Ho venti anni e sono
disperato. All’età di diciassette anni, ho avuto il mio primo rapporto
sessuale, consumatosi in fretta , che mi ha regalato una figuraccia.
Il secondo, da li a breve, è andato altrettanto male, ho avuto
l’erezione, ma subito dopo, l’ho perduta e, niente è servito affinché
ritornasse…., mi sono talmente angosciato e depresso, che ho ridotto di
molto la mia vita sociale e, soprattutto sessuale.
Quando sono da solo, con le mie fantasie e pensieri o, con l’ausilio di
internet( siti pornografici, chat…),tutto funziona bene, ma quando tento
di avvicinarmi, per prova ad una ragazza, niente da fare.
Lo scorso anno, essendomi innamorato, andai dal mio generico, che mi ha
prontamente prescritto il Viagra, che assumo stabilmente ogni volta che
sono con la mia fidanzata.
Le chiedo, può farmi male per tutto questo tempo, potrò farne a meno
quando deciderò di smettere?
Cosa posso fare ancora?
Aspetto un suo prezioso consiglio.
Grazie
Risposta
Gentile e giovane ragazzo,
leggo nel Suo scrivere una grande paura, sia per il
presente che per il futuro, relativo alla Sua
sessualità.
Il Viagra, così come le altre “ pillole dell’amore”,
funzionano tutte e molto bene, sia in caso di deficit
erettivo primario , sia secondario, sia che sia di
eziologia organica, sia psichica,che mista.
Lei è veramente molto giovane ed è impensabile
medicalizzare la Sua sessualità,inoltre per così tanto
tempo. La terapia orale per il deficit erettivo, in
special modo nei casi come il Suo, serve per
dcondizionare il circolo vizioso correlato all’ansia ed
al d.e., ma va sempre associata ad un percorso di
terapia sessuologica,che lavora sulle cause della
disfunzione.
I farmaci inoltre, non sono curativi, ma sono
sintomatici, cioè funzionano fino a quando Lei li assume
e, valutata la Sua giovane età, non può dipendere a
lungo da loro.
Caro ragazzo, questi farmaci, se non inseriti in un
protocollo terapeutico , che contempli la terapia
sessuologica, possono creare dipendenza psicologica,
cioè la paura di non funzionare più bene sessualmente,
senza l’assunzione della terapia orale.
Per quanto riguarda l’autoerotismo, i meccanismi fisici
e psichici, sono totalmente differenti da quelli di una
“relazione”, Lei è solo con le Sue fantasie, senza
ansie, paura, pressioni psicologiche e, soprattutto
senza il corpo della partner.
Vada da un sessuologo clinico, con il quale effettuare
una scrupolosa “diagnosi psico-sessuologica”, della Sua
difficoltà sessuale, al fine di una successiva terapia
psico-sessuologica, mirata alla “riabilitazione” dalla
Sua sessualità e della Sua vita intima.
Dottoressa Valeria Randone