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Gabriella Ferrigno |
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L’adolescenza rappresenta una fase critica della vita dell’individuo: da
una parte incalzano le preoccupazioni, gli ideali e le ansietà, dall’
altra inizia il confronto con i cambiamenti legati all’aspetto fisico,
cognitivo e sociale.
La maggior parte degli adolescenti attraversa questo periodo senza
grossi problemi e solo il 21% , presenta segni di stress anomalo.
Il corpo è il grande protagonista, con le sue trasformazioni e
l’irrompere della sessualità.
I disturbi del comportamento alimentare rappresentano proprio un agito
sul proprio corpo, una parziale difesa nei confronti dell’elaborazione
mentale, veicolo preferenziale per comunicare e mostrare un disagio
psicologico.
Nella patologia del comportamento alimentare il cibo viene svuotato
della sua funzione di nutrire, crescere per diventare oggetto di rifiuto
ostinato ed espressione di conflitti e tensioni familiari.
Ad accrescere questa situazione conflittuale subentrano spesso anche
modelli di bellezza irraggiungibile, l’immagine corporea ideale che
corrisponde ad un corpo magro, scattante, atto a mostrarsi. Spesso anche
le madri sono insoddisfatte del loro aspetto fisico e in perenne lotta
con la bilancia.
Al soggetto magro e attraente sono associati attributi positivi, a
quelli in soprappeso attributi negativi sanciti dalla moda e dal nostro
ambiente culturale occidentale che non accetta la ragazza grassa per lo
più destinata ad essere solitaria e rifiutata. Ma è proprio tale
pressione sociale e psicologica agente in senso inibitorio a bloccare il
riconoscimento percettivo degli stimoli della fame.
I disturbi dell’alimentazione hanno una genesi multifattoriale: gli
elementi attingono alla sfera pulsionale dell’individuo, all’ambiente ed
alcuni fattori di ordine medico che possono agire da cofattori e/o
elementi scatenanti, come le malattie endocrine o del metabolismo .
Questi quadri sono caratterizzati dalla presenza di grossolane
alterazioni del comportamento alimentare e comprendono due categorie
specifiche: Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa.
In entrambi i disturbi vi è la presenza di un’alterata percezione del
peso e della propria immagine corporea. Esistono peraltro diversi
comportamenti di ordine psicopatologico o di confine che si manifestano
con compromissione dell’appetito: in primo luogo, abbiamo la depressione
che in età adolescenziale può accompagnarsi a comportamenti bulimici e
anoressici, l’Obesità e il BED (Binge Eating Disorder) o Disturbo da
alimentazione incontrollata e altri disturbi non altrimenti specificati
che non soddisfano i criteri di nessun tipo specifico.
Incidenza dei disturbi alimentari
La prevalenza dell’Anoressia è maggiore nei paesi
industrializzati, dove vi è abbondanza di cibo, presenta un’ incidenza
media di circa l’1% e insorge in media verso i 17 anni, potendo
interessare però anche persone più giovane; l’anoressia, nel 90% dei
casi, si sviluppa nel sesso femminile. I dati disponibili evidenziano
come la prognosi sia migliore se il disturbo si manifesta nella prima
adolescenza.
La Bulimia ha una prevalenza tra i soggetti di sesso femminile
dell’ 1-3% ed esordisce nella tarda adolescenza o nella prima età
adulta. Tra i DCA sono soprattutto quelli della sfera anoressica a
essere rappresentati significativamente nell’adolescenza in termini
d’incidenza rispetto all’età di esordio, mentre il 50% dell’obesità
esordisce nella prima e seconda infanzia per andare incontro a delle
oscillazioni che trovano, talvolta un continuum nell’emergenza di
disturbi della sfera alimentare; frequente è il riscontro di soprappeso
che precede l’anoressia.
Criteri diagnostici:
Il DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali)
riconosce per l’Anoressia Nervosa i seguenti criteri diagnostici:
A. Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso
minimo normale per l’età e la statura (per es. perdita di peso che porta
a mantenere il peso corporeo al di sotto dell’85% rispetto a quanto
previsto,oppure incapacità di raggiungere il peso previsto durante il
periodo della crescita in altezza, con la conseguenza che il peso rimane
al di sotto dell’85% rispetto a quanto previsto).
B. Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi, anche
quando si è sottopeso
C. Alterazioni del modo in cui il soggetto vive il peso o la
forma del corpo, o eccessiva influenza del peso e della forma del corpo
sui livelli di autostima,rifiuto di ammettere la gravità della attuale
condizione di sottopeso.
D. Nelle femmine dopo il menarca, amenorrea, cioè assenza di
almeno 3 cicli mestruali consecutivi
Specificare il sottotipo:
Con Restrizioni: nell’episodio attuale di Anoressia Nervosa il
soggetto non ha presentato regolarmente abbuffate o condotte di
eliminazione (per es. vomito autoindotto, uso inappropriato di
lassativi, diuretici o enteroclismi).
