Gentilissimo Dott. De Rose,
mio marito (anni 62) da un anno circa ha il psa
oscillante tra i 5 e i 6. L'eco TR e la visita urologica
TR non hanno segnalato nulla di anomalo ma gli è stata
comunque richiesta una biopsia prostatica (questo perchè
4 anni fa, in fase di resenzione parziale della prostata
per IPB sono stati trovati alcuni focolai
piccolissimi(0,7), GS 3+2. Ora alla biopsia stiamo
cercando un'alternativa meno invasiva.
Ho trovato su internet il suo articolo sull'EPCA-2.
Sono passati quasi due anni da quando l'ha pubblicato e
vorrei sapere se oggi è possibile effettuare questo test
in Italia.
In alternativa, come considera il test PCA3? So che
quello si può fare in Italia, c'è molta differenza tra i
due test?
Ha altri consigli da darci?
So che la diagnosi del cancro alla prostata è molto
difficile....
Grazie mille per la sua disponibilità
Distinti saluti
MG
Risposta
Oltre al PSA, l’unico esame disponibile in Italia e nel
mondo è il PCA3: Quando lo studio era nella fase
sperimentale, qualche anno addietro, si è parlato di
PCA2, in verità, poi la tecnologie e le successive
ricerche hanno puntato l’attenzione sul PCA3. Nel caso
specifico di suo marito però credo che il problema sia
marginale in quanto esiste già una diagnosi di tumore
prostatico, anche se si tratta di un tumore incidentale.
Il suo urologo dovrà decidere se trattarlo. E oggi il
dosaggio del PCA3 risulterebbe sicuramente alterato. Il
PCA-3 è un gene specifico della prostata ed è
sovraespresso nel 95% dei casi di cancro a carico di
questa ghiandola. Questo significa che più alto è il
livello di PCA-3 presente nelle urine, più alta è la
probabilità di una biopsia positiva, poiché questa
proteina si concentra in quantità molto più elevate nel
tessuto canceroso rispetto al tessuto sano.
L’esame viene eseguito su urine raccolte in seguito a
esplorazione rettale e fornisce informazioni aggiuntive
che il PSA, il marcatore più noto per questo tipo di
diagnosi, non può dare. Ad esempio, al di sopra di certi
valori può segnalare il rischio di una forma localmente
avanzata del tumore con superamento della capsula
prostatica: in alcuni casi, è utile quindi anche per
prevedere l’aggressività del tumore. La cui presenza, è
bene precisare, va confermata sempre con una biopsia.
Grazie per l’attenzione.
Prof. Aldo Franco De Rose
Specialista urologo e andrologo, Genova e Roma