Genova Anno VII - n°40 - 18.01.2010 Pagine Nazionali

del 03/03/2010

Cuore non sicuro negli stadi europei


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Defibrillatori spesso assenti, anche negli impianti a maggiore distanza dall’ospedale, carenza di personale qualificato. Mancano programmi di training per la rianimazione cardiopolmonare nel 35% dei casi e un club su 4 non ha procedure di formazione specifiche per il personale. Sono queste le principali criticità emerse da una ricerca pubblicata sull'European heart journal.


Lo studio è stato condotto su 187 stadi di 10 diverse nazioni europee, Italia compresa, nella stagione calcistica 2005-2006. Per tutti questi motivi gli stadi di calcio europei sono ancora scarsamente attrezzati per far fronte a un'emergenza cardiaca. E i risultati evidenziano come quasi il 30% degli stadi non abbia defibrillatori, mentre il 36% dei club non ha piani di azione scritti per fronteggiare eventuali emergenze.. Addirittura, tra gli stadi a una distanza dall'ospedale più vicino superiore ai 5 minuti, il 25 per cento non ha un defibrillatore. A livello europeo, va ricordato, la responsabilità dei club è rilevante, giacché in molti casi sono loro stessi i proprietari degli impianti.

 

Nell'intera stagione presa in esame, nessun giocatore è stato vittima di infarto, mentre 77 casi si sono verificati tra gli spettatori, per un'incidenza pari a (1/589.000).

 

fonte foto: www.puntosport.net

 

 

 






 
 
 
 

  



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