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Prostata ingrossata e disturbi urinari


Gentile Prof. De Rose,

causa disturbi urinari, (getto debole, tempo di attesa prima della minzione un po' lungo, diminuzione del liquido seminale, negli ultimi tempi anche piuttosto consistente, ) mi sono recato da un urologo che dopo visita, riscontrava la prostata ingrossata e si limitava a prescrivermi un antibiotico e un medicinale a base di Serenoa Repens e altri antiossidanti, il Profluss, dandomi appuntamento a un anno dopo per visita di controllo.

Recatomi dal mio medico di famiglia, questi su mia richiesta, mi prescriveva un'ecografia prostatica e vescicale la quale dava la seguente diagnosi:

l'esame ETG eseguito per sovrapubica, evidenzia prostata di dimensioni ai limiti della norma (diam max 55 X 49 X 52 mm circa, LL x CC x AP) ad ecostruttura diffusamente calcifica con presenza di ipertrofia della sua porzione media che determina impronta sul pavimento vescicale. Vescica distesa a pareti ispessite a tipo vescica da sforzo, apparentemente priva di contenuto patologico.
Necessaria correlazione ematochimica.

Ora io vorrei chiedere:
che ne pensa Lei della diagnosi? Non è un po' presto questa condizione per un uomo della mia età? (51 anni?)
secondo Lei è sufficiente la terapia prescrittami dall'urologo o necessita di ulteriori più potenti medicinali? La diminuzione consistente del liquido seminale può dipendere esclusivamente dall'ipertrofia prostatica o possono esserci altre motivazioni?

La ringrazio per la Sua gentile risposta.

 

Marco

 


Risposta
 

I disturbi minzionali da lei riferiti possono dipendere dalla presenza dell'adenoma e dalle infezione della prostata: il medico le ha consigliato l'antibiotico e all'ecografia sono state evidenziate diffuse calcificazioni, segno di pregresse infiammazioni della ghiandola. Se dopo la terapia i disturbi da lei lamentati persistono allora sarebbe opportuno assumere gli alfa-litici, tipologia di farmaci indicati per i disturbi minzionali da adenoma prostatico Riguardo alla riduzione del liquido seminale, questo può dipendere da una parziale ostruzione dei dotti eiaculatori, per presenza di edema oppure di calcificazioni che ostruiscono parzialmente. Raramente anche l'adenoma della prostata può ostruire i dotti eiaculatori e quindi determinare una riduzione della quantità del liquido seminale.

 

Prof. Aldo Franco De Rose

Specialista andrologo e urologo - Genova, Roma

aldofdr@libero.it 

 

 

 
 






 
 
 
 

  



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