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Un marito confuso: “vado con le prostitute”


Gentile dottoressa Randone,
sono un uomo mediamente giovane, non brutto, colto, soprattutto coniugato e, direi serenamente. Le scrivo per parteciparLe un mio momento di confusione, tra quello che credo di desiderare e, quello che in realtà faccio abitualmente.
Da circa tre anni, a seguito di un trasferimento lavorativo, ho iniziato a frequentare stabilmente delle prostitute, donne molto belle, riservate e disponibili, con le quali, trascorrevo almeno due o tre sere la settimana.
Vivere queste abitudini, lontano da casa, mi faceva sentire quasi autorizzato, in quanto la lontananza di mia moglie giustificava i miei sensi di colpa e la mia astinenza sessuale.
Adesso, sono rientrato a casa a tempo pieno ed oserei dire che non ho più scuse. In realtà, non sono riuscito a cambiare le mie, forse poco ortodosse frequentazioni: continuo a ricrearmi quello spazio riservato di piacere con donne a pagamento!
Mi sento molto confuso e, vorrei un suggerimento da Lei.
Grazie ancora.
Vittorio.

 


Risposta

Gentile Signore,
il rapporto con la sessualità a pagamento segue altri percorsi esperenziali, che poco hanno a che fare con il reale desiderio ed appagamento sessuale. L’atto di pagare una donna, sancisce una deresponsabilizzazione delle possibili richieste sessuali, è una sorta di contratto a termine( senza complicanze emozionali, spesso consequenziali ad un possibile tradimento), ed inoltre dal punto di vista simbolico, ripristina il “potere” sessuale, che gli uomini hanno smarrito all’interno del rapporto di coppia ortodosso.
Dovrebbe interrogarsi sulle dinamiche del suo attuale rapporto di coppia, sulle reali caratteristiche del suo matrimonio e della sessualità coniugale, tra possibili censure, conflittualità, lotte di potere e denaro.
Probabilmente quello che ricerca in altri talami, sigillati dal pagamento, sono la concretizzazione di quello che viene a mancare all’interno di quello principale ; un’altra caratteristica da non sottovalutare è l’accondiscendenza, la tolleranza e la totale assenza di giudizio delle donne a pagamento.
Auguri


Dottoressa Valeria Randone
 

 

 






 
 
 
 

  



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