli del Dipartimento di Medicina Clinica dell'Università 'La Sapienza' di Roma. Scopo della conferenza - è quello di fare il punto non solo sui meccanismi genetici e molecolari alla base della perdita di peso, di massa muscolare e di funzione fisica caratteristica di molte malattie croniche, ma anche sui nuovi possibili rimedi farmacologici e nutrizionali attualmente disponibili ed in via di sperimentazione pre-clinica e clinica. L'obiettivo principale - continua Muscaritoli - è quello di trovare rapidamente rimedi efficaci per prevenire e correggere la perdita di muscolo che caratterizza non solo gli stati patologici, il cancro in particolare, ma anche l'invecchiamento. Dopo i 50 anni, infatti, la massa muscolare diminuisce dell'1-2% all'anno e la forza muscolare dell'1,5% tra i 50 e i 60 anni e, successivamente del 3% all'anno. A questo va aggiunto che la maggior parte degli anziani sono affetti da almeno 2 o 3 "comorbilità" (patologie croniche come il diabete, l'insufficienza cardiaca, l'insufficienza renale, l'insufficienza respiratoria) che di per sé sono causa di riduzione di massa e funzione muscolare. Da cui perdita di forza, di autonomia e di salute, per un crescente numero di persone, nel nostro come negli altri Paesi occidentali".

Molto deve essere ancora fatto per aumentare la conoscenza della cachessia, per questa ragione SCWD ha organizzato una serata di beneficienza "Cancer Cachexia Awareness" che si è tenuta il 9 dicembre. A portare la testimonianza e interpretare la voce e le necessità dei pazienti, Lisa Swayze, vedova dell'attore Patrick Swayze che, dalla morte del marito, ha fatto propria questa causa. "Quando Patrick si ammalò chiese al suo medico 'fammi vedere il mio nemico, perché se lo conosco lo posso combattere'. Patrick sapeva che avrebbe dovuto essere molto combattivo per sconfiggere il suo cancro al pancreas. Ed è ancora così. Ora è tempo di andare avanti: dobbiamo aggredire la malattia, lavorare in team per creare speranza e incoraggiamento. Abbiamo bisogno di cure, di diagnosi precoce, di trattamenti efficaci per dare un segno di reale speranza".
 

Stefania Bortolotti

 

 

 






 
 
 
 

  



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