"L'incontro tra questi due professionisti, Psicologo e
Medico di base, operanti in sinergia all'interno dello
stesso ambulatorio, ha permesso di dar vita a un nuovo e
più efficace approccio alla salute psico-fisica e al
benessere dei pazienti che si rivolgono al Medico di
Base, un approccio che consente di guardare al paziente
nella sua totalità di "persona", con un'ottica
biopsicosociale, per non parlare del notevole risparmio
economico in termini di riduzione della spesa
farmaceutica".
È quanto è emerso da un'interessante sperimentazione che
il Prof. Luigi Solano, docente di Psicosomatica
presso l'Università La Sapienza di Roma, sta conducendo
da ormai dieci anni, sull'attività di collaborazione
professionale tra Medico di Base e Psicologo.
L'Osservatorio Psicologia nei Media ha approfondito
l'argomento pubblicando un'intervista esclusiva, a cura
della Dr.ssa Immacolata Patrone al Prof.
Solano, consultabile in questa pagina sul sito
www.osservatoriopsicologia.it
"Dalla sperimentazione - continua la Dott.ssa
Immacolata Patrone - emerge come sia possibile in
tal modo analizzare la richiesta di aiuto del paziente,
il suo disagio, i suoi sintomi in modo più complesso e
completo, permettendo di valutare e comprendere il
problema che egli porta inserendolo all'interno del suo
contesto ambientale, familiare, lavorativo e relazionale
in generale sia presente che passato e, all'interno
della specificità della fase di vita che sta
affrontando. Tutto ciò ha consentito di individuare alle
origini un disagio che richiedeva un'assistenza
psicologica, di prevenire un eventuale peggioramento
dello stato psicofisico generale dei pazienti, di
orientare verso un aiuto specialistico coloro che
avevano bisogno di tale sostegno, in sintesi di
incanalare nella giusta direzione e con la giusta
modalità una domanda che necessitava d'intervento
psicologico e che molto probabilmente non avrebbe avuto
risposta, a causa del pregiudizio sociale che ancora
grava sulla professione di Psicologo".
Un tema molto attuale quello dell'integrazione tra le
due figure, tanto che una recente Proposta di Legge, la
n.3215 della Camera dei Deputati intende istituire la
figura professionale dello Psicologo di Base
convenzionato con il servizio sanitario nazionale (SSN).
"La possibilità che la figura dello Psicologo possa
integrarsi a quella del Medico di base anche alla luce
della sperimentazione cui si è fatto cenno - afferma
per l'Osservatorio Psicologia nei Media il Dr. Davide
Lacangellera Psicologo e Giornalista - credo
rappresenti un'importante risposta all'esigenza dei
cittadini di risposte adeguate e specifiche ai bisogni
di salute psico-fisica. Si tratterebbe di mettere in
sinergia le competenze specifiche, diffondendo quindi
una nuova cultura della psicologia intesa come
un'esigenza sociale, oltre che un essenziale strumento
non solo di intervento sul disagio e di prevenzione del
disagio stesso. È rilevante il fatto che alcune ricerche
evidenziano che oltre il 40% delle persone che tentano
il suicidio, nelle settimane precedenti all'atto entrano
in contatto con il Medico di Medicina Generale lanciando
segnali di allarme sul proprio disagio psicologico, che
non vengono considerati. Risulta evidente quindi come le
competenze specifiche dello Psicologo, volte a cogliere
le situazioni di disagio e capirne le cause
accompagnando allo stesso tempo la persona verso la
scoperta di adeguate risorse utili a superarle, siano
quanto mai indispensabili in un percorso di cura
complessivo della persona".
"Come suggerisce il Prof. Solano, è necessario
dare a questa figura una sua dignità ed autorità
professionale - aggiunge la Responsabile Editoriale
dell'Osservatorio Psicologia nei Media, Dr.ssa Sara
Ginanneschi, Psicologa e Psicoterapeuta - Sarà
essenziale riconoscere allo psicologo la piena autonomia
professionale, anche se coordinata in questa équipe
duale, ma anche prevedere una sua formazione specifica e
specialistica. La proposta di Legge n.3215 dovrebbe
quindi prevedere come parte fondamentale la selezione di
un certo tipo di professionista, non solo laureato in
Psicologia, ma che abbia maturato, anche attraverso
formazione specifica, capacità specialistiche in ambito
della psicodiagnostica, nel senso più ampio di questo
termine perché, come suggerisce il Prof. Solano, sia in
grado di accogliere e riconoscere il paziente con
disagio, piuttosto che quello affetto da patologia
conclamata, al fine eventualmente di poterlo indirizzare
al servizio più pertinente, psicoterapeutico o
psichiatrico che sia".
"A margine dell'interessante sperimentazione del
prof. Solano - interviene la Dr.ssa Gabriella
Alleruzzo, psicologa e psicoterapeuta Responsabile
dell'Area Video dell'Osservatorio Psicologia nei Media -
mi piace ricordare che una decina di anni fa
partecipai a un progetto di affiancamento dello
psicologo al medico di base nell'Ambulatorio Immigrati
aperto dall'A.S.L. n.1 Triestina. La richiesta di
collaborazione arrivò alla SIPEM FVG (Società Italiana
di Psicologia dell'Emergenza del Friuli Venezia Giulia)
dai medici che avevano già avviato l'ambulatorio, e un
gruppo di noi, specificamente formati, aderì al
progetto. In quel contesto era molto improbabile che gli
utenti potessero formulare esplicitamente la richiesta
di parlare con un psicologo, anche per differenze di
tipo culturale, ma era molto chiaro che la sofferenza di
tipo fisico offerta riceveva una risposta medica
inappropriata. Il progetto durò un anno e si concluse
con buoni risultati e apprezzamento reciproco tra gli
operatori. Ritengo che sarebbe interessante applicare la
metodologia utilizzata dal prof. Solano anche in
contesti di questo tipo."