Il
peperoncino abbassa la pressione arteriosa e risulta quindi benefico per
il cuore. Dunque un'altra attività benefica che si va ad aggiungere alle
già conosciute proprietà del peperoncino: digestivo, antinfiammatorio,
anticatarrale. Ora gli scienziati cinesi ritengono di poter aggiungere
anche che fa bene al cuore.
Il peperoncino sarebbe, per adesso sui topi, la risposta all'emergenza
pressione alta, primo fattore di rischio cardiovascolare.
Fra le sostanze più abbondanti nel piccante alimento c'è la capsaicina
che avrebbe effetti antipertensivi e non solo.
L'azione antisclerotica e anestetica del peperoncino è stata osservata
da moltissimi anni e anche recenti studi condotti in Giappone,
confermano che la capsiacina, il principio attivo del peperoncino, abbia
sul sangue una azione fibrinolitica e anche anestetizzante sul corpo.
inoltre è una pianta "miracolosa", dispensatrice di vitamina c e
potassio dalle proprietà antibatteriche e antiossidanti.
Secondo la letteratura scientifica la capsaicina, l’alcaloide principale
responsabile della sensazione di piccante prodotta dai peperoncini,
sarebbe in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata
a innescare il processo di apoptosi, ossia un particolare programma di
autodistruzione presente nelle cellule. La scoperta è riportata sul
Cancer Research, in un articolo firmato da Sören Lehmann del
Cedars-Sinai Medical Center. Nel topo la capsaicina è in grado di
indurre l’apoptosi di circa l’80 per cento delle cellule tumorali, e ha
mostrato di avere un elevato potere anti-proliferativo anche su colture
in vitro di cellule tumorali umane.
Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi corrisponderebbe,
per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di capsaicina, a sua
volta pari al consumo di tre-otto peperoncini della varietà habañera,
considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di capsaicina può
infatti variare notevolmente a seconda del singolo frutto, oltre che
della varietà. Per valutare la piccantezza dei peperoncini si utilizza
la “scala di Scoville”, in base alla quale un peperoncino comune ha un
punteggio di 5000 unità, il peperoncino calabrese arriva alle 15.
Insomma oltre a toglierci il buon gusto del peperoncino gli urologi
vogliono “sospendere” anche le cure naturali di prevenzione per il
tumore della prostata.
Aldo Franco De Rose*
*Specialista Urologo e Andrologo
Clinica Urologica Genova