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“Vorrei sapere qualcosa sulla cheratosi”


Buongiorno dottore,
Vorrei chiederle un parere sulle Cheratosi.

Ho 68 anni,recentemente ho avuto un asportazione chirurgica di un nodulo crostoso al cuoio capelluto con dimensioni 43x18x7 che dall'esame istologico è risultato essere una Cheratosi Attinica,compresa nei margini di escissione.

Siccome ho ancora alcune macchie sul cuoio capelluto che ad un esame superficiale non presentano ruvidità, chiedo se sia il caso di fare una cura di carattere preventivo con preparati specifici da applicare in loco.
Ultimante mi sono procurato una piccola ferita sul cuoio capelluto,e ho impiegato oltre un mese per guarire,in quanto la crosta che si era = formata non cadeva mai, solo con l'uso di antibiotici sia locali che in forma orale sono riuscito a risolvere questa situazione.

Credo che ciò sia dovuto alla mia cute seborroica che ho sin dall'età giovanile e che tengo discretamente sotto controllo con preparati a base di acido salicilico,che ne pensa? posso fare qualcosa al riguardo?
In attesa di una sua risposta la ringrazio e saluto cordialmente

 

R.P.G.

 


Risposta
 

La cheratosi seborroica è una forma di tumore benigno dell'epidermide, che si manifesta come una macchia brunastra più o meno rilevata sul piano della cute, dalla superficie verrucosa o squamo-crostosa. Colpisce persone di entrambi i sessi intorno ai 40-50 anni. Le cause sono sconosciute, ma esiste una familiarità anche per il loro numero e la loro localizzazione, il che farebbe ipotizzare una trasmissione genetica di tipo autosomico dominante. Non vi sono correlazioni con l'esposizione solare. La cheratosi seborroica si mostra come placche esofitiche, demarcate rispetto all'epidermide e va incontro a differenziazione squamosa dopo infiammazione. Le lesioni sono abitualmente multiple e interessano, in ordine di frequenza, il dorso, i fianchi, l'addome, il collo, il volto e la superficie dorsale delle mani. Non è necessario nessun trattamento. Nel caso in cui fosse necessaria l'asportazione per motivi estetici, si può ricorrere all'asportazione chirurgica, alla diatermocoagulazione o alla crioterapia. Spesse volte a livello del cuoio capelluto assistiamo ad un aumento delle secrezioni sudoripare e sebacee con l’insorgere o l’accentuarsi di fenomeni quali iperidrosi e seborrea vera e propria. In molti soggetti, poi, le stimolazioni stressanti provocano la comparsa di forfora, dermatiti e forme piu' o meno gravi di dermatosi, fenomeni ai quali, molto spesso, si accompagnano pruriti e bruciori. Il cuoio capelluto tende, nei soggetti ansiosi e/o stressati, ad irrigidirsi in quanto le fibre nervose sottocutanee, costantemente attive e sollecitate, stretto contatto con la muscolatura cutanea, agiscono su di essa rendendola rigida e tesa e, a volte, dolente. Ad oggi esistono molti prodotti ma sarebbe meglio che il consiglio terapeutico, se è insoddisfatto delle attuali cure, avvenga dopo una visita dermatologica, sempre da parte dello specialista

Prof Aldo Franco De Rose

Clicmedicina.it

 

 

 
 






 
 
 
 

  



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