Genova Anno VIII - n°47 - 12.09.2011 Pagine Nazionali

del 29/11/2011
Medicina di Coppia: un Nuovo Approccio Medico

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Un gruppo di studio sulla "Medicina di Coppia". Al XVII Weekend clinico della Società Italiana della Riproduzione, l'andrologo Lamberto Coppola, insieme ai medici specialisti Claudio Manna (ginecologo) e Sebastiana Pappalardo (biologa), si è fatto promotore di un team di esperti capaci di trattare la coppia nel suo complesso in modo da analizzare tutte le sfaccettature di patologie dell'apparato sessuale - e non solo - che inevitabilmente incidono sul benessere psicofisico sia dell'uomo che della donna.

 
 

Prof. Lamberto Coppola

"Il gruppo d’interesse S.I.d.R. sulla Medicina di Coppia con competenze fisiopatologiche, andrologiche, urologiche, ginecologiche, sessuologiche e laboratoristiche - ha spiegato Lamberto Coppola - rappresenta oggi uno strumento ideale del ginecologo del terzo millennio che deve ormai uscire dalla sua “Turris Eburnea”, non solo per quanto riguarda le patologie della sfera sessuale e riproduttiva, ma anche nel più delicato campo della prevenzione e della salute della coppia in generale".
E per capire quanto l'analisi, lo studio ma soprattutto l'ascolto delle problematiche della coppia sia necessariamente un discorso che coinvolge al contempo diverse discipline della medicina, il professor Coppola fa alcuni esempi.

"Se prendiamo in considerazione lo spinoso argomento della poliabortività - spiega - bisognerebbe indirizzare il nostro interesse anche alle condizioni di salute e alle abitudini sessuali, alimentari e igieniche del partner maschile. Con quello che viene definito "Buon Senso Andrologico", infatti, si possono evitare tutte le cause estrinseche che determinano la frammentazione del DNA all’interno dello spermatozoo spesso causa di infertilità. Da non dimenticare - prosegue Coppola - l'infezione da HPV (papilloma virus), sappiamo il 30% dei partner maschili ne è portatore con un genotipo diverso per differenza genere e può perpetuarne l'infezione nella coppia. Perché quindi negare questa evidenza e ignorare anche in questo caso la contemporanea diagnosi, tipizzazione e terapia nell’uomo? Eppure la frequenza del tumore del pene sta aumentando. Un’ulteriore osservazione - sottolinea Coppola - va fatta circa la prevenzione di tale infezione anche nell’uomo. E’ stata già ampiamente dimostrata la connessione tra HPV e molte patologie genitali nella donna, ma altrettanto elevata è la prevalenza di infezioni da Papillomavirus nel maschio, associate a lesioni quali verruche e condilomi. Infatti, molti Stati, come per esempio il Messico, l’Australia e l’Austria, si sono adoperati nell’introdurre un programma di vaccinazione per entrambi i sessi, essendo l’uomo un serbatoio dell’infezione. Alla luce di tutto ciò - conclude - la speranza e la necessità di ricercatori e medici mira a migliorare sempre più le conoscenze, la diagnosi e il trattamento di infezioni da Papillomavirus sia nella donna che nell’uomo".
 

 

 






 
 
 
 

  



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