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Stefania Bortolotti |
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- La metodologia di
valutazione dei servizi sanitari mette per la prima volta a confronto
cittadini e
operatori del settore nell'area della Sclerosi Multipla. Obiettivo il
miglioramento del percorso
assistenziale del paziente, dalla diagnosi all'accesso ai trattamenti
innovativi e alla riabilitazione
- Sei i Centri del Lazio coinvolti: il San Camillo-Forlanini capofila
del progetto
- Nel Lazio sono 5.600 i pazienti affetti dalla malattia, con un'età
media tra i 20 e i 40 anni
E' al via il primo progetto di "Audit Civico" sulla Sclerosi Multipla,
che verrà realizzato nei prossimi mesi da Cittadinanzattiva Lazio con il
supporto di Biogen Idec e che coinvolgerà i sei principali Centri
Sclerosi Multipla della regione: l'Azienda Ospedaliera San
Camillo-Forlanini (capofila del progetto), il San Filippo Neri, il
Policlinico Sant'Andrea, il Policlinico Tor Vergata, il Policlinico
Umberto I ed il Policlinico Gemelli.
L'Audit Civico è un metodo di valutazione dei servizi sanitari
nell'ottica dell'orientamento al cittadino, che mette a confronto
pazienti e rappresentanti del mondo sanitario al fine di individuare i
principi da adottare nell'analisi del sistema assistenziale, definendo
così un processo di miglioramento condiviso.
"E' la prima volta che lo strumento dell'Audit Civico viene applicato
ad un'area terapeutica specifica, quella della Sclerosi Multipla, con
l'obiettivo di valutare i servizi sanitari in un'ottica ‘patient-centric’.
– spiega Giuseppe Scaramuzza, Segretario Regionale di
Cittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato – Il paziente
affetto da Sclerosi Multipla è infatti portatore di una domanda
complessa che chiama in causa la presa in carico dell'intera persona,
non solo della sua malattia, e necessita di una rete di servizi ad alto
livello di specializzazione in grado di rispondere a bisogni sia di tipo
sanitario che di tipo socio-assistenziale, dal momento che nelle
malattie neurodegenerative la qualità di vita delle persone è
strettamente correlata alla possibilità di aver accesso a un sistema di
cura, presa in carico e assistenza efficace".
Sono 5.600 i pazienti
affetti da Sclerosi Multipla nel Lazio, seconda regione più colpita dopo
la Lombardia, e circa 61.000 in Italia, con un'età media tra i 20 e i 40
anni. La Sclerosi Multipla è infatti una malattia neurodegenerativa
progressivamente invalidante che colpisce la fascia più giovane e
produttiva della popolazione, con importanti conseguenze sul piano
fisico e psicologico, ma anche sulla vita familiare, lavorativa e
sociale.
"Nel corso dell'ultimo anno, attraverso i nostri centri del Tribunale
per i Diritti del Malato presenti sul territorio della regione, abbiamo
raccolto delle segnalazioni di pazienti laziali che riscontrano ancora
difficoltà di accesso ai servizi di diagnostica, alle terapie e alla
riabilitazione. – continua Giuseppe Scaramuzza – Ci siamo
quindi rivolti ai principali Centri Sclerosi Multipla di Roma con
l'obiettivo di realizzare una misurazione oggettiva di queste
problematiche. L'Audit Civico si presta all'analisi di quest'area
terapeutica perché, attraverso la costituzione di équipe miste formate
da pazienti e sanitari, rappresenta uno strumento di valutazione
‘condiviso’ che parte dal punto di vista del cittadino e fa emergere
aree di forza e di debolezza dei servizi sanitari rispetto a bisogni di
salute concreti provenienti dai pazienti".
I sei Centri romani che hanno aderito a questo progetto pilota
assicurano assistenza e costituiscono il punto di riferimento per la
maggior parte dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla nel Lazio;
l'iniziativa sarà quindi rappresentativa della realtà dell'intera
regione e offrirà anche un'importante occasione per creare una rete di
confronto e condivisione dei modelli di presa in carico del paziente.
“Al Centro Sclerosi Multipla del San Camillo si effettuano più di 2
mila visite neurologiche l’anno. – dichiara Aldo Morrone,
Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini –
Sin dal 2007 il nostro Centro ha implementato uno specifico Percorso
Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per i pazienti affetti da
questa patologia, con l’obiettivo di aumentare la qualità
dell’assistenza, ma anche di ottimizzare l’uso delle risorse”.
"La Sclerosi Multipla è una patologia complessa e variabile con
problematiche fisiche, psichiche e sociali che richiedono l'intervento
di un team multidisciplinare. – aggiunge Simonetta Galgani,
Responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell'Azienda Ospedaliera San
Camillo-Forlanini – Il PDTA rappresenta un valido strumento per la
presa in carico del paziente con il coinvolgimento dei suoi familiari,
nella definizione di un appropriato percorso terapeutico-assistenziale".
Nella Sclerosi Multipla l'importanza di costruire un intervento
assistenziale ‘su misura’ facendosi carico di tutti gli aspetti che
influenzano la qualità di vita conferma la centralità del ruolo del
paziente anche in questo processo: la metodologia dell'Audit Civico,
mettendo a confronto cittadini e operatori sanitari, potrà fornire un
reale contributo per migliorare il percorso assistenziale del paziente,
dalla diagnosi all'accesso ai trattamenti innovativi e alla
riabilitazione.
L' Audit Civico
L'Audit Civico è uno strumento di valutazione dei servizi sanitari
ideato da Cittadinanzattiva e accreditato a livello nazionale dal
Ministero della Salute; nel Lazio questo metodo è già utilizzato da anni
per valutare il funzionamento delle strutture sanitarie della regione.
Il suo valore aggiunto risiede nella centralità del "lavorare insieme"
di cittadini e rappresentanti delle aziende sanitarie, al fine di
stabilire indicatori di valutazione condivisi e di promuovere
concretamente il processo di miglioramento organizzativo.
Il progetto sulla Sclerosi Multipla apre a nuovi ambiti di adozione
dell'Audit Civico: per la prima volta, infatti, si prevede
l'applicazione di questa metodologia a un'area terapeutica. Una prima
fase, quindi, sarà dedicata all'adeguamento degli strumenti dell'Audit
Civico a questa specifica area terapeutica, attraverso un tavolo tecnico
che riunirà pazienti, neurologi, operatori sanitari, responsabili dei
Centri coinvolti e rappresentanti di Cittadinanzattiva. L'analisi si
fonderà su una serie di indicatori che consentiranno di rilevare gli
aspetti significativi del funzionamento della struttura esaminata e del
suo adeguamento alle raccomandazioni delle istituzioni internazionali,
alle indicazioni normative nazionali e regionali, alle Carte dei
Servizi, alla Carta dei Diritti del Malato e alle raccomandazioni delle
società scientifiche. Gli indicatori contribuiranno alla determinazione
degli IAS (Indici di Adeguamento al Servizio), valori da 0 a 100 che
esprimono in quale misura l'azienda rispetta gli standard di
riferimento. I risultati, raccolti tramite un'osservazione sul campo
effettuata da équipe miste di cittadini e sanitari, saranno disponibili
a partire da dicembre 2012.
Stefania Bortolotti