Ogni
anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture
vertebrali causate da osteoporosi. Basta spesso un gesto
innocuo - un peso sollevato distrattamente o un
movimento brusco - a far sì che possano provocarsi
cedimenti o collassi di un corpo vertebrale, con
conseguenti fratture dolorose, che provocano cambiamenti
nell’aspetto e nella postura, mal di schiena e
limitazioni nella mobilità. L’osteoporosi si manifesta
con un andamento cronico e con una elevata
predisposizione alle fratture in quanto l'osso
diminuisce di consistenza, diventa poroso e quindi
fragile. Il progressivo invecchiamento della
popolazione, specie nei Paesi più sviluppati, unito alle
aumentate esigenze funzionali, fanno sì che le
problematiche mediche legate alle patologie della
colonna vertebrale, in vertiginoso aumento, siano
diventate uno dei principali problemi a cui devono far
fronte le persone anziane.
“Gli schiacciamenti vertebrali, pur potendosi
riscontrare anche nei pazienti giovani, sono tipici
nelle persone che hanno superato i 65 anni d’età,
soprattutto donne: si tratta di una condizione che, a
causa dell’invecchiamento della popolazione, arriva
sempre più spesso all’attenzione clinica. Nei casi di
improvviso e acuto dolore al rachide, i pazienti devono
essere sottoposti immediatamente ad esame radiografico
poiché è forte il sospetto di un crollo vertebrale –
ha dichiarato il Dottor Stefano Astolfi,
direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale
dell’Ospedale San Carlo di Nancy - Il crollo è la
classica manifestazione della demineralizzazione ossea
tipica dell’età avanzata e si estrinseca con un
cedimento strutturale in altezza di uno o più corpi
vertebrali. Oggi – continua il dottor Astolfi
- è possibile trattare tali sempre più frequenti
patologie mediante moderne tecniche chirurgiche
minivasive percutanee come la cifoplastica con
palloncino che consiste nell’introduzione attraverso il
peduncolo vertebrale di un cemento acrilico a presa
rapida, con la possibilità di una espansione del soma
vertebrale mediante apposito palloncino. Questa tecnica
è stata ideata per ridurre prima e stabilizzare poi la
frattura in modo controllato, correggere ove possibile
le deformità della colonna vertebrale, prevenire
l’insorgere di nuove fratture, alleviare il dolore in
modo rapido e prolungato e migliorare la qualità della
vita del paziente”.
Presso l’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale
dell’Ospedale San Carlo di Nancy, l’equipe chirurgica
ortopedica diretta dal Dottor Stefano Astolfi
esegue di routine numerosi trattamenti di cifoplastica,
su una casistica personale che comprende ormai oltre 580
procedure eseguite su 350 pazienti affetti da crolli
singoli o multipli del tratto dorsale e lombare della
colonna vertebrale
“La caratteristica che rende unica la cifoplastica
rispetto ad altri interventi chirurgici – spiega il
dottor Astolfi - è l’uso di un “palloncino”
che, oltre a stabilizzare la frattura, può essere in
grado di ripristinare l’altezza del corpo vertebrale e
correggere così la deformità angolare. La cifoplastica
con palloncino è diventata la tecnica d’elezione per le
fratture da compressione, grazie agli alti benefici che
si ottengono a fronte di un basso rischio chirurgico in
mani esperte, ovvero risoluzione immediata del dolore,
recupero in tempi brevi della mobilità ed eliminazione
del busto, poco tollerato in genere dai pazienti
anziani”.
La cifoplastica con palloncino è un intervento della
durata di circa mezz'ora che viene eseguito in anestesia
locale o generale, a seconda del paziente. Il palloncino
viene inserito per via percutanea e, una volta gonfiato,
può addirittura risollevare la vertebra fratturata
restituendole la morfologia originale. A questo punto,
si procede con l'inserimento di un cemento che può anche
essere osseo, biologico, totalmente riassorbibile. Dopo
l'intervento, il paziente rimane in osservazione per
qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono
nell'immediato. I vantaggi correlati a questa tecnica
chirurgica sono numerosi: dalla rapidità con cui viene
restituita la mobilità al paziente, ai notevoli risparmi
economico-sociali rispetto alle cure tradizionali.
Vengono infatti evitati i costi di ospedalizzazione,
riabilitazione e cura farmacologica del dolore.
Finora, in tutto il mondo, sono state trattate con la
tecnica della cifoplastica con palloncino più di 600.000
fratture su oltre 450.000 pazienti. Secondo un recente
Studio pubblicato nel febbraio 2009 su The Lancet che ha
coinvolto 300 pazienti di 21 centri clinici di otto
Paesi, i pazienti sottoposti alla cifoplastica con
palloncino, a un mese dall’intervento, hanno
manifestato, rispetto a coloro che hanno ricevuto solo
trattamenti conservativi, un miglioramento più marcato
con un recupero più rapido della funzionalità e della
mobilità e una maggiore riduzione del dolore. Benefici
che si sono mantenuti costanti sull’arco di 12 mesi. La
frequenza di effetti avversi non ha presentato
differenze fra i gruppi. Come confermato dalle
radiografie effettuate a un anno di distanza, la
cifoplastica con palloncino non ha comportato un aumento
significativo di nuove fratture vertebrali rispetto al
gruppo di controllo.