Genova Anno VII - n°42 - 19.07.2010 Pagine Nazionali

del 05/08/2010

Il peperoncino combatte la pressione alta e il tumore alla prostata


Aldo Franco De Rose* - afdr@clicmedicina.it

Il peperoncino abbassa la pressione arteriosa e risulta quindi benefico per il cuore. Dunque un'altra attività benefica che si va ad aggiungere alle già conosciute proprietà del peperoncino: digestivo, antinfiammatorio, anticatarrale. Ora gli scienziati cinesi ritengono di poter aggiungere anche che fa bene al cuore.
Il peperoncino sarebbe, per adesso sui topi, la risposta all'emergenza pressione alta, primo fattore di rischio cardiovascolare.
Fra le sostanze più abbondanti nel piccante alimento c'è la capsaicina che avrebbe effetti antipertensivi e non solo.
L'azione antisclerotica e anestetica del peperoncino è stata osservata da moltissimi anni e anche recenti studi condotti in Giappone, confermano che la capsiacina, il principio attivo del peperoncino, abbia sul sangue una azione fibrinolitica e anche anestetizzante sul corpo. inoltre è una pianta "miracolosa", dispensatrice di vitamina c e potassio dalle proprietà antibatteriche e antiossidanti.


Secondo la letteratura scientifica la capsaicina, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di piccante prodotta dai peperoncini, sarebbe in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata a innescare il processo di apoptosi, ossia un particolare programma di autodistruzione presente nelle cellule. La scoperta è riportata sul Cancer Research, in un articolo firmato da Sören Lehmann del Cedars-Sinai Medical Center. Nel topo la capsaicina è in grado di indurre l’apoptosi di circa l’80 per cento delle cellule tumorali, e ha mostrato di avere un elevato potere anti-proliferativo anche su colture in vitro di cellule tumorali umane.
Secondo Lehmann la dose somministrata ai topi corrisponderebbe, per una persona di 90 chili, a 400 milligrammi di capsaicina, a sua volta pari al consumo di tre-otto peperoncini della varietà habañera, considerati i più piccanti del mondo. Il contenuto di capsaicina può infatti variare notevolmente a seconda del singolo frutto, oltre che della varietà. Per valutare la piccantezza dei peperoncini si utilizza la “scala di Scoville”, in base alla quale un peperoncino comune ha un punteggio di 5000 unità, il peperoncino calabrese arriva alle 15.
Insomma oltre a toglierci il buon gusto del peperoncino gli urologi vogliono “sospendere” anche le cure naturali di prevenzione per il tumore della prostata.
 

 

Aldo Franco De Rose*
*Specialista Urologo e Andrologo
Clinica Urologica Genova

 

 

 






 
 
 
 

  



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