Genova Anno VII - n°40 - 18.01.2010 Pagine Nazionali

del 19/02/2010

Varianti geniche definiscono la predisposizione alle infezioni virali


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Secondo un lavoro pubblicato sulla rivista PLoS Genetics e nato dalla collaborazione tra l'Istituto Scientifico Eugenio Medea, l'Istituto Scientifico Don C. Gnocchi e l'Università degli Studi di Milano, i virus hanno contribuito a modellare la variabilità genetica umana.

Analizzando più di 600.000 varianti genetiche di 52 popolazioni umane, i ricercatori hanno potuto identificare le varianti geniche che aumentano la suscettibilità alle infezioni virali o che, al contrario, proteggono da tali infezioni.
Durante tutto il corso della loro storia le popolazioni umane hanno subito la minaccia dei virus che ancora oggi in tutto il mondo sono causa di malattia e di morte. L'identificazione di varianti geniche che modificano la predisposizione alle infezioni virali o la loro severità è fondamentale per lo sviluppo di nuovi approcci terapeutici e di vaccini.
Proprio grazie alla prolungata interazione tra esseri umani e virus, si può ipotizzare che queste varianti siano state sottoposte nel tempo a una forte selezione naturale e che questo processo abbia lasciato tracce tali nel nostro genoma da essere ancor oggi riscontrabili con metodiche di genetica di popolazione.


In particolare, gli autori hanno basato il loro studio sull'idea che le popolazioni che vivono in aree geografiche diverse siano state esposte a carichi virali differenti e, conseguentemente, a pressioni selettive diverse, che hanno contribuito a determinare la frequenza di alcune varianti genetiche.
Quindi, mediante l'analisi dei dati genetici di 52 popolazioni da tutto il pianeta, gli autori hanno identificato quelle varianti che mostrano una frequenza più alta nelle popolazioni che abitano regioni dove il carico virale è più alto.
Usando questo approccio, sono stati identificati 139 geni umani che modulano la suscettibilità alle infezioni virali. A conferma di questi risultati si è osservato come le proteine prodotte da questi geni interagiscano tra loro e spesso con componenti virali, costituendo cioè una rete di interazione a livello molecolare.


Lo studio è basato su predizioni generate in silico e, di conseguenza, i risultati richiederanno un'accurata validazione sperimentale. Tuttavia, secondo gli autori, un approccio simile a quello applicato in questo studio potrebbe essere usato per identificare varianti di suscettibilità per infezioni trasmesse da agenti patogeni anche diversi dai virus.
 

 

 






 
 
 
 

  



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