Genova Anno VII - n°39 - 11.09.2009 Pagine Nazionali

del 15/01/2010

 

Elaborazione del lutto, nell’infertilità di coppia


Valeria Randone - valeriarandone@tiscali.it 

Valeria Randone - Psicosessuologa

Molte donne scelgono di diventare madri, solo dopo aver compiuto, almeno in parte, il loro progetto di realizzazione personale e professionale; questo slittamento in avanti nel tempo della maternità, spesso non tiene presente del tempo biologico, che porta ad un inevitabile impoverimento ovarico.
La scienza odierna, fortunatamente ha messo a punto strategie terapeutiche adeguate, per sanare questa scissione tra aspettative di maternità e tempo biologico, andando in contro alle mamme attendiste.


Le tecniche di PMA (procreazione medicalmente assistita), sono quelle tecniche, che a secondo della necessità e della patologia della coppia, mettono in atto “strategie fecondative”, per ridonare il sorriso a coppie che lo avevano smarrito durante i tentativi di concepimento non andati a buon fine.
Uomini e donne, reagiscono con modalità diverse alla funesta e luttuosa diagnosi di infertilità, in funzione del loro immaginario, del loro passato esperenziale, emozionale e di coppia. La diagnosi di infertilità, pone la coppia di fronte al doloroso destino di “non prosecuzione del proprio sé biologico”, che destabilizza profondamente e danneggia anche il più saldo dei legami.
La sessualità, associata nell’immaginario alla sfera della procreazione, riceve degli attacchi acuti e continui, andando in contro ad una serie di inevitabili disfunzioni, quali per esempio calo del desiderio sessuale in entrambi i partners, anorgasmia coitale nella donna e, deficit erettivo o eiaculazione precoce, nell’uomo.
La risposta orgasmica nella donna, già molto complessa di suo, viene ad essere fortemente rallentata se non estinta del tutto, anche perché vissuta come non obbligatoriamente associata all’aspetto riproduttivo, quindi non necessaria; questa sessualità senz’anima, quasi ginnica, che segue esclusivamente la fase ovulatoria ed il controllo ecografico, alla lunga, danneggia coppia e talamo.

 

La coppia deve essere obbligatoriamente aiutata e presa in carico, seguendo un percorso psicoterapico e sessuologico, che possa dipanare la matassa emotiva associata al lutto relativo al non poter diventare genitori in maniera naturale.
Un momento clinico di grande importanza terapeutica è l’“elaborazione del lutto” all’interno del setting terapeutico; quel processo psichico indispensabile affinché la coppia possa, sgombrando il campo da ingorghi emozionali, proseguire verso le successive tecniche di PMA, con i successivi possibili fallimenti o, nel peggiore delle ipotesi, essere pronti per l’adozione o le rassegnazione.
Un centro di fecondazione assistita, accoglie, segue, assiste e sostiene la coppia infertile, al fine non solo di erogare la cura, ma “di prendersi cura”, degli aspetti organici, psicologici, emotivi e sessuali, associati all’infertilità.

 

 






 
 
 
 

  



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