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Dopo la Radio Terapia è iniziata la mia via crucis dei disturbi minzionali


Nel 2001 sono stato operato per una prostectomia radicale. Subito dopo ho iniziato a prendere il Casodex 150, ma il P.S.A. nel 2005 inizia a muoversi da 0.5 a 5.5, i medici mi consigliano di effettuare 32 sedute di radioterapia. Termino a Dicembre del 2005 e da quel momento è iniziato la mia via crucis. Defecazione incontrollata per circa 1 anno, subito dopo alla minzione forti bruciori all'altezza del pene e allo stato attuale vado in continuazione in bagno per la minzione accompagnato da bruciori devastanti. I medici che ho interpellato mi sanno fare solo la diagnosi ma nessuno riesce a trovarmi la terapia adatta per questa devastazione della radio.

L'ultimo esame che devo fare una pet/tac a fine Aprile, ma sarà utile?

Ora caro Prof. mi sono accorto che tutti i medici interpellati sanno parlare solo della malattia ma nessuno parla al cuore. A 62 anni 3/4 di vita l'ho passata potrei accontentarmi, credo che non è giusto nei confronti della mia famiglia.

Nel ringraziarla dell'attenzione che vorrà dedicarmi, la saluto con affetto.

 


Risposta
 

Il tumore della prostata è sensibile alle radiazioni per cui la radioterpia può essere utilizzata come trattamento principale, senza intervento chirurgico, oppure in caso di recidive locali o a distanza, dopo intervento.
Ad oggi i disturbi intestinali e/o della minzione dopo radioterapia sono stati ridotti grazie all’utilizzo di tecniche più sofisticate (IGRT-IMRT con acceleratore lineare o con Tomoterapia, adozione di frazionamenti standard: 1.8-2Gy per frazione). Questo però non ha eliminato del tutto la tossicità acuta e tardiva, la quale si può manifestare anche per il cosiddetto “profilo genetico” individuale di alta radiosensibilità; sembra infatti che alcuni soggetti, più di altri, siano propensi a manifestare il danno da raggi. Quando i disturbi persistono a distanza di tempo, anche dopo terapia medica, bisogna valutare la capacità vescicale, il residuo dopo minzione, ricercare eventuali stenosi dell’uretra o dell’anastomosi uretrocervicale (punto di unione tra vescica e uretra). In questi casi, oltre agli esami colturali (urinocoltura e tamponi uretrali), ecografia apparato urinario, sarebbe consigliabile l’uretrocisitoscopia, che consente di esplorare tutta l’uretra, il canale attraverso cui le urine defluiscono all’esterno, e la vescica. Si potranno quindi somministrare farmaci in grado di diminuire la frequenza minzionale come ossibutinina, trospio, tolterodina, solifenacina e Fesoterodine, da soli o in associazione ad analgesici e terapie antibiotiche. Inoltre, in base alla risposta individuale, in accordo con il singolo paziente, lo specialista potrà suggerire altre terapie specifiche.

Prof. Aldo Franco De Rose
Specialista urologo e andrologo, Genova e Roma
aldofdr@libero.it

 

 

 
 






 
 
 
 

  



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