Genova Anno VII - n°42 - 19.07.2010 Pagine Nazionali

del 29/07/2010

L’istruzione diminuisce la demenza. Sviluppato test cognitivo per diagnosi precoce


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Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Brain più si è istruiti è meno si rischia la demenza "Ricerche precedenti hanno dimostrato che non c'e' un rapporto 'uno a uno' tra la demenza e i cambiamenti visti nel cervello dopo la morte", ha spiegato Hannah Keage, dell'università inglese di Cambridge, "una persona può mostrare grandi modifiche cerebrali e un'altra piccole, ma entrambe avere la perdita di capacità cognitive. In questo studio i ricercatori hanno analizzato i cervelli di 872 persone che prima di morire avevano compilato un questionario sull’istruzione ricevuta. La ricerca ha dimostrato che persone con diversi livelli di formazione hanno patologie cerebrali simili, ma quelli più istruiti sono capaci di compensare gli effetti della demenza".

 


Test cognitivo

Secondo un articolo pubblicato su BMJ. 2009 (338: b2030 e b1176) è stato sviluppato un nuovo test cognitivo rapido che valuta 10 abilità e rileva il 93 percento dei casi di morbo di Alzheimer: tale test rappresenta uno strumento potente e valido per lo screening della malattia. Se il paziente completa il test in sala d'aspetto supervisionato anche dal solo personale di segreteria, esso può essere valutato ed analizzato dal medico nel giro di due minuti, ma se c'è tempo durante la visita di osservare il paziente mentre compila il test, anche questo può aiutare nella diagnosi. Con una semplice istruzione di 10 minuti ed una tavola dei punteggi, anche il personale infermieristico senza alcuna esperienza nel campo è in grado di valutare il test con la stessa accuratezza di uno specialista. Il test inoltre si è dimostrato notevolmente più sensibile del Mini-Mental State Examination in questa popolazione di pazienti.

 


La malattia di Alzheimer (Alzheimer’s disease – AD)

E' stata descritta per la prima volta nel 1906 dal neuropatologo Alois Alzheimer (1863-1915) durante la Convenzione psichiatrica di Tubingen, nella quale presentò il caso di una donna di 51 anni affetta da una sconosciuta forma di demenza. Ma solo nel 1910 la malattia ebbe un nome, grazie a Emil Kraepelin, il più famoso psichiatra di lingua tedesca dell'epoca che ripubblicò il suo trattato "Psichiatria", nel quale definiva una nuova forma di demenza scoperta da Alzheimer, chiamandola appunto malattia di Alzheimer.
 

 

 






 
 
 
 

  



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