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Tradimento, separazione e disperazione


Gentile Dottoressa,
corro il rischio di sembrarle stupida e puerile, ma da quando ho scoperto il tradimento di mio marito, non vivo più: mi sono smagrita, non dormo, non riesco più ad occuparmi dei miei figli e, non faccio altro che pensare a lui, magari con lei in maniera ossessiva, senza sosta alcuna.
Mi sto distruggendo.
Stavamo insieme da vent’ anni, io ne avevo soltanto sedici e lui diciassette, il nostro matrimonio andava bene (così credevo), i figli, gli impegni di lavoro, le famiglie d’origine molto presenti e richiedenti, ma questo non aveva rappresentato un problema per noi.
La nostra vita sessuale, negli ultimi anni si era un po’ sopita, due figli, uno dopo l’altro, tanta stanchezza, tanti sacrifici, mi sembrava normale.
Mi faccia capire, per favore, rischio di impazzire, inoltre non immagino, né la mia vita senza di lui, né la vita dei miei figli con lui, senza di me.


Aspetto un suo prezioso suggerimento.

 


Risposta
 

Cara e gentile Signora,
leggo la Sua disperazione ed il Suo dolore e, soprattutto il bisogno di verità, di sapere cosa è accaduto realmente tra di Voi.
Mi sento prontamente di rassicurarLa, circa un mio possibile giudizio morale o di tipo valutativo, non appartiene a chi svolge la mia professione, caratterizzata invece dall’ascolto del mondo dell’altro, senza commenti, suggerimenti o critiche.
Quando si vive un tradimento, le ferite procurate sono profonde e destruenti e, danneggiano fortemente i nuclei più profondi, quelli associati all’autostima ed al narcisismo .
Da quanto leggo di Voi, la Vostra relazione nasce con Voi, senza che nessuno dei due, si sia sperimentato al di fuori dei confini geografici del matrimonio.
Quando si sta insieme da piccoli, spesso la coppia viene caratterizzata da un processo di “fusione”, di “simbiosi” con il mondo dell’altro, senza distinguerne più i confini.
Il dolore che Lei prova è dato dalla “lacerazione”, non dalla separazione da Suo marito.
Il quotidiano, convulso, all’insegna della fretta e dell’urgenza, con un’infinità di cose da fare, spesso uccide l’erotismo, che diventa quasi ginnico, scevro da fantasie e, soprattutto spazio mentale per la sessualità.
Quando, la vita sotto le lenzuola, langue, solitamente, qualche altra difficoltà offusca ed ingombra la serenità sessuale, creando uno spiacevole e preoccupante calo del desiderio sessuale.
Credo, cara Signora, che un solo tradimento, non possa mettere a repentaglio un legame così importante come il vostro, va però attenzionato e decodificato, per trovare nuova linfa, rivisitando quello che nel tempo, vi ha allontanato.
RivolgeteVi ad un terapeuta della coppia, Vi prenderà in carico, dipanerà la matasse emotiva,che vi ha condotto a ciò e, lavorerà con e per la Vostra coppia, creando spazi sani ed indispensabili, per una comunicazione emozionale e non esclusivamente funzionale e di servizio( figli,casa, famiglia, spesa, lavoro…)..
L’eventuale fine della coniugalità ,inoltre non corrisponde alla fine della genitorialità.
Comprendo la Sua rabbia, ma la genitorialità sarà un legame che vi accompagnerà per sempre, nell’educazione, guida ed, accudimento dei Vostri figli.
Un caro saluto.


Dottoressa Valeria Randone
 

 

 






 
 
 
 

  



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