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Ho il tumore della vescica e dolori quando vado in macchina


Buon giorno,
ho 73 anni, sono iperteso, ma la mia pressione è sotto controllo grazie all’assunzione quotidiana di una compressa di Plendil 5 mg associata a 25 mg di Atenol.
Da diversi anni sono affetto da ipertrofia prostatica benigna che curo con una capsula di Pradif da 0,4 mg al giorno.
Nel mese di maggio 2010, in seguito a forte ematurie, ho effettuato una visita urologica che, nel corso di ecografia, ha evidenziato una neoformazione vescicale.
Sottoposto a resezione transuretrale il 14 maggio 2010, dopo esame istologico, sono stato dimesso con le seguente diagnosi:
“Carcinoma uroteliale con aspetti papillari di alto grado, infiltrante localmente la tonaca propria (pT1 G3)”
Dall’11 giugno e per sei settimane consecutive, ho effettuato un ciclo di induzione per via endovescicale con Immucyst 81 mg che mi ha provocato alcuni dei previsti effetti collaterali, scomparsi nel giro di 24/36 ore.
In data 7/9/2010, sono stato sottoposto a cistoscopia di controllo, risultata negativa per recidiva neoplastica.
Tuttavia, mi è stato consigliato un ciclo di mantenimento (4°mese) sempre con Immucyst 81 mg da eseguirsi per tre settimane consecutive a partire dal 24 settembre.
A causa di non perfette condizioni di salute (influenza) ho dovuto rinviare la prima induzione al 1° ottobre 2010. La seconda mi è stata praticata regolarmente il 7 ottobre. Nel corso di questa seconda introduzione in vescica, ho avvertito un insolito senso di calore e, da allora, un dolore al pene (soprattutto alla punta e soprattutto nella fase finale della minzione, ma anche negli intervalli con fitte improvvise, in particolare in caso di sollecitazione come ad esempio in automobile su strade dissestate) che non sono più riuscito a debellare in nessun modo.


Ho assunto due dosi di Monuril (il 12 e 13 ottobre).
Il 20 ottobre ho effettuato urinocoltura risultata negativa.
La terza induzione del ciclo, rinviata a causa del mio stato di sofferenza, mi è stata comunque praticata il 22 ottobre.
Dal 29 ottobre e per 8 gg, ho assunto una capsula di Ciproxin 500 due volte al giorno e una di Efferalgan 1000, sempre due volte al giorno.
In data 15 novembre, ho fatto nuovamente l’urinocoltura, risultata negativa.
Nonostante tutto, la sintomatologia dolorosa permane.


Vi chiedo:
1. è possibile che il dolore sia ancora un effetto collaterale del farmaco somministrato in vescica, ormai più di un mese fa?
2. si può ipotizzare un micro-trauma dovuto all’intervento strumentale nel corso della somministrazione? In caso affermativo, esiste un modo per verificarlo?
3. potrebbe essersi instaurata un’infezione? Ma allora, come mai non si riesce ad evidenziarla con l’urinocoltura ed a debellarla con la terapia antibiotica?
4. questi cicli di mantenimento con Immucyst 81, ( ne potrebbero essere previsti ancora al 6°, 12°, 18°, 24°, 30° e 36° mese) sono proprio necessari anche in assenza di neo-formazioni all’atto dei periodici controlli?
Nel ringraziarvi anticipatamente, resto a disposizione per qualunque ulteriore informazione e porgo cordiali saluti.


I.T.

 


Risposta
 

Le somministrazioni endovescicali di Immunocist sono indicate per prevenire la recidiva delle neoformazioni vescicali e quindi sono necessari proprio in assenza di recidive tumorali. Riguardo invece al dolore irradiato alla estremità del pene, alla zona perineale, che si intensifica durante le sollecitazioni di viaggi in macchina, esso può derivare ad una infiammazione della prostata o ad una uretrite da farmaco. In entrambi i casi l'urinocoltura sarebbe negativa, mentre potrebbe essere positiva la spermiocoltura, specialmente nella prostatite Invece la sintomatologia descritta dal gentile signore dipende quasi sicuramente da una prostatite per cui il monuril sarebbe inefficace. Per questo si consiglia il parere di un urologo.
 


Prof. Aldo Franco De Rose

Specialista urologo andrologo, Genova - Roma

aldofdr@libero.it

 

 

 
 






 
 
 
 

  



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