Con Abbuffate/Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale di
Anoressia Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente abbuffate o
condotte di eliminazione.
I criteri diagnostici per la Bulimia Nervosa:
Ricorrenti abbuffate. Una abbuffata è caratterizzata da entrambi i
seguenti:
1) mangiare in un definito periodo di tempo una quantità di cibo
significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone
mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili
2) sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad es.
sensazione di non riuscire a smettere di mangiare a controllare cosa e
quanto si sta mangiando).
3) Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per
prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di
lassativi, diuretici,enteroclismi o altri farmaci,digiuno o esercizio
fisico eccessivo.
4) Le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano
entrambe in media almeno
due volte alla settimana per tre mesi.
5) I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla
forma e dal peso corporei.
6) L’alterazione non si manifesta esclusivamente nel corso
di episodi di Anoressia
Nervosa
Specificare il sottotipo:
Con Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale di Bulimia
Nervosa il soggetto ha presentato regolarmente vomito autoindotto o uso
inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
Senza Condotte di Eliminazione: nell’episodio attuale il soggetto
ha utilizzato regolarmente altri comportamenti compensatori
inappropriati, quali il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo, ma non
si dedica regolarmente al vomito autoindotto o all’uso inappropriato di
lassativi ecc.
Insorgenza della malattia
L’ingresso della malattia può avvenire dopo un abbandono, un lutto, una
sconfitta, una modificazione degli equilibri familiari, nuove e
pressanti richieste ambientali. In alcuni casi la malattia si manifesta
in modo acuto dopo uno sviluppo infantile apparentemente asintomatico.
Queste ragazzine vengono solitamente descritte come bambine molto
adattate, non problematiche, efficienti e impegnate validamente nel
raggiungimento degli obiettivi, soprattutto quelli scolastici; figlie di
coppie genitoriali apparentemente normali, ma in cui il legame di coppia
è fragile e formale, con una costituzione di un legame sostitutivo tra
madre e figlia.
La sintomatologia può iniziare in maniera piuttosto subdola con una
restrizione dietetica molte volte motivata da un sovrappeso precedente e
comunque legata all’attenzione sul corpo, questo comportamento di
iniziale controllo alimentare si associa spesso all’intraprendere
attività fisiche che consentano ulteriormente il controllo delle calorie
e progressivamente a selettività dietetica: krekers, mele, verdura.
Queste giovani se scivolano verso l’anoressia vivono nell’ossessione
continuativa di ingrassare con eccessiva valorizzazione della magrezza,
accompagnata da vissuti il cui il dimagrire diventa fonte di esaltazione
ed è accompagnato da un sentimento di onnipotenza e invulnerabilità.
Ragazze la cui vita sembra essere concentrata esclusivamente sulla
necessità di controllare il sempre più ristretto cibo introdotto e a
rimirare, insoddisfatte e angosciate il loro corpo minacciato dal
grasso; perseguitate dal controllo del peso corporeo e dalle sue misure
incessantemente tenute sotto controllo e accompagnate da percezioni
della propria immagine distorta, sempre troppo gonfie, goffe così
determinate ad eliminare dal proprio corpo ogni sinuosità ”grassa”,
formosa. Il pensiero dominante, l’ideazione ossessiva determinano una
serie di attività selettivamente finalizzate agli scopi anoressici da
qui l’uso di diuretici, lassativi, inibitori della fame.Il corpo diventa
oggetto di controllo onnipotente con una pervasività che investe tutte
le funzioni vitali e sollecita reazioni di adattamento dell’organismo
che rinforzano la malattia. Il controllo onnipotente dell’anoressica
diventa poi controllo della fame, a mantenimento dell’immagine del corpo
emaciato, mortificato pesantemente nei suoi bisogni istintuali.
L’anoressia spesso in questa fase si associa a condotte bulimiche e
abbuffate tipiche di dolciumi e merendine che sono spesso seguite da
condotte di eliminazione e che in certi casi rappresentano l’evoluzione
più tipica della malattia: un’alternanza di abbuffate seguite da penosi
e a volte angoscianti sensi di colpa che conducono all’eliminazione del
cibo in un simbolismo di svuotamento liberatorio e senso perverso di
espiazione.
L’anoressia e la famiglia
L’ Anoressica coinvolge pesantemente nei suoi rituali tutta la sua
famiglia: si delineano pertanto relazioni interpersonali tra i membri
della famiglia di tipo sado-masochistico. Nelle forme gravi si assiste
ad una spinta inarrestabile verso l’emaciazione che può condurre alla
morte. Attualmente all’Anoressia mentale si riconosce un’organizzazione
psicopatologica specifica propria, in cui il “rifiuto” del cibo
costituisce il sintomo centrale, espressione di un “rifiuto” di
qualsiasi apporto ambientale, di qualsiasi “legame”.
