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Ho le piastrine basse



Asti, 30 novembre 2009

buongiorno a tutti, illustrissimi professori.........
mi scuso per il disturbo ma ho un problema .............

Domanda
Ho le piastrine basse
vi racconto la mia storia...........

mi chiamo andrea e avevo 22 anni ( nel 2002 ) quando vengo ricoverato per piastrine basse all'aspedale di asti ......... mi vengono fatte molte visite e analisi e mi viene diagnosticata la piastinopenia autoimmune........per due anni ho assunto cortisone e le piastrine salivano ma appena prendevo una cosa virale crollavano......... hanno deciso di togliermi la milza ( nel 2004 ) ...... per un anno tutto bene, piastrine a 300.000 senza cura cortisoniche, poi una nuova ricaduta con 2.000 piastrine ( fine 2004 ) ............ questa volta mi cambiano cura....... siamo a novembre 2004 e mi fanno 4 cicli di rituximab e cortisone a scalare gradualmente........ ho risposto benissimo alla cura........... per 5 anni le mie piastrine sono state a 450.000 costanti senza nessuna terapia.......... purtroppo a novembre 2009 dopo 5 anni di vita bellissima e attivissima di nuovo 40.000 piastrine......... ho ricominciato il cortisone 75 mg al di (sono un ragazzo di 29 anni peso 100 kg, sportivo); secondo l'ematologo che mi segue ad asti e' stata una ricaduta dovuta a qualche forma virale e che ci sono buone speranze che togliendo il cortisone tengano e tornino come prima............

voi gentili professori cosa dite................qual'e' il modo corretto di scalare il cortisone..................e' il caso di rifare il rituximab................. ho sentito parlare di una nuova cura contro le piastrine basse che agisce sul midollo e ne aumenta la produzione................. funziona???

vi ringrazio anticipatamente .......
 

Andrea

 


Risposta

 

Carissimo Andrea mi sembra che sia seguito benissimo e non vedo il motivo per cui debba dubitare della fiducia del suo ematologo. Altre volte le sarà capitato di scalare il cortisone e ha eseguito terapie differenti: le indicazioni mi sembra, siano state sempre eccellenti . Ricordiamo solo che Il rituximab é sempre più frequentemente utilizzato anche per la terapia di numerose malattie autoimmuni, soprattutto per la porpora piastrinopenica idiopatica, nelle quali una parte importante, per la patogenesi è svolta dai linfociti B produttori degli autoanticorpi. Anche in queste malattie non neoplastiche il rituximab è stato in genere utilizzato alla dose canonica di 375 mg/mq alla settimana per quattro settimane. Rispetto ai linfomi, tuttavia, la massa di linfociti patologici è notevolmente inferiore nelle malattie autoimmuni. Pertanto, è ipotizzabile che una dose inferiore di rituximab possa essere sufficiente a scopi terapeutici. Comunque, ripeto, si fidi del suo ematologo curante.
 

La Redazione