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L’Odissea della mia Sessualità


Egregio dott.,

volevo sottoporle la mia storia clinica, sperando di non abusare troppo della sua gentilezza e di ricevere una sua impressione sulla mia situazione visto che brancolo nel buio.
Nell'agosto 2010 a seguito di un eiaculazione trattenuta poi sfociata in un'eiaculazione "forzata" a causa dell'impatto della punta del pene con il metallo della cerniera del pantalone è iniziata la mia odissea. Dolore alla minzione, con goccioline di sangue che uscivano (per un pò di tempo)  al termine della stessa, forte dolore nella zona del glande, deficit erettile, assenza di polluzioni. Insomma un quadro drammatico. Vado a visita urologica e mi viene diagnosticata, a seguito di ecografia all'addome inferiore, una congestione prostatica, con terapia a base di augmentin e di fortilases per 8 gg. Senonchè la questione non si risolveva, purtroppo, eseguivo una serie di accertamenti (anche analisi del sangue, per valutare anche l'assetto ormonale - tutto nella norma) e delle urine, tampone uretrale - tutti negativi. Cercando di battere tutte le strade possibili ed immaginabili eseguo una visita andrologica, con ecografia del pene in detumescenza,  da cui risulta l'assenza di lesioni (tant'è che l'andrologo mi prescrisse una terapia riabilitativa a base di cialis) e altresì un'uroflussimetria in quanto ho notato che ho urgente necessità di minzione frequente e che il flusso è sottile ed il meato uretrale non si allarga al momento della minzione. Le riporto i risultati dell'esame che magari mi faranno passare per visionario (ma non mi ritengo tale), in quanto sia l'urologo che il medico di famiglia hanno parlato di un risultato "ottimale":

 

tempo svuotamento: 15,4 s.

tempo di flusso: 15,3 s.

tempo al picco max: 9,6 s.

flusso massimo: 33,2 ml/s

flusso medio: 16,9 ml/s

intervalli: 1 volume
svuotato: 258 ml.

 

A seguito della minzione, da indagine ecografica, la vescica risultava completamente svuotata. I medici che mi seguono sono sicuri che non possa esservi ostacolo alla minzione con una flussimetria del genere, ma personalmente noto che il flusso è diverso rispetto a prima dell'incidente, il meato non si allarga più, rimane molto stretto. Che ne pensa dottore? Ad ogni modo l'urologo mi prescrive una cura a base di bactrim forte e topster supposte. Mi controlla le ecografie di reni, vescica e prostata e dice che è tutto ok. In particolare l'ecografia prostatica mostrerebbe un organo scevro da calcificazioni (per guardare le vescichette seminali bisognerebbe fare una eco transrettale di cui il mio urologo non ha affatto ravvisato il bisogno).Avevo ora intenzione di sottopormi a visita dermatologica per sondare eventuali problematiche in tal senso - visto che la cute del glande risulta purtroppo affetta da maggiore secchezza che in passato (anche perchè non v'è più traccia di quel liquido prespermatico che lubrifica il pene - problema della prostata? delle vescichette seminali? 

o un eventuale restringimento ne impedisce la salita?). Dottore in sostanza accuso un dolore nella zona anale, difficoltà erettile (anche quando l'erezione c'è non sento piacere, ma una sensazione di "calore" molto fastidiosa se non dolorosa), diminuzione quantità sperma, consistenza e getto (in sostanza lo schizzo è diventato un'utopia) ed i problemi urinari test menzionati. E' circa un anno che sbatto con questo problema e inizio a pensare che ormai non ci sarà nulla da fare e sarà costretto a rassegnarmi a questo stato di cose.
 


Risposta

 

Una situazione banale che interessa migliaia di persone si sta ingarbugliando, anzi si è complicata a dismisura. Infatti una parte del pene intrappolata nella cerniera dei pantaloni è un evento che ha interessato e interesserà tanti maschi. Si tratta di un evento traumatico che può determinare dolore e a volte la fuoriuscita di poche gocce di sangue… ma tutto si risolve nel giro di pochi giorni. Non è possibile collegare a questo evento tutti gli altri problemi riportati. Le consiglio comunque di rivolgersi ad un andrologo Il dermatologo non si interessa di queste problematiche. Se pensa invece che sia presente una stenosi del meato uretrale a seguito dall’evento traumatico, si rivolga ad un urologo con buona pratica di chirurgia dell’uretra.

Prof Aldo Franco De Rose

Specialista Andrologo e Urologo, Genova – Roma

aldofdr@libero.it

 

 

 
 






 
 
 
 

  



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