Genova Anno VII - n°40 - 18.01.2010 Pagine Nazionali

del 02/02/2010

Mangiare meno previene le malattie


clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Secondo una ricerca italiana del novembre 2009, bisogna mangiare di meno per non sentire gli acciacchi dell'età. È questo il messaggio che proviene dagli ultimi dati dello studio InCHIANTI (Invecchiare in Chianti), una ricerca che dal 1998 segue centinaia di anziani che vivono sulle colline attorno a Firenze cercando di capire i segreti per vivere meglio e più a lungo. Secondo i risultati più recenti, che saranno pubblicati nelle prossime settimane sulla rivista Age and Ageing negli anziani ridurre di 100 calorie l'introito energetico quotidiano abbassa del 10 per cento il rischio di ritrovarsi nel giro di tre anni con una disabilità motoria qualsiasi, dall'incapacità di eseguire normali attività quotidiane come lavarsi o vestirsi da soli all'impossibilità di camminare a lungo o salire le scale senza aiuto.

“Il dato è in completo accordo con la teoria della restrizione calorica, secondo cui ridurre l'introito energetico è una delle strade maestre per diventare più longevi – spiega Niccolò Marchionni, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – I risultati di InCHIANTI, raccolti su 900 anziani seguiti per tre anni, dimostrano per la prima volta nell'uomo un effetto della restrizione calorica su parametri importanti per la longevità, in questo caso la perdita di autonomia funzionale che contraddistingue, purtroppo, l'età più avanzata”. I partecipanti allo studio sono stati valutati a tutto tondo: oltre all'analisi attenta della loro alimentazione abituale attraverso interviste e questionari, si è presa in considerazione anche la presenza di patologie come ipertensione, diabete, sindrome metabolica ed elementi dello stile di vita come l'abitudine al fumo o il consumo di alcol; inoltre, si è quantificato il grado di attività fisica svolta. “Assieme alla dieta, la disabilità motoria è ridotta anche dall'abitudine all'esercizio: gli anziani più attivi sono anche quelli che si mantengono in salute più a lungo – riferisce Luigi Ferrucci, coordinatore dello studio e ricercatore presso il National Institute of Aging negli USA - Il risultato è importante soprattutto perché non si tratta di un gruppo sperimentale di soggetti “scelti” in base a specifiche caratteristiche, ma di anziani normali, di tutti i tipi: questo significa che le conclusioni hanno un significato reale, vero per ciascuno di noi”.
 

 

 






 
 
 
 

  



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