Genova Anno VII - n°40 - 18.01.2010 Pagine Nazionali

del 01/03/2010

2015: uno su due sarà allergico


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

In Europa più di 80 milioni di persone soffrono di patologie allergiche. In base agli indici di crescita si stima che nel 2015 circa metà degli europei avrà qualche manifestazione allergica, in particolare di carattere respiratorio, con profonde ricadute sulla qualità della vita, sui costi sanitari e sociali. Purtroppo le osservazioni in questo campo mostrano che le allergopatie respiratorie sono in buona misura sottostimate sia dai malati che dai medici, addirittura in molti casi non sono considerate vere malattie, ma semplici “disturbi” e vengono in larga parte abbandonate all’autogestione del paziente.

Il progressivo aumento delle patologie allergiche obbliga invece a definire modelli di intervento adeguati e per dare un contributo in questo senso, in particolare a quanti operano nell’ambito della medicina generale, l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della Provincia di Brescia organizza un incontro che si è tenuto venerdì 26 febbraio nella Sala conferenze di Via Lamarmora, 167.

Alcune importanti manifestazioni cliniche, quali la rinite e l’asma bronchiale, coinvolgono un’ampia fetta di popolazione e di conseguenza interessano in prima persona proprio il medico di medicina generale. “Un approccio razionale a questi problemi” spiega Germano Bettoncelli coordinatore della commissione cultura dell’Ordine “deve prevedere un’azione di sorveglianza sulla popolazione a rischio proprio da parte della medicina generale, l’effettuazione di una diagnosi precoce opportunamente verificata e la prescrizione di una terapia razionale basata su presupposti di evidenza scientifica”.
Il presidente dell’Ordine medici Raffaello Mancini spiega inoltre che “il medico, oggi, ha a disposizione per la cura di queste malattie armi efficaci e sofisticate che tuttavia devono essere usate secondo i criteri e le raccomandazioni delle principali linee guida. Trattandosi di condizioni croniche è importante che il programma di gestione del paziente sia pianificato sul lungo periodo. È fondamentale inoltre costruire con il paziente una partnership che lo coinvolga in un programma di cura accettato e condiviso. A tale proposito è essenziale che l’educazione del paziente e la comunicazione abbiano un ruolo centrale nel programma elaborato dal medico, anche per poter delegare al malato adeguati spazi di autocontrollo e autogestione” conclude Mancini.

 

 

 






 
 
 
 

  



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