Il Monascus purpureus è un fungo, da millenni utilizzato
in Cina per la produzione del vino di riso.
Tradizionalmente il fungo veniva infatti impiegato nella
fermentazione di una cottura di riso per produrre il
famoso vino rosso di riso. Essendo fatto crescere
direttamente a contatto con il riso, il fungo conferiva
ai grani di riso il tipico colore rosso, con un
contenuto alcoolico analogo a quello del vino.
Già menzionato all’epoca della dinastia Ming
(1368-1644), il Monascus desta oggi crescente interesse
da parte della comunità scientifica. Si era infatti
osservato che le popolazioni cinesi esposte a questo
alimento registravano un livello di colesterolo
particolarmente basso. Alla fine degli anni ‘90 si è
potuto identificare fra i componenti del riso rosso un
prodotto, chiamato “monacolina K”, che presenta analogie
strutturali con le statine ipocolesterolemiche. Quindi è
una statina naturale, inseribile in integratori
alimentari disponibili in farmacia.
Quanto vale sul piano quantitativo una compressa
contenente Monascus? Presenta un’attività all’incirca
pari a 3-4 mg di una statina sintetica. Quindi con un
dosaggio quotidiano di 1-2 compresse si può avere
un’efficacia non lontana da quella delle statine di
sintesi (pravastatina, simvastatina, ecc). L’impiego del
riso rosso fermentato si è affermato da tempo in
Oriente, da cui provengono anche dati che
dimostrerebbero una chiara efficacia nella prevenzione
dell’infarto in chi utilizza questo prodotto.
Più di recente si è osservata una brillante associazione
con la berberina. La berberina è un alcaloide
proveniente dalla Idraste canadese (una peonia), nota da
decenni come prodotto attivante la produzione di bile
dal fegato. E’ anche un efficace antibatterico. Il dato
più interessante è che presenta una sorprendente
attività di stimolo sui recettori delle lipoproteine.
Questi recettori, presenti sulle cellule del fegato,
captano le lipoproteine ricche in colesterolo (le LDL) e
determinano quindi un effetto di riduzione sulla
colesterolemia.
Dall’associazione dei due si ottiene quindi un prodotto
che presenta due diversi meccanismi: riduzione della
sintesi del colesterolo (come le statine) grazie al
Monascus e aumentato intrappolamento delle lipoproteine
nel fegato grazie alla berberina. Entrambi portano a
significativa riduzione della colesterolemia. Di recente
poi si è anche visto che la berberina ha una discreta
attività “antidiabetica”, in particolare riducendo l’insulinemia.
L’associazione riso rosso/berberina è quindi una
superstar nel settore dei nutraceutici. E’ un
integratore alimentare molto ben tollerato e che sta
fornendo risultati importanti nel trattamento di
pazienti ad alto rischio vascolare.
Stefania Bortolotti