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Incontinenza dopo prostatectomia radicale


Nel 2000 all'età di 61 anni sono stato operato di prostatectomia radicale un anno dopo essere stato sottoposto a TURP e terapia ormonale con Casodex.
Dopo 2 anni dietro consiglio di un altro medico di altra struttura famosa nella mia città mi viene consigliato un ciclo di radioterapia per sicurezza e Casodex per un altro anno.

Ora dopo le visite di controllo eseguite in questo periodo di 5 anni é stato tutto perfetto tranne un incontinenza che si verifica andando in bicicletta o di notte se tardo ad andare in bagno oppure al termine della minzione ho uno sgocciolamento.

Dopo altri esami mi è stata prescritta una cura di Detrusitol 2mg ,ora essendo inutile mi è stato consigliato un piccolo intervento.
.Esame Isto-citopatologico Adenocarcinoma prostatico Gleson score 3 4 Intervento, Prostatectomia Radicale nerve sparing ,linfoadenectomia pelvica.


Risposta

L’ incontinenza urinaria dopo prostatectomia radicale, a 12 mesi dall’intervento, ha una incidenza attorno al 5% e, a secondo della gravità, richiede un trattamento differente.
Nei casi lievi viene consigliata la riabilitazione perineale e/o l’assunzione della duloxetina, l’unico farmaco indicato per l’incontinenza urinaria da sforzo; per le forme più gravi si dovrà ricorrere alla terapia chirurgica. Escludendo le iniezioni periuretrali, vicino allo sfintere, di vari materiali biologici e sintetici, inerti e anallergici, che avrebbero solo un effetto temporaneo, oggi, in molti casi, si preferisce lo sling bulbo-uretrale InVance. Lo sling (che vuol dire amaca) in realtà è una bendarella che costituisce un piano di appoggio contro il quale viene a comprimersi l’uretra durante uno sforzo, impedendo in tal modo la fuoriuscita di urina. Con il sistema InVance Male Sling è possibile oggi trattare l’incontinenza maschile da sforzo in regime di day surgery evitando lunghe degenze in ospedale. Esistono poi le protesi regolabili pro ACT (Adjustable Continence Therapy) che agiscono con lo stesso meccanismo delle sostanze iniettabili, con il vantaggio però di poter regolare il grado di compressione dell’uretra.
Nei casi di incontinenza grave il trattamento di scelta rimane il posizionamento di uno sfintere urinario artificiale tipo AMS 800. Questo dispositivo è composto da una cuffia circolare che avvolge l’uretra chiudendola, da un serbatoio posizionato in addome che serve a trasferire il liquido presente nella cuffia per consentire la minzione, e un dispositivo di attivazione (pompa) che apre lo sfintere posizionato nello scroto.


Aldo F.d. R.
 

 

 






 
 
 
 

  



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