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Mia Madre deve Togliere la Vescica?


Egregio prof De Rose,

vorrei porle il problema che affligge mia madre di 62 anni.
A Giugno di quest'anno è stato diagnosticato, dopo episodi di ematuria, un tumore che di lì a poco (inizi di agosto) è stato asportato con TURV.
Il tumore ha interessato la lamina focale e non la mucosa.
L'istologico ha evidenziato un G3 con severo danno termico.

Dopo quasi esatti 2 mesi, è recidivato, ed è stato praticato un nuovo TURV.
L'esame istologico ha evidenziato una piccola neoformazione, ma questa volta è stato meno severo del G3.

Dal secondo intervento (primi di settembre) mia madre ha avuto continui fasti e bruciori resistenti anche alla prolungata terapia antibiotica...tant'è che dopo 2 mesi (nuovamente) ha manifestato di nuovo dell'ematuria, e ad esame cistografico si sono evidenziati più di 20 piccole neoplasie, sempre non infiltranti la mucosa.

In effetti il medico che ha oprato mia madre è propenso ad una cistectomia completa.

Chiedo a Voi se esistono alternative e/o chemioterapie che dovrebbero o sarebbero dovute state fatte appena asportata la neoplasia con TURV.

Inoltre giacché circa un anno fa mia madre ha avuto un volvolo intestinale con conseguente e successiva asportazione di 30cm circa di tenue, si esclude l'intervento ricostruttivo intestinale e dunque consigliabili le sacche artificiali poste sulla pelle esternamente.

Anche su questo punto quali sono le vostre opinioni generali?

Le chiedo se è d'accordo con l'operato del medico che ha operato mia madre, e se prima di effettuare la cistectonia sarebbe auspicabile la terapia chemioterapica ?
Ho letto, in generale e particolare per il tipo di malattia, che se seguita prima dell'operazione di asportazione totale dell'organo, dà maggiori prospettive di vita.

Ma forse parliamo di casi molto più gravi?!

In effetti che prospettive ha mia madre?
L'asportazione completa dell'organo potrebbe salvarla, o comunque non ha grosse possibilità di sopravvivenza?

Ci sono casi simili in cui c'è stata una guarigione completa?

Vi ringrazio infinitamente per tutte le notizie e ragguagli che Vorrete offrirmi.
 

 


Risposta

 

Il collega urologo le ha prospettato una giusta soluzione: rimuovere la vescica perchè, da quello che descrive, sua madre ha un carcinoma in situ multifocale e quindi aggressivo. la derivazione urinaria sarà il sacchetto esterno o, se le condizioni lo consentiranno, creare una nuova vescia con l'intestino in modo che possa continuare ad urinare come ora.
In ogni caso, dopo una attenta "pulizia" della vescica con la turv, si potrebbe, almeno per una volta, tentare una terapia con instillazioni locali con farmaci tipo BCG o Gemgitabina.

Prof Aldo Franco De Rose

Specialista Andrologo e Urologo, Genova – Roma

aldofdr@libero.it

 

 

 
 






 
 
 
 

  



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