Allergie
dei bambini, un fenomeno in crescita esponenziale in
tutto il mondo (il numero dei bambini con allergie
respiratorie, ad esempio ha raggiunto nei Paesi
sviluppati il 25-30% dal 5% degli anni ’80). Focus
principale del V Meeting di Allergologia Pediatrica è la
presentazione delle nuove linee guida internazionali
DRACMA (Diagnosis and Rationale for Action Against Cow’s
Milk Allergy) sulla diagnosi e la terapia
dell’intolleranza alle proteine del latte vaccino, un
documento nato su input della World Allergy Organization
(WAO) e frutto del lavoro di numerosi esperti
scientifici multidisciplinari coordinati dal Dott.
Alessandro Fiocchi, primario del Reparto di
Pediatria dell’Ospedale “Macedonio Melloni” di Milano e
Presidente della Commissione Speciale sulle Allergie
alimentari della WAO.
L’allergia alle proteine del latte colpisce circa il 2%
dei bambini ed è una reazione dovuta a meccanismi
immunologici che danneggia l’organismo del bambino
manifestandosi con eczema o orticaria, disturbi
intestinali e asma e, nei casi più gravi, provocando
anafilassi, un’esplosione di allergia che può portare
anche alla morte dei piccoli pazienti.
Ad oggi non esistono delle linee guida comuni per tutti
i Paesi con raccomandazioni univoche sulla diagnosi e il
trattamento di questa che è in realtà una intolleranza
guaribile se diagnosticata in modo tempo e trattata con
la dieta adeguata. Quella al latte infatti è una delle
poche allergie da cui si guarisce: se il bambino è
sottoposto a dieta di eliminazione, si ristabilisce dopo
2-3 anni e il trend continua a scendere tanto che quasi
tutti gli allergici nell’adolescenza sono tolleranti.
Molte le novità contenute nelle nuove raccomandazioni.
Anzitutto, per quanto riguarda la diagnosi, si
suggerisce l’utilizzo diretto del test da carico,
l’unico in grado di indicare con certezza se il bambino
è allergico o meno, attraverso l'assunzione di latte e
l'osservazione e misurazione della reazione nel bambino.
In questo modo si indica la strada per una corretta
diagnosi e si evita di trattare inutilmente, come spesso
invece accade, bambini che non sono in realtà allergici
alle proteine del latte.
Novità anche sul fronte delle terapie e delle
alternative al latte vaccino. Viene declassato il latte
di soia per la capacità di sensibilizzare creando così
allergie secondarie come dimostrato da alcuni studi.
Vengono invece considerati utili gli idrolisati di
proteine del latte e, per la prima volta, appaiono nelle
linee guida internazionali soluzioni alternative al
latte, quali le miscele di aminoacidi e gli idrolisati
di riso.
Queste linee guida sono molto importanti per il paziente
“Oggi il bambino allergico al latte corre il rischio
di vedersi porre una diagnosi senza alcun esame o di
vedersi levare il latte come unico tentativo, senza
evidenze scientifiche. Qualora venga diagnosticata
l’allergia invece il bambino corre il rischio di vedersi
proporre sostitutivi inadeguati e di essere sottoposto
definitivamente ad una dieta priva di latte per paura di
reazioni” dichiara il Dott. Alessandro Fiocchi
- Primario del Reparto di Pediatria dell’Ospedale
“Macedonio Melloni” di Milano e Presidente della
Commissione Speciale sulle Allergie alimentari della WAO.
“Le nuove linee guida indicano dunque che, al
sospetto di allergia il bambino deve essere
diagnosticato attraverso un test appropriato, cioè di
carico, stabilendo un percorso ragionato e basato
sull’evidenza scientifica per la scelta di un
sostitutivo adeguato. Verrà inoltre indicata la
necessità di una rivalutazione periodica attraverso un
test in modo tale da liberalizzare la dieta per i
bambini che non risultino più allergici al latte”.
Positivo anche l’impatto sulla spesa sanitaria “In
molte parti del mondo è la sanità pubblica a sostenere
la spesa per i prodotti speciali necessari per
l’alimentazione dei bambini. Le nuove linee guida
indicano chiaramente quali prodotti sono appropriati,
quando iniziare o sospendere una dieta specifica ponendo
le basi per una razionalizzazione della spesa”
conclude il Dott. Fiocchi.
Le linee guida DRACMA saranno ora oggetto di
pubblicazione da parte di riviste scientifiche. Il
report del Congresso sarà redatto nel Journal of Allergy
and Clinical Immunology e le 65 società scientifiche
nazionali del settore ne promuoveranno la diffusione in
ogni Paese in modo da adattare le raccomandazioni
all’uso locale.