Caratteristiche della bulimia
La Bulimia si esprime in maniera apparentemente monosintomatica è
caratterizzata dall’assunzione compulsiva di grande quantità di cibo in
tempi rapidi che portano ad uno stato di ripienezza temporanea e mai di
sazietà associata o meno a condotte di eliminazione e conseguentemente
ad obesità o meno. I fattori scatenanti sono spesso le separazioni,le
perdite affettive, la modificazione degli equilibri familiari, nuove e
pressanti richieste di elevate performances, scolastiche,lavorative,
esperienze sessuali frustranti. Le ragazze bulimiche fanno incetta di
cibo, lo sottraggono dalle scorte di casa, lo conservano nei luoghi più
segreti e lo consumano in solitudine con voracità distruttiva.
All’abbuffata segue un temporaneo sollievo dell’ansia e poi un senso di
frustrazione e di colpa. La Bulimia è prevalentemente associata a
Disturbo Depressivo di cui può rappresentarne l’unica espressione, si
associa a depressione dell’umore e a ansia. Entrambe le malattie possono
raggiungere livelli di gravità elevati con le molteplici complicanze di
ordine organico di livello sistemico. L’amenorrea è il primo dei sintomi
carenziali e di rilevanza diagnostica.
Anoressia Mentale
L’Anoressia mentale è una malattia tipica dell’età adolescenziale
caratterizzata sul piano clinico da un’intensa diminuzione del peso in
assenza di una patologia organica primitiva.
La diagnosi di Anoressia durante l’adolescenza si stabilisce se la
perdita di peso è superiore al 10% e la cui amenorrea risale a più di
sei mesi. Vi è disinteresse per la sessualità e conflittualità marcata
rispetto al menarca. Il dimagrimento inizialmente lieve può raggiungere
rapidamente livelli spettacolari,raggiungendo percentuali del 20%-30%
del peso iniziale arrivando nelle forme cachettiche fino al 50%.
Esiste un’evoluzione fasica della malattia che prevede :
I- La restrizione alimentare si stabilisce molto
progressivamente, a volte di nascosto, l’umore si altera in modalità
depressive; vengono lamentati disappetenza e dolori gastrici.
II- Viene trovato un equilibrio a favore della restrizione
alimentare e della magrezza ottenuta. Le suppliche dell’ambiente hanno
l’effetto di rafforzare la determinazione. Il sentimento del controllo
di sé, dei propri bisogni corporali e l’illusione di un’indipendenza
totale rispetto alla volontà altrui sono fonti prevalenti di
soddisfazione. E’ presente un comportamento iperattivo. Il rendimento
scolastico inizialmente soddisfacente, con il progredire degli studi e
in alcuni casi, può andare incontro ad uno scadimento legato anche a una
perdita della funzione ecologica della fantasia.
III- Ritornano l’angoscia, la tendenza alla depressione e al
ritiro sociale, iperattività è sterile e stereotipata, comparsa di
condotte bulimiche, a volte sotto forma di raptus con fasi di ingestione
alimentare sentite come incoercibili ( seguite eventualmente da vomiti
autoprovocati, uso di purganti) alternate a fasi di anoressia.Tutto ciò
avviene nel corso di parecchi mesi talvolta in anni. L’evoluzione
psicopatologica può sfociare in Disturbi di personalità,Disturbi fobici,
Disturbi ossessivi.
Andamento dei disturbi alimentari
Nella maggioranza dei casi la guarigione avviene spesso con ricadute o
periodi di bulimia con conseguente obesità e più a lungo con
un’esistenza più povera in particolare sul piano delle relazioni
sessuali e affettive tanto da delinearsi uno stile anoressico.
L’Anoressia e la Bulimia nervose sono delle vere e proprie malattie
psichiatriche. La presa in carico delle pazienti anoressiche è molto
complessa perché queste pazienti difficilmente riconoscono i propri
bisogni e accettano di “farsi aiutare”.
Il trattamento, che deve prolungarsi a lungo per ottenere risultati
significativi, deve avvalersi di un approccio multidisciplinare che
preveda la presenza di diverse figure professionali (psichiatra,
psicoterapeuta, internista, nutrizionista ecc.) e in casi gravi il
ricovero ospedaliero, per un trattamento integrato che assicuri la cura
della componente somatica,psichiatrica e psicologica. Da non dimenticare
che è indispensabile attuare, in concomitanza una terapia a livello
familiare, con l’intento di comprendere e modificare, per quanto
possibile, le interazioni familiari.