Dottoressa, le scrivo
per parteciparle un mio disagio ed una mia difficoltà.
Soffro di depressione, ansia e di attacchi di panico. Da quasi un anno,
la mia vita è diventata un inferno, perché non riesco a frequentare
luoghi chiusi, affollati, a percorrere autostrade o percorsi lunghi,
senza qualcuno che mi accompagni, vengo colta da tremori, sudorazione,
fame d’aria, paura e paura della paura che mi paralizza, riducendo di
moltissimo tutte le mie attività.
Da sei mesi, assumo una terapia farmacologica, somministrata da un
neurologo, che ha alleviato la mia sofferenza, consentendomi, di
accompagnare le mie figlie a scuola(piacere che avevo ormai perduto), la
vita sociale rimane ancora compromessa.
Adesso le difficoltà sono altre, non riesco più a fare l’amore con mio
marito, non ne ho assolutamente voglia e, quando mi costringo, per
renderlo felice non raggiungo l’orgasmo, mi distraggo, lo inseguo, ma
niente da fare. Lei capirà, quale disagio è per mio marito e me, lui si
sente inadeguato ed io nervosa e disperata, più di prima.
Mi aiuti la prego.
Un caro saluto.
Risposta
Gentile e cara Signora,
la Sua storia è complessa e, credo con matrici antiche,
meriterebbe un’attenta valutazione psicologica.
L’ansia, la depressione, gli attacchi di panico, sono la
manifestazione visibile e quantizzabile che qual cosa
nel profondo non và bene, il Suo corpo Le chiede di
essere ascoltato e,soprattutto, di essere decodificato.
La terapia farmacologica, di cui Lei mi ha scritto, è un
ottimo ausilio al Suo disagio, ma come tutte le terapie
per le sofferenze dell’anima, sono esclusivamente
sintomatiche, cioè funzionano fino a quando Lei le
assumerà, quando smetterà i farmaci, nel tempo, i
sintomi si riproporranno, a volte in altre vesti.
Dovrebbe seguire un approccio “combinato”, cioè farmaci
associati ad una psicoterapia:
i farmaci le riducono la sintomatologia, le sedute
lavorano sulle cause del Suo disagio, affinché possa
essere decodificato e non appartenere più al Suo
quotidiano.
Per quanto riguarda la Sua sessualità, dovrebbe
effettuare una “diagnosi psico-sessuologica”, da un
sessuologo clinico, che sia anche psicoterapeuta,
potrebbe essere pregressa alla terapia farmacologica ed
amplificata dalla stessa.
Sarebbe opportuno investigare la cause associate all’anorgasmia
(mancanza di risposta orgasmica) e le cause associate al
calo del desiderio sessuale.
Cara Signora, tenga presente che la terapia
farmacologica, ha come effetto collaterale, la
temporanea compromissione della vita intima, rendendola
difficoltosa e spesso anorgasmica.
Se dovesse andare in trattamento da uno psicoterapeuta,
che sia anche sessuologo clinico, lavorerà insieme a
lui, sulla Sua sessualità; sono certa, che trarrà nuova
linfa per il Suo erotismo e per il Suo matrimonio.
Auguri.
Valeria Randone