Genova Anno VIII - n°47 - 12.09.2011 Pagine Nazionali

del 28/11/2011
La Contraccezione Maschile è Reversibile

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Prof. Valerio D'Orazi

Come funziona la vasectomia

“La vasectomia è un intervento di semplice esecuzione, sicuro e poco traumatico. Si esegue in anestesia locale attraverso una piccolissima incisione e dopo qualche ora si ritorna a casa con un cerottino posto ai lati della sacca scrotale” spiega il Prof. Valerio D’Orazi, Ricercatore in Chirurgia Generale dell’Università “Sapienza” di Roma e Responsabile della Sezione di Microchirurgia Andrologica della Casa di Cura Fabia Mater di Roma. “Bisogna precisare, però, che l’uomo non diventa sterile immediatamente dopo l’intervento. Il risultato definitivo si ottiene dopo circa 90 giorni e deve essere confermato da almeno 3 spermiogrammi di controllo. Durante questo lasso di tempo è opportuno adottare metodi contraccettivi ausiliari.”

E chi ci ripensa?

È stato osservato che circa il 10% dei soggetti sottoposti a vasectomia, per cause diverse, come ad esempio una nuova relazione sentimentale, decide di tornare indietro, richiedendo la ricanalizzazione dei deferenti.

“A differenza di quanto si possa immaginare, tecnicamente la vasectomia non è irreversibile” illustra il Prof. D’Orazi. Per poter recuperare la fertilità è necessario sottoporsi ad un intervento in tecnica microchirurgica di vaso-vasostomia che consente di ricostruire il dotto deferente sezionato, ricreando un passaggio naturale agli spermatozoi.

“Le percentuali di successo variano a seconda della tecnica di vasectomia utilizzata e in relazione al tempo trascorso dalla procedura di sterilizzazione. Più il tempo passa, più si verificano degenerazioni strutturali dei deferenti che creano condizioni sfavorevoli alla ricanalizzazione” precisa Valerio D’Orazi “Nel corso di questi interventi di microchirurgia ricostruttiva, quindi, è consigliabile effettuare un prelievo di spermatozoi dal testicolo da crioconservare in una banca del seme. Questo accorgimento permette alla coppia di tentare eventuali tecniche di procreazione assistita qualora l’intervento microchirurgico dovesse fallire.”
“Nell’ambito della sessione dedicata alla contraccezione, per la quale si tende a pensare solo al femminile, abbiamo voluto riservare uno spazio al tema della vasectomia per informare la classe medica riguardo questa poco diffusa, ma semplice, sicura ed economica, opportunità contraccettiva”
spiega Prof. Annibale Volpe, Presidente della SIdR e voce autorevole in materia poichè Past-President della Società Italiana della Contraccezione.


 

Andrea Coppola

Un po’ di storia: da punizione ad anticoncezionale

Le differenti tipologie di sterilizzazione esistenti sono distinguibili principalmente in base alla loro finalità. La storia ha spesso documentato il ricorso a forme di sterilizzazione effettuate non per esigenze cliniche o contraccettive, ma inflitte sulla base di diverse motivazioni. Nel passato il termine “sterilizzazione” evocava atrocità e punizioni; si ha notizia di interventi di sterilizzazione punitiva inflitta ai prigionieri politici, comminata come pena verso persone colpevoli di delitti sessuali o prescritta come prevenzione contro criminali recidivi ritenuti pericolosi per la società. Nel 1899, Albert Ochsner, futuro chirurgo all’Università dell’Illinois, pubblicò un articolo dal titolo “Surgical Treatment of Habitual Criminals”, in cui elencava i benefici che la società avrebbe tratto dalla sterilizzazione dei criminali mediante vasectomia. Nella storia più recente, si è poi registrato il ricorso ad una forma di sterilizzazione detta “eugenica” il cui scopo era il miglioramento della “razza” e che è stata condannata come crimine contro l’umanità. La sterilizzazione curativa o terapeutica, tesa cioè a salvaguardare la salute del soggetto, non ha mai suscitato particolari problemi di natura etica. Inoltre, quando il fine perseguito è la regolazione delle nascite o l’impedimento della generazione non dettati da ragioni terapeutiche, si parla di sterilizzazione contraccettiva o anticoncezionale. Quest’ultima è una pratica piuttosto recente che ha cominciato a diffondersi a partire dagli anni ’50 del secolo scorso e si è andata estendendo sempre più rapidamente negli ultimi decenni. Alcuni Stati e organizzazioni internazionali hanno utilizzato questo atto medico per contenere l’incremento demografico in Paesi con elevati tassi di natalità, rendendo questa modalità di sterilizzazione particolarmente diffusa nel sud del mondo, come successe per esempio in India negli anni ’70.
 

 

 






 
 
 
 

  